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Partite IVA, giovani professionisti penalizzati

Partite IVA, giovani professionisti penalizzati
Le nuove regole sul regime dei minimi e l’aumento della contribuzione INPS per gli iscritti alla gestione separata penalizza i professionisti, già colpiti dall’innalzamento della doppia tassazione sui rendimenti delle casse previdenziali private. E’ questo l’allarme lanciato dal presidente nazionale di Confprofessioni, Gaetano Stella

Complice il perdurare della crisi economico finanziaria, gli studi professionali stanno vivendo un periodo di recessione senza precedenti. In tale contesto, “la politica non ha dato risposte concrete, voltando piuttosto le spalle ai professionisti e al lavoro autonomo occasionale”.

Dal convegno di Sant’Apollonia a Firenze, organizzato dalla Regione Toscana (Commissione regionale dei soggetti professionali), il presidente nazionale di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha lanciato un allarme sullo stato di crisi dei liberi professionisti, penalizzati pesantemente dalle recenti misure introdotte dal Governo.

“Le nuove regole sul regime dei minimi e l’aumento della contribuzione Inps penalizza i giovani professionisti con Partita Iva – accusa Stella – stiamo subendo un innalzamento della doppia tassazione sui rendimenti delle casse previdenziali private; siamo stati esclusi senza alcuna ragione dalla Cig in deroga e assistiamo a un incremento esponenziale degli adempimenti richiesti ai liberi professionisti nell’esercizio della loro attività e dal Governo italiano non abbiamo ricevuto alcun segnale sulle raccomandazioni della Commissione Europea in merito al diritto dei professionisti di accedere ai fondi strutturali europei”.

Estendere ai professionisti l’accesso ai fondi UE – Nel suo intervento il presidente di Confprofessioni ha sottolineato come nel ciclo di programmazione 2014-2020 l’Unione investirà poco meno di mille miliardi di euro (la quota di risorse destinata all’Italia si aggira intorno ai 100 miliardi di euro). In quest’ottica, il mancato o ritardato riconoscimento dei professionisti all’accesso ai fondi UE, che noi riteniamo essere un diritto non negoziabile, oltre a produrre una lesione economica e sociale inaccettabile, indebolirebbe la spinta che il Governo italiano intende dare per l’utilizzo, o meglio, per il buon utilizzo delle risorse comunitarie da parte dell’Italia”.

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