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PA, Confindustria: Nel pubblico +50% assenze, costano 3,7 mld

PA, Confindustria: Nel pubblico +50% assenze, costano 3,7 mld
I dipendenti del settore pubblico hanno totalizzato in media 19 giorni di assenze retribuite, 6 in più rispetto a quanto rilevato nel mondo Confindustria per un gruppo di dipendenti comparabile. Lo rileva il Centro studi di Viale dell’Astronomia nell’indagine sul lavoro nel 2013

Cala il numero delle ore di assenza dal lavoro nel settore privato. Secondo uno studio di Confindustria, il peso delle ore di assenza su quelle lavorabili dei dipendenti delle aziende associate è stato del 6,5%, in calo rispetto al 7% dell’anno precedente. Nello stesso anno i dipendenti del settore pubblico hanno totalizzato in media 19 giorni di assenze retribuite, 6 in più rispetto al settore privato. L’incidenza delle assenze si è ridotta in tutti i settori: nelle costruzioni da 5,8% a 5,6%, nell’industria in senso stretto da 6,7% a 6,2%, nei servizi da 7,4% a 6,8%. Le assenze crescono all’aumentare delle dimensioni dell’azienda: in quelle piccole il dato è del 4,5%, in quelle oltre i 100 dipendenti è del 7,2%.

Motivi delle assenze – L’influenza è la causa più frequente di assenza (3,1% delle ore lavorabili), seguita dai congedi parentali e matrimoniali (1,3%) e dagli altri permessi retribuiti, che includono i permessi sindacali e quelli per visite mediche o accompagnamento parentale (un altro 1,1%).

Differenze di genere – Le donne si assentano dal lavoro più degli uomini (9,5% contro il 5,3%). Questo, spiega Confindustria, è dovuto ai congedi parentali che spiegano l’84% della differenza essendo pari al 3,7% delle ore lavorabili tra le donne e allo 0,4% tra gli uomini, per il maggior onere di accudimento familiare sostenuto dal genere femminile.

I dati riportati nel Conto annuale della Ragioneria dello Stato indicano che nel settore pubblico nel 2013 ai 10 giorni di assenza procapite per malattia se ne sono aggiunti 9 di altre assenze retribuite. “L’assenteismo – spiega Confindustria – risulta così del 46,3% più alto rispetto ai 13 giorni di assenze retribuite rilevate dall’indagine Confindustria per gli impiegati nelle imprese associate con oltre 100 addetti (gruppo per qualifica e dimensione del datore di lavoro più comparabile al pubblico impiego)”.

Ipotizzando un assenteismo nel settore pubblico sui livelli più bassi rilevati nelle aziende associate a Confindustria “si sarebbero risparmiati oltre 3,7 miliardi di spesa, attraverso un minor fabbisogno di personale”.

Industria: contratti aziendali nel 29,3% delle imprese – In generale, nel 2013 il 29,3% delle imprese ha applicato un contratto di secondo livello. Nell’industria in senso stretto nel 2013 erano coperti da un accordo aziendale due lavoratori su tre, che salgono a cinque su sei nelle imprese associate con almeno cento dipendenti. Nei servizi la contrattazione decentrata è meno diffusa: i lavoratori coperti erano il 56,9% (68% nelle aziende più grandi).

Più premi nelle imprese con contratto aziendale – I premi variabili, collettivi o individuali, sono stati erogati dal 41,6% delle imprese. La quota sale al 70,5% per le imprese con contrattazione di secondo livello, mentre scende al 31,7% di quelle senza. Per il personale non dirigenziale, la copertura dei premi variabili cresce con la qualifica (52,5% tra gli operai, 56,3% tra gli impiegati e 63,4% tra i quadri), mentre l’incidenza sulla retribuzione è simile (intorno al 5%). Più selettiva l’erogazione tra i dirigenti: solo poco più di un quarto (27,8%) li riceve, ma, quando erogati, rappresentano in media il 15,6% della retribuzione media annua lorda.

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