Diritto

Opposizione a sanzioni amministrative in materia di lavoro: legittimazione passiva solo alla DPL

Opposizione a sanzioni amministrative in materia di lavoro: legittimazione passiva solo alla DPL
In tema di legittimazione passiva nel giudizio di opposizione a sanzioni amministrative in materia di lavoro, solo la Direzione Provinciale del Lavoro – e non il Ministero del Lavoro – è passivamente legittimata davanti all’Autorità giudiziaria

Nel giudizio di opposizione per sanzioni amministrative in materia di lavoro comminate dalla Direzione Provinciale del Lavoro, solo quest’ultima – e non il Ministero del Lavoro – è passivamente legittimata davanti all’Autorità giudiziaria, in quanto è la Direzione Provinciale del Lavoro l’autorità amministrativa che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione, la quale è pure l’unica attivamente legittimata all’impugnazione della sentenza conclusiva del giudizio, essendo quindi corretta l’esclusione della legittimazione all’impugnazione del Ministero del Lavoro, quale ente sovraordinato alla Direzione Provinciale, pur in rapporto di immedesimazione organica nei suoi confronti. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15169 del 20 luglio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Corte d’Appello di Milano dichiarava inammissibile l’appello proposto dal solo Ministero del Lavoro avverso la sentenza di primo grado, che aveva revocato, in accoglimento della relativa opposizione, l’ordinanza-ingiunzione della Direzione Provinciale del Lavoro relativa al pagamento di sanzioni amministrative comminate sull’erroneo presupposto dell’esistenza di un rapporto di lavoro tra la società e terzi soggetti.

A motivo della decisione, la Corte territoriale ravvisava il difetto di legittimazione all’impugnazione del Ministero del Lavoro, avendo individuato in esso soltanto il soggetto impugnante e non anche nella Direzione Provinciale ingiungente, esclusiva legittimata passiva, nel procedimento di opposizione e pertanto sola legittimata all’impugnazione della sentenza di sua definizione.

Contro la sentenza proponevano ricorso per cassazione la Direzione Provinciale del Lavoro e il Ministero del Lavoro, in particolare sostenendo, per quello che interessa in questa sede, l’erronea esclusione della legittimazione all’impugnazione del Ministero del Lavoro, quale ente sovraordinato alla Direzione Provinciale, in rapporto di immedesimazione organica nei suoi confronti.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dalla Direzione Provinciale del Lavoro e il Ministero del Lavoro. Sul punto, osservano gli Ermellini che nel giudizio di opposizione è passivamente legittimata la sola autorità amministrativa che abbia emesso l’ordinanza-ingiunzione, la quale è pure l’unica attivamente legittimata all’impugnazione della sentenza conclusiva del giudizio. E ciò anche nell’ipotesi in cui l’autorità sia organo periferico dell’amministrazione statale, il quale agisce in virtù di una specifica autonomia funzionale che comporta deroga a quanto stabilito dalla legge in tema di rappresentanza in giudizio dello Stato; tale legittimazione resta ferma anche nella successiva fase di impugnazione davanti alla Corte di Cassazione, giacché nella disciplina vigente non si rinviene alcun elemento da cui possa desumersi che alla legittimazione in primo grado dell’autorità che ha emesso il provvedimento sanzionatorio subentri nella fase di impugnazione la legittimazione del Ministro, secondo la regola ordinaria.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 15169/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *