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P.a., indennizzi non retroattivi

P.a., indennizzi non retroattivi
Al via l’indennizzo per i ritardi della burocrazia: 30 euro per ogni giorno di ritardo nella conclusione del procedimento fino a un massimo di 2.000 euro

Al via da oggi l’indennizzo per i ritardi della burocrazia. E le prime a beneficiarne saranno le imprese. Per il momento, infatti, la chance di vedersi corrispondere dalla p.a. 30 euro per ogni giorno di ritardo nella conclusione del procedimento (fino a un massimo di 2.000 euro) si applicherà solo alle domande relative all’avvio o all’esercizio dell’attività di impresa. E solo a quelle presentate successivamente all’entrata in vigore della legge n. 98/2013 che ha convertito in legge il decreto del fare (dl n. 69/2013) ed è stata pubblicata ieri sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 (Supplemento ordinario n. 63/L). Il provvedimento sarà pienamente operativo da oggi e le pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi subito, informando gli utenti della possibilità di ricevere l’indennizzo e indicando a chi rivolgersi e come richiederlo.

Nel giorno stesso della pubblicazione del decreto in G.U. il Ministro della Funzione Pubblica Gianpiero D’Alia (che ha anche la delega alla semplificazione) ha diffuso le linee guida per l’applicazione delle nuove norme, nella convinzione che ora tutto dipenderà dalla fase attuativa. «Le norme sono importanti, ma non bastano», ha dichiarato. «Per semplificare occorre cambiare i comportamenti quotidiani delle amministrazioni. Per questo è essenziale», ha sottolineato il Ministro, «che cittadini e imprese siano informati delle nuove opportunità che la legge offre loro. Il decreto, infatti, contiene misure di semplificazione e di riduzione degli oneri burocratici che contribuiranno a recuperare lo svantaggio competitivo dell’Italia e a liberare risorse per la crescita e lo sviluppo del paese».

Il governo stima in 500 milioni di euro l’anno i risparmi originati dal decreto che interviene su adempimenti burocratici pari a 7,7 miliardi di euro l’anno per le pmi.

Indennizzo per i ritardi della burocrazia. Per chiedere l’indennizzo, le imprese interessate, entro 20 giorni dalla scadenza dei termini, dovranno rivolgersi al responsabile appositamente nominato dalla p.a. il quale dovrà concludere il procedimento nella metà del tempo originariamente previsto, oppure liquidare l’indennizzo. Una terza possibilità non sarà ammessa. In caso di inerzia da parte del responsabile del potere sostitutivo, l’interessato potrà rivolgersi al Tar. Come detto, l’indennizzo per il momento non potrà essere richiesto dai cittadini. La misura è infatti considerata sperimentale dal governo, che si è dato 18 mesi di tempo per valutarne l’efficacia e impatto sui conti pubblici. Entro la fine della sperimentazione, l’indennizzo per il ritardo della p.a. potrà essere confermato, rimodulato o esteso anche gradualmente ad altri procedimenti. E a quel punto potranno entrare in gioco anche gli interessi dei privati cittadini che per il momento restano fuori dalla misura. Infine, le linee guida di D’Alia chiariscono che in caso di procedure complesse, in cui intervengono più soggetti pubblici, sarà l’amministrazione responsabile del ritardo a pagare l’indennizzo.

Date uniche di efficacia degli obblighi amministrativi. Sulla falsariga di quanto da anni accade in Europa, anche in Italia vengono introdotte le date uniche di efficacia dei nuovi obblighi amministrativi. Il 1° luglio e il 1° gennaio saranno le due finestre da tenere a mente per l’entrata in vigore degli adempimenti che impongono a cittadini e imprese di raccogliere, presentare o trasmettere atti e documenti (domande, certificati, dichiarazioni). Le amministrazioni dovranno pubblicare sul proprio sito internet le scadenze dei nuovi obblighi amministrativi.

Semplificazioni per l’edilizia. Anche in questo settore fortemente colpito dalla crisi, il governo punta a risparmiare grazie al decreto del fare circa 500 milioni l’anno, agevolando così la ripresa delle costruzioni. Le semplificazioni in questo campo sono molteplici. Per gli interventi edilizi che modificano la sagoma degli edifici (a parità di volumetria e nel rispetto dei vincoli) non sarà più necessario il permesso di costruire, ma basterà la Scia. E ancora, i procedimenti di rilascio del permesso di costruire in presenza di vincoli dovranno concludersi con un provvedimento espresso (di accoglimento o diniego) e non col semplice silenzio-rifiuto come oggi. Infine, è introdotta la facoltà per l’interessato di chiedere il rilascio del certificato di agibilità parziale anche prima del completamento dell’opera.

durc. La validità del durc passa da 90 a 120 giorni. Il documento dovrà essere richiesto solo per le fasi fondamentali del contratto (e non più per ciascuna fase della procedura di aggiudicazione e stipula). Sarà acquisito d’ufficio dalle stazioni appaltanti utilizzando gli strumenti informatici e sarà valido anche per contratti pubblici diversi da quelli per cui è stato richiesto.

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