Italia

Ocse: il debito italiano crescerà ancora, nel 2014 ripresa al rallentatore

Ocse: il debito italiano crescerà ancora, nel 2014 ripresa al rallentatore
L’Italia sta uscendo dalla recessione e tornerà alla crescita, ancora lenta, nel 2014, ma non ha ancora risolto i suoi problemi di debito pubblico. È il severo giudizio espresso dall’Economic Outlook dell’Ocse

L’Ocse rivede le stime per il Pil dell’Italia: al ribasso per il 2013, ancora negativo, ma al rialzo per il 2014. Rispetto a sei mesi fa, la previsione per quest’anno passa da -1,8% a -1,9%, mentre quella per l’anno prossimo da 0,5% a 0,6%. L’Italia, si legge nell’Economic outlook dell’Ocse, resta l’unico Paese del G7 ancora in recessione.

Ocse: ripresa italiana a rischio se si contrae il credito. «In Italia la ripresa prevista potrebbe essere ostacolata se le condizioni del sistema bancario restringeranno il credito e interromperanno il normale ciclo degli investimenti – scrive l’Ocse -. Il prestito bancario ha continuato a contrarsi, in parte a causa della domanda ridotta di credito, ma nonostante ciò i tassi d’interesse applicati sono significativamente più alti che in altri Paesi dell’eurozona, cosa che suggerisce che anche la disponibilità di prestiti sia limitata, riducendo gli investimenti e forse i consumi».

«Italia bene sul deficit, ma il debito continua a crescere». «Il miglioramento dei conti italiani sul fronte del deficit è stato sostanziale nel 2013 – scrive l’Ocse – ma, con un rapporto debito-Pil ancora in aumento, ci sarà bisogno di una stretta di bilancio intensa almeno quanto programmato nel 2014-15. Il deficit dell’Italia scenderà dal 3% nel 2013 al 2,8% nel 2014 e al 2% nel 2015. Il debito continuerà invece a crescere, dal 132,7% del Pil nel 2013 e al 133,2% nel 2014, e solo nel 2015 comincerà a calare, al 132,6%».

«Per tagliare il debito servono misure più ambiziose». «Le misure messe in atto dal governo italiano e quelle preannunciate – si legge nel rapporto – dovrebbero essere sufficienti per far cominciare a scendere il rapporto debito-Pil, ma per assicurare un rapido declino potrebbe essere necessario un programma un po’ più ambizioso».

«Ripresa eurozona a rilento, continuare con gli aggiustamenti». «La ripresa economica nell’eurozona è rallentata e disomogenea, cosa che rende necessari ulteriori aggiustamenti durevoli e simmetrici attraverso riforme dei mercati di prodotti e lavoro, sia nei Paesi in debito sia in quelli in surplus». L’Ocse prevede un 2013 in lieve recessione (-0,4%) e un ritorno alla crescita nel 2014 (+1%) e 2015 (+1,6%). Inoltre auspica «una liberalizzazione dei servizi in Germania, che rafforzerebbe e ribilancerebbe la domanda».

«Disoccupazione resterà alta in Italia e nell’eurozona». «Nell’area euro, la disoccupazione continuerà a crescere anche nel 2014, passando dal 12% al 12,1% – dice l’Ocse -. Stessa situazione in Italia, dove la percentuale dei senza lavoro passerà dal 12,1% nel 2013 al 12,4% nel 2014. Il picco dovrebbe arrivare nel secondo trimestre del 2014, seguito da una lenta e progressiva diminuzione. Nel 2015, il tasso di disoccupazione è stimato al 12,1% in Italia e all’11,8% nell’eurozona».

«Economia globale in espansione, ma restano gravi rischi». «L’economia globale continua a espandersi a passo moderato – si legge nel rapporto Ocse – con un’accelerazione della crescita attesa nel 2014 e 2015, ma i rischi al ribasso dominano e la politica deve affrontarli. Le previsioni di crescita globale sono state riviste al ribasso significativamente per quest’anno e il 2014, in larga parte a causa di prospettive più deboli in molte economie emergenti».

Potrebbe anche interessarti:

Londra shock: “Fra 10 anni dell’Italia non resterà nulla”
Il Telegraph: “L’Italia è al capolinea, dovrà uscire dall’Euro”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *