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Partite Iva, a dicembre boom di aperture

Partite Iva, a dicembre boom di aperture
Nel mese di dicembre 2014 sono state aperte 76.336 nuove partite Iva: in confronto al corrispondente mese del 2013 si registra un incremento significativo (+203,4%), dovuto all’aumento di adesioni al regime fiscale di vantaggio (pari a 51.376 soggetti)

Il dato a fine anno si chiude con un +8,5% di nuove posizioni, che raggiungono complessivamente quota 574mila. Dopo il primo rialzo già registrato a novembre (+15,9% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente), il vero proprio boom si è verificato a dicembre. Si è passati, infatti, da 24.900 aperture dell’ultimo mese del 2013 alle 76.336 di dicembre 2014. Questo vuol dire un aumento addirittura del 203,4 per cento. È quanto emerge dalla sintesi dei dati di dicembre e annuali sulle aperture di partite Iva pubblicati dall’Osservatorio del Mef.

La spiegazione è attribuibile al tentativo di entrare nel regime dei minimi con imposta al 5% prima che chiudesse i battenti e lasciasse posto al nuovo regime forfettario previsto dalla legge di Stabilità dal 2015, che prevede tra l’altro un’imposta triplicata (15%) e soglie di ricavi variabili in base all’attività e non più un limite fisso di 30mila euro. Così, c’è stato chi ha preferito anticipare l’apertura della partita Iva per usufruire delle regole fiscalmente più convenienti. Del resto è la stessa legge di Stabilità (articolo 1, comma 87, della legge 190/2014) ad aver previsto una sorta di via d’uscita per consentire a chi era già nel vecchio regime di restarci. Per la precisione la permanenza è garantita – ferme restando le altre condizioni – fino al termine dei cinque anni di durata del regime o per i più giovani fino al compimento del 35° anno di età. E i dati confermano che la spiegazione della spinta alle aperture va cercata in questa ragione: il 67% delle nuove partite Iva (vale a dire due su tre) hanno scelto la tassazione ultraridotta a dicembre. Ma nel corso di tutto l’anno l’appeal del fisco «leggero» è stato evidente: a conti fatti, sono stati in 195mila a entrare nei minimi in tutto il 2014 e si tratta di quasi il 34% di chi si è messo in proprio.

A dicembre sono state soprattutto i professionisti a guidare la corsa all’apertura di nuove partite Iva, con il 35,2% del totale seguite dal commercio con il 13,5% e dalla sanità con l’11,9 per cento. I professionisti sono tra le categorie maggiormente penalizzate dal nuovo regime forfettario. Basti pensare che la soglia di accesso viene addirittura dimezzata e diventa di 15mila euro con un coefficiente di redditività del 78% (in pratica quasi 8 euro su dieci di compensi costituiranno la base imponibile su cui calcolare la sostitutiva). La corsa di dicembre fa sì che anche il dato annuale si chiuda per i professionisti con un aumento del 34 per cento.
Se si guarda poi al dato anagrafico, il 52% delle partite Iva nel 2014 è stato aperto da giovani fino a 35 anni e il 32,5% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. Ma in tutte le classi di età si registrano incrementi di aperture, in particolar modo per quella al di sotto dei 35 anni (+15,5%).

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