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Pa, arriva l’annunciato giro di vite del Governo. Controlli su assenze e nuove regole per dirigenti

Pa, arriva l’annunciato giro di vite del Governo. Controlli su assenze e nuove regole per dirigenti
I procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti pubblici diventeranno più facili, con l’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, «finalizzate ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi l’esercizio dell’azione disciplinare». Non solo. Arrivano controlli più severi in caso di assenza per malattia dei dipendenti pubblici, «con attribuzione della relativa competenza all’Istituto nazionale di previdenza sociale». E si va verso il superamento degli automatismi per la carriera dei dirigenti, che sarà legata agli «esiti della valutazione»

Ecco il giro di vite da giorni annunciato dal governo, ecco le nuove norme sulle sanzioni disciplinari a carico dei dipendenti pubblici e sulle visite fiscali: con una serie di emendamenti messi a punto d’intesa col governo dal relatore, il senatore Pagliari del Pd, e depositati oggi pomeriggio, nella legge delega in discussione in commissione al Senato sono state inserite una serie di «norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare, rendere concreto e certo nei tempi» l’esercizio «dell’azione disciplinare».

Il caso dei vigili romani
Inoltre, anche alla luce delle recenti polemiche suscitate dal caso dei vigili romani assenteisti, è stata prevista anche la «riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l’effettività del controllo, con attribuzione della relativa competenza all’Inps».

Novità per i dirigenti
Molte le novità anche per i dirigenti. Previsto, tra l’altro, il superamento degli automatismi nel percorso di carriera e costruzione dello stesso in funzione degli esiti della valutazione. Semplificate le norme in materia di valutazione: la modifica, in questo caso, prevede anche lo «sviluppo di sistemi distinti per la misurazione dei risultati raggiunti dall’organizzazione e dei risultati raggiunti dai singoli dipendenti».

Madia: «Il governo rafforza quello che già c’è»
«I procedimenti disciplinari devono avere una normativa che ne consenta un concreto e rapido esercizio», ha sottolineato il ministro della Pa, Mariana Madia. Nella riforma «abbiamo messo un criterio di delega che rafforzi la normativa in modo che non ci siano blocchi». «I numeri fanno capire che i licenziamenti nella pubblica amministrazione sono possibili», ha aggiunto Madia, ricordando che «su 6.000 procedimenti disciplinari circa un quarto si è chiuso con una sanzione grave, dalla sospensione al licenziamento». Il governo dunque «rafforza quello che già c’è».

La delega scade il 29 gennaio
Quanto ai tempi di approvazione della delega, il ministro ha annunciato che la scadenza per la presentazione dei subemedamenti è stata fissata il 29 gennaio prossimo e che, quindi, dal 30 potrebbero iniziare le votazioni. I decreti attuativi saranno recepiti in un Testo unico sul pubblico impiego «su cui stiamo già lavorando», ha detto Madia. «L’indicazione di Renzi è che i decreti siano pronti in contemporanea con l’approvazione della legge delega».

Pa e Jobs Act
Il ministro hai poi ribadito che il jobs Act non si applica alla Pa: nel pubblico impiego in caso di licenziamento disciplinare illegittimo «secondo me bisogna prevedere sempre il reintegro. Anche perché c’è un rischio di spoil-system, di tipo politico, che in un’azienda non c’è». Questo per il ministro è «l’unico punto vero di differenza con il privato».

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