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Nuovo regime forfetario: ecco le novità

Nuovo regime forfetario: ecco le novità
Il nuovo regime forfetario viene analizzato nel dettaglio con tutte le novità in materia di imposte dirette ed indirette dalla Fondazione Studio dei Consulenti del Lavoro con circolare n. 2 del 30 gennaio 2015. Un’attenzione particolare merita il regime contributivo che dovrà essere applicato alle imprese ed ai professionisti

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro analizza dettagliatamente, con circolare n. 2 del 30 gennaio 2015 il nuovo regime forfetario che, dall’anno 2015, sostituisce il regime dei minimi. Infatti, con la legge n. 190/2014, art. 1 commi da 54 a 89, cambia l’applicazione del regime fiscale agevolato, ovvero il regime applicabile a quei contribuenti che hanno un ammontare di ricavi tra i 15 e i 40 mila euro a seconda dell’attività esercitata.
Del regime dei minimi, ex minimi e fiscale di vantaggio, dal 1° gennaio 2015 l’unico regime applicabile, con qualche eccezione che vedremo meglio in seguito, sarà quello forfetario che si differenzierà a seconda della tipologia di attività esercitata.

Applicazione del regime forfetario
Possono applicare il regime forfetario i contribuenti che dal 2015 iniziano una nuova attività imprenditoriale o professionale ad eccezione di

  • esercizio di attività a cui si applicano regimi speciali Iva o anche regimi forfetari di determinazione del reddito, come ad esempio attività agricole, tabacchi, etc..
  • soggetti non residenti, ad eccezione di quelli residenti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea a patto che il reddito complessivo prodotto derivi, almeno, per il 75% da quello prodotto nel territorio Italiano;
  • soggetti che in via esclusiva, o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di essi ivi compresi i terreni edificabili;
  • esercenti attività in forma individuale che, contemporaneamente, partecipano a società di persone, di capitali ed associazioni tra professionisti.

Possono altresì applicare il regime forfetario anche coloro che, nell’anno precedente, svolgevano un’attività in forma autonoma a patto che per tale anno:

  • hanno conseguito ricavi ovvero compensi, ragguagliati ad anno, per un importo non superiore a quanto previsto dalla tabella allegata connessa al codice ATECO applicato:
    a) non rilevano i ricavi/compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore;
    b) nel caso di esercizio di più attività si assume il limite più elevato dei ricavi/compensi relativo alle diverse attività;
  • hanno sostenuto spese per lavoro, accessorio – dipendente – di collaborazione – per associati in partecipazione – compensi ai familiari -, per un ammontare non superiore ad € 5.000,00 lordi;
  • rilevano un costo complessivo per beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, non superiore a € 20.000,00:
    a) per i beni in leasing rileva il costo sostenuto da concedente;
    b) per i beni in locazione, noleggio e comodato rileva il valore normale dei beni;
    c) per i beni utilizzati in modo promiscuo si applica il 50% del valore come innanzi indicato;
    d) non rilevano i beni di costo inferiore a € 516,46.

Per aderire al regime forfetario i soggetti che iniziano l’attività comunicheranno tale opzione nella dichiarazione di inizio attività mentre per coloro che già esercitano un’attività, considerando il regime forfetario il regime naturale applicabile in assenza di opzioni per quello ordinario, saranno validi i comportamenti concludenti con la relative comunicazione che potrà essere effettuata con una dichiarazione di variazione dati ovvero effettuata nel modello Unico dell’anno di riferimento.

Regime Iva
I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esonerati dal versamento dell’Iva e da tutti gli obblighi previsti dal D.P.R. n. 633/72 ad eccezione di:

  • numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e bollette doganali;
  • certificazione dei corrispettivi e conservazione dei relativi documenti.

Per le operazioni, invece, in cui i contribuenti in regime forfetario risultino debitori di imposta (per attività di cessione intracomunitaria o per tutte quelle attività meglio specificate nell’art. 1, comma 58, della legge n. 190/2014), emettono la fattura indicando l’Iva applicabile e provvedono al versamento della stessa entro il 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, applicando quindi il regime di competenza.

Regime imposte dirette
I ricavi e compensi relativi al reddito in regime forfetario non sono assoggettati a ritenuta di acconto con obbligo, del contribuente, di rilasciare apposita dichiarazione in cui risulti che il reddito prodotto è soggetto ad imposta sostitutiva. Allo stesso modo i contribuenti in regime forfetario non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte ma, solamente, ad indicare nella dichiarazione reddituale il codice fiscale del percettore dei redditi, ivi compreso l’ammontare degli stessi, al quale non è stata operata la ritenuta.

Per il calcolo delle imposte dirette, i contribuenti in regime forfetario determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi percepiti (regime di cassa) il coefficiente di redditività indicato nella tabella allegata e annessa al codice ATECO applicato.
Nulla rilevando, quindi, le spese e gli acquisti e le eventuali quote di ammortamento sui beni strumentali, sul reddito imponibile cosi calcolato si deducono esclusivamente i contributi previdenziali propri versati e quelli relativi ai collaboratori dell’impresa fiscalmente a carico ovvero quelli per familiari non fiscalmente a carico per i quali il titolare non abbia esercitato il diritto di rivalsa. L’eventuale eccedenza è deducibile dal reddito complessivo.

Al reddito tassabile cosi determinato viene applicata l’imposta sostitutiva del 15% e versata applicando le disposizioni comuni in materia di versamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche.
Per favorire l’avvio di nuove attività, il reddito tassabile è ridotto di un terzo, per l’anno di avvio di attività e per i due successivi, a patto che:

  • il contribuente che inizia la nuova attività non abbia esercitato nel triennio precedente, qualunque attività artistica, professionale ovvero d’impresa anche in forma associata o familiare;
  • l’attività da esercitare non sia, in alcun modo, una mera prosecuzione di altra attività precedentemente esercitata sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, eccezion fatta per l’obbligatorio periodo di pratica professionale per l’esercizio di arti e professioni;
  • qualora l’attività da esercitare consista in una prosecuzione di attività svolta da altro soggetto (cessione d’azienda, fitto d’azienda, cessione dello studio professionale tanto per fare alcuni esempi) l’ammontare dei ricavi o compensi realizzati nell’esercizio precedente non siano superiori ai limiti previsti dalla tabella allegata ed annessa al codice ATECO previsto.

Anche ai fini delle imposte dirette i contribuenti in regime forfetario sono esonerati dall’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili, fermo restando l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi e di presentare la dichiarazione dei redditi.
Il pagamento dell’imposta sostitutiva, in presenza di collaboratori familiari, sarà versato interamente dal titolare imprenditore.

Regime Irap
I contribuenti in regime forfetario sono esonerati dal calcolo e versamento dell’Irap.

Regime contributivo
I contribuenti in regime forfetario possono applicare sia il regime contributivo ordinario, di cui alla legge n. 233/90, che quello “agevolato” previsto per la Gestione Separata di cui alla legge n. 335/95, eccezion fatta per i professionisti con cassa previdenziale autonoma che si conformeranno a tali disposizioni. L’applicazione del regime agevolato avviene mediante esplicita comunicazione telematica all’Inps da effettuarsi entro il 28 febbraio di ciascun annualità. In caso di mancata o tardiva comunicazione, si applicherà il regime contributivo ordinario e l’accesso al regime agevolato potrà avvenire a decorrere dall’anno successivo in presenza di comunicazione telematica.
In presenza di coadiuvanti o coadiutori, il contribuente può indicare la quota di loro spettanza (fino ad un massimo del 49%) e applicare la contribuzione sulla percentuale di reddito imponibile a loro spettante.
In caso di applicazione della Gestione Separata, i versamenti a saldo ed in acconto sono effettuati entro gli stessi termini previsti per i versamenti dovuti in base alla dichiarazione dei redditi. Qualora, invece, si versi in base al regime contributivo ordinario, si applicheranno i minimali e le scadenze ivi previste.
Sono escluse le riduzioni previste dall’art. 59, comma 15, della legge n. 449/97 (soggetti pensionati) e dall’art. 1, comma 2, della legge n. 233/90 (coadiuvanti e coadiutori fini a 21 anni).
Il passaggio dal regime forfetario a quello ordinario, per perdita dei requisiti ovvero per opzione, determina l’impossibilità per il futuro di poter applicare il regime contributivo “agevolato” e sarà quindi sempre applicabile il regime contributivo “ordinario”, anche nel caso in cui il contribuente tornerà ad applicare il regime forfetario sussistendo le condizioni previste dalla norma.

Accertamento e Studi di settore
I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri. Gli stessi saranno esclusivamente tenuti a specifici obblighi informativi, sull’attività svolta, in appositi riquadri della dichiarazione reddituale.
In materia di accertamento, riscossione, sanzioni e contenzioso si applicano, in modo compatibile alle prescrizioni del regime forfetario, le disposizioni vigenti in materia di imposte dirette, Iva e Irap. In caso di infedele indicazione dei requisiti e delle condizioni per fruire del regime forfetario, le sanzioni sono aumentate del 10% se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato. In caso di accertamento divenuto definitivo, e quindi in caso di contenzioso esclusivamente con sentenza passata in giudicato, il regime forfetario cessa di avere applicazione dall’anno successivo.

Cessazione del regime forfetario
La cessazione del regime forfetario ed il passaggio a regime ordinario, oltre ai casi di accertamento citati, può avvenire in due modalità: perdita dei requisiti e opzione.
Il regime forfetario cessa di avere applicazione, a partire dall’anno successivo, per il venire meno anche di una delle condizioni previste dai commi 54 e 57.
Tale cessazione avrà effetto fin quando non saranno ripristinati i criteri, di cui ai commi appena indicati, per dar luogo all’opzione del regime forfetario.
Diversa situazione riguarda la cessazione del regime forfetario per opzione: il contribuente, infatti, può optare per l’applicazione delle imposta nei modi ordinari, è valida per almeno un triennio e va comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
Trascorso tale periodo triennale minimo, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo fino ad eventuale nuova opzione per l’applicazione del regime forfetario.

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Circolare N. 2/2015

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