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Partite IVA a picco anche nel mese di febbraio

Partite IVA a picco anche nel mese di febbraio
Nel mese di febbraio prosegue il calo nelle aperture di nuove partite IVA, con una flessione del 29,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

Crollano le aperture di partita IVA a febbraio, dopo il boom di fine 2014 motivato dal desiderio di evitare il nuovo regime, giudicato meno conveniente.

Secondo il consueto osservatorio del Ministero dell’Economia sono state aperte 42.799 nuove partite IVA, il 16,8% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dopo il -29,7% registrato a gennaio.

La diminuzione nel numero di aperture è stata influenzata dalla clausola prevista dalla legge di Stabilità per il 2015 che, insieme all’introduzione del nuovo regime fiscale forfetario, consentiva alle partite IVA in essere al primo gennaio 2015 di continuare ad operare con il preesistente regime cosiddetto “di vantaggio”.

E’ quindi probabile che diversi soggetti abbiano anticipato l’apertura della partita IVA entro la fine del 2014 (novembre e dicembre), ritenendo il regime allora in vigore più vantaggioso per la propria attività. Di conseguenza a gennaio e febbraio 2015 si è registrata una diminuzione nelle aperture di partite IVA.

Solo successivamente, il 1° marzo 2015, con l’entrata in vigore del decreto “milleproroghe”, è stato consentito in via transitoria per tutto il 2015 l’adesione al vecchio regime fiscale di vantaggio, per i soggetti che ne abbiano i requisiti. Va comunque sottolineato che anche nel secondo mese del 2015, tra le nuove partite IVA di cui sono titolari persone fisiche, si è rilevato un significativo numero di adesioni al nuovo regime forfetario: 9.653 soggetti, che si aggiungono ai 10.708 soggetti che vi hanno aderito a gennaio.

Nel dettaglio, la distribuzione per natura giuridica mostra che il 67,3% del totale delle nuove aperture di riguarda persone fisiche, il 24,9% società di capitali ed il 7,1% società di persone. Seguono i “non residenti” e le “altre forme giuridiche”, che rappresentano complessivamente meno lo 0,7% delle nuove aperture.
Rispetto a febbraio 2014, solo le società di capitali registrano un aumento del numero di aperture (+3,7%), mentre si assiste ad un calo per le società di persone (-10,9%) e in particolare per le persone fisiche (-23%).
Con riferimento alla ripartizione territoriale, il 42,3% delle aperture si è registrato al Nord, il 22% al Centro e il 35,6% al Sud e Isole.
Il commercio si conferma il comparto maggiormente rappresentato nell’ambito delle nuove aperture, con una quota superiore al 25%, seguito dalle attività professionali (10,8%), dall’edilizia e alloggio/ristorazione (entrambe poco al 9,8%).

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