Italia

Occupazione, decreto in Aula domani. Per chi assume la dote ASpI torna al 50%

Il decreto legge in materia di occupazione giovanile e lavoro approderà domani nell’Aula del Senato che oggi è impegnato nell’esame del Dl sulla esecuzione della pena. Ieri le commissioni Finanze e Lavoro hanno dato disco verde al provvedimento senza rilevanti modifiche rispetto al testo presentato dal Governo.

Unica misura di rilievo a cadere la cosiddetta “dote ASpI” . L’unica misura di rilievo a cadere per un “no” della commissione Bilancio che ha rilevato una mancanza di copertura, riguarda la cosiddetta “dote ASpI” per l’imprenditore che assume in lavoratore con l’ammortizzatore sociale attivo. Anzichè incassare il 70% del sussidio residuo, come era previsto da un emendamento dei relatori, si torna al 50%, versione originaria della norma presentata dal Governo e che ha incassato il via libera della ragioneria.

L’Esecutivo presenterà emendamenti in Aula . Ulteriori correzioni potrebbero arrivare, tra oggi e domani, dallo stesso Governo. L’Esecutivo, ha riferito la relatrice Maria Grazia Gatti (Pd), si è riservato di presentare emendamenti in Aula. In ballo c’è il rifinanziamento del fondo per la disabilità (legge n. 68/99), che non avrebbe ancora l’ok definitivo della Ragioneria e l’anticipo al 2014 dell’erogazione dei finanziamenti per 167 milioni di euro per l’allargamento della sperimentazione in corso della social card a tutti i comuni del Mezzogiorno. I termini per la presentazione degli emendamenti scadono alle 13 e una riunione è in corso al ministero del Lavoro per decidere il da farsi. Fra le novità approvate, riferisce ancora Gatti, quella proposta dai relatori che sopprime la condizione per ottenere il “bonus giovani” che i soggetti interessati «vivano soli o con più persone a carico». Potrebbe però, aggiunge la relatrice, essere riformulata in Aula.

Aumenta il tetto dell’indebitamento dei Comuni. Il senatore Pd, Federico Fornaro, riferisce a sua volta in una nota, che le Commissioni hanno approvato anche l’emendamento «che aumenta il tetto dell’indebitamento dei Comuni. Il limite passa nel 2013 dal 6 all’8% e per il 2014 dal 4 al 6%, sempre rispetto alle entrate dell’Ente».

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