Diritto

Omessi versamenti ritenute, prova dal 770

Omessi versamenti ritenute, prova dal 770
Per provare il reato di omesso versamento di ritenute effettivamente operate è sufficiente la loro indicazione nella dichiarazione del sostituto di imposta, non essendo necessarie le certificazioni rilasciate ai sostituiti

Per provare il reato di omesso versamento di ritenute effettivamente operate è sufficiente la loro indicazione nella dichiarazione del sostituto di imposta, non essendo necessarie le certificazioni rilasciate ai sostituiti. A precisarlo è la Corte di Cassazione, sezione III° penale con la sentenza n. 19454 del 12 maggio 2014.

IL FATTO

In particolare, un contribuente veniva denunciato per il delitto previsto dall’articolo 10-bis del D.Lgs n. 74/2000 in base al quale è punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 50mila euro per ciascun periodo d’imposta.
Nella specie egli aveva omesso di versare le ritenute operate sulle retribuzioni dei propri dipendenti.

Con il ricorso l’imputato denunciava l’inosservanza e l’erronea applicazione della legge penale.

A parere della Corte territoriale, la presentazione dei Modelli 770, con allegate le attestazioni nominative, era indice delle operate ritenute e dell’avvenuto rilascio delle attestazioni. In realtà, nel corso delle indagini il PM si era rivolto all’Agenzia delle Entrate, la quale aveva comunicato di essere impossibilitata a verificare se il sostituto d’imposta avesse provveduto a rilasciare le certificazioni. La difesa, pertanto, ha dedotto l’assenza di prova in merito alla consegna delle certificazioni relative alle somme trattenute e da versare all’Erario, per cui, in mancanza di tale presupposto, non poteva dirsi configurato il reato contestato.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

Ebbene, le argomentazioni difensive dell’imputato non hanno trovato terreno fertile presso le aule del Palazzaccio. Per gli Ermellini, infatti, la Corte d’Appello di Brescia ha correttamente ritenuto che la prova del rilascio della certificazione (quindi dell’effettiva corresponsione delle retribuzioni e delle trattenute operate) potesse ricavarsi da un dato “assolutamente non equivoco” (ossia il Mod. 770), poiché proveniente dallo stesso datore di lavoro obbligato.

In altre parole, la Corte territoriale ha giustamente ritenuto non necessario verificare, sostituito per sostituito, se questi ultimi avessero ricevuto l’attestazione (Mod. CUD o altro) da parte dell’imputato, “poiché la presentazione della dichiarazione Mod. 770, con allegate le attestazioni nominative, è indice inequivocabile delle operate ritenute e delle rilasciate certificazioni” (cfr. Cass. Sez. III pen., sentenze n. 14443/2012, n. 27718/2012 e n. 44275 del 2013).

In conclusione, la Suprema Corte rigetta il ricorso dell’imprenditore condannandolo al pagamento delle spese processuali.

Art. 10-bis D.Lgs 74/00 - Omesso versamento di ritenute certificate

E’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo d’imposta.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 19454/2014

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