Lavoro

Il “nuovo” DURC spiegato dal Ministero

Il
Il Ministero fa luce sulla portata delle novità sul durc con riferimento alla decorrenza delle norme, le fasi in cui si deve acquisire e la sua validità temporale

Nel ripercorrere il testo del Decreto Fare sul durc che, anche in fase di conversione in legge, ha subito delle modifiche di non poco conto, il Ministero del lavoro con la circolare n. 36/2013 intende fare luce sulla portata delle novità individuando altresì la decorrenza delle norme, le fasi in cui si deve acquisire il durc e la sua validità temporale.

Il recente decreto del Fare (art. 31) ha apportato alcune modifiche alla disciplina in materia di durc nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui al D.Lgs. n. 163/2006 e al D.P.R. n. 207/2010, al fine di rendere più celere lo svolgimento dei rapporti contrattuali tra i privati e la Pubblica Amministrazione.

Il Ministero del Lavoro, d’intesa con gli Istituti, fornisce i primi chiarimenti interpretativi della disciplina definita in sede di conversione dalla legge n. 98/2013, rinviando alle indicazioni degli Istituti previdenziali e delle Casse edili per quanto concerne la sua concreta applicazione.

In breve la circolare chiarisce che:

  • l’applicazione della norma, che prevede la possibilità di rilasciare il durc «in presenza di una certificazione (…) che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto», è estesa a tutte le “tipologie” di durc;
  • in caso di lavori privati di manutenzione in edilizia realizzati senza ricorso a imprese direttamente in economia dal proprietario dell’immobile, non sussiste l’obbligo della richiesta del durc agli Istituti o agli Enti abilitati al rilascio. Trattasi in realtà di una disposizione chiarificatoria sull’ambito applicativo del durc, che lascia evidentemente inalterato l’obbligo di acquisizione del Documento nelle diverse ipotesi di cui all’art. 90 del D.Lgs. n. 81/2008 (v. circ. 1° giugno 2012, n. 12/2012 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali);
  • è fatto obbligo di acquisizione d’ufficio del durc da parte della stazione appaltante, già previsto dall’art. 16-bis, comma 10, D.L. n. 185/2008 (conv. da 2/2009);
  • si prevede di rimodulare, sulla base delle ipotesi regolate dalla legge, la procedura di intervento sostitutivo per irregolarità nei versamenti contributivi, prevedendo l’obbligo di attivazione direttamente da parte dei soggetti di cui all’art. 3, comma 1, lett. b), del Regolamento di attuazione del codice dei contratti (D.P.R. n. 207/2010).
    In particolare, si individuano gli adempimenti per i quali deve essere verificata la regolarità contributiva nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, confermando, seppur con alcune modifiche, i principi enunciati nella circolare 8 ottobre 2010, n. 35/2010 del Ministero del Lavoro, nella circolare 28 marzo 2011, n. 59 dell’Inps e nella circolare 24 marzo 2011, n. 22 dell’Inail.
    Pertanto la nuova disciplina prevede che il durc “in corso di validità” debba essere acquisito:
    «a) per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
    b) per l’aggiudicazione del contratto ai sensi dell’articolo 11, comma 8, del decreto legislativo n. 163 del 2006;
    c) per la stipula del contratto;
    d) per il pagamento degli stati avanzamento dei lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture;
    e) per il certificato di collaudo, il certificato di regolare esecuzione, il certificato di verifica di conformità, l’attestazione di regolare esecuzione, e il pagamento del saldo finale
    ».
  • in tema di validità temporale del durc il Documento, acquisito per le ipotesi sopra elencate, è valido per la durata di 120 giorni dalla data del suo rilascio. Trattasi di una disposizione introdotta, in sede di conversione del D.L. n. 69/2013, dalla legge n. 98/2013 – quest’ultima in vigore dal 21 agosto u.s. – e che pertanto risulta applicabile esclusivamente ai durc rilasciati dopo tale data.
    I durc rilasciati prima del 21 agosto u.s. – atteso peraltro la mancata conversione in legge della disposizione contenuta nel D.L. n. 69/2013, che prevedeva una validità pari a 180 giorni – godranno di una validità di 90 giorni, così come previsto dalla disciplina previgente.

Con l’art. 31, comma 5, il Legislatore ha dunque operato tre “raggruppamenti” in relazione alle fasi del contratto e dei durc che per esse devono essere richiesti.

durc richiesti fino alla stipula del contratto. Il primo raggruppa le fattispecie elencate alle lettere a), b) e c) del comma 4 e comprende i durc richiesti fino alla stipula del contratto.
La validità quadrimestrale del Documento riguarda in primo luogo il durc relativo al comma 4, lett. a) espressamente considerato utile, se in corso di validità, anche per le ipotesi contemplate alle lettere b) e c). In pratica i soggetti di cui all’art. 3, comma 1 lett. b), del D.P.R. n. 207/2010, tenuti ad acquisire il durc, devono utilizzare il medesimo Documento – in corso di validità, ossia nell’ambito di 120 giorni dalla data del suo rilascio – ai fini della attestazione della regolarità contributiva anche per le ipotesi di cui alle lettere b) e c) e quindi fino alla stipula del contratto.
Va tuttavia precisato che, con specifico riferimento al durc acquisito ai fini di cui alla lett. a) («per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163»), la durata di 120 giorni di validità decorre, evidentemente, non dalla data del rilascio ma dalla data, indicata nel Documento, di verifica della dichiarazione sostitutiva.
Peraltro, in sede di conversione del D.L. n. 69/2013, è stato altresì previsto che il durc acquisito per le predette fattispecie, se in corso di validità, è utilizzato anche per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture diversi da quelli per i quali è stato espressamente acquisito. Ferma restando l’immediata operatività di tale disposizione in relazione all’utilizzo del durc da parte della medesima stazione appaltante, maggiori potenzialità applicative della norma potranno realizzarsi a seguito di modifiche di carattere procedurale ed informatico attivabili dagli Istituti e dalle Casse edili.

Fasi successive alla stipula del contratto. Il secondo raggruppamento si riferisce alle fasi successive alla stipula del contratto, elencate alle lettere d) e e), ad esclusione, tuttavia, della fase correlata al pagamento del saldo finale.
La formulazione della legge consente di ritenere che, dopo la stipula del contratto, il durc vada acquisito non già a partire dal momento appena successivo alla conclusione del contratto ma solo al concreto verificarsi delle ipotesi di cui alle lettere d) ed e), con esclusione di quello previsto, come sopra detto, per il pagamento del saldo finale.
Pertanto, viene meno l’esigenza per le stazioni appaltanti di acquisire un numero di durc pari al numero dei SAL o delle fatture relative ad ogni procedura contrattuale e per ciascuna delle attestazioni e certificati elencati nelle predette lettere d) ed e).
Unica eccezione, si ribadisce, è costituita dal durc previsto per la fase del pagamento del saldo finale, ossia per ogni pagamento che definisce i rapporti tra appaltante e appaltatore (ultima fattura).

In caso di subappalto. In caso di subappalto, invece, il comma 6 richiede l’acquisizione di un durc in corso di validità relativo ai subappaltatori ai fini del rilascio dell’autorizzazione di cui all’art. 118, comma 8, del D.Lgs. n. 163/2006, nonché nei citati casi previsti dall’art. 31, comma 4 lettere d) ed e), del D.L. n. 69/2013.

Preavviso di accertamento negativo. Il comma 8 dell’art. 31 conferma la disposizione già prevista dall’art. 7, comma 3, del D.M. 24 ottobre 2007 in ordine al cosiddetto “preavviso di accertamento negativo” che impone agli Enti coinvolti nel rilascio del durc, prima dell’emissione o dell’annullamento del Documento, di invitare l’interessato a regolarizzare la propria posizione assegnando, a tal fine, un termine non superiore a 15 giorni.
Tuttavia, al fine di favorire una più rapida ed efficace definizione di questa fase, la legge ha espressamente previsto che l’invito all’interessato avvenga mediante posta elettronica certificata o, con lo stesso mezzo, per il tramite del consulente del lavoro ovvero degli altri soggetti di cui all’art. 1 della legge n. 12/1979 e che lo stesso debba sempre riportare l’indicazione analitica delle cause di irregolarità.
Stante la valenza della previsione, si sottolinea che la stessa, pur se inserita tra disposizioni tutte attinenti specificamente ai contratti pubblici, debba applicarsi ad ogni diversa tipologia di verifica operata dagli Enti previdenziali in sede di rilascio del durc.
Per completezza si fa presente che il comma 7 riguarda l’allegazione del durc anche nelle procedure di verifica interne all’Amministrazione parte del rapporto contrattuale.

Nuove semplificazioni. In sede di conversione del D.L. n. 69/2013, la legge n. 98/2013 ha introdotto i commi da 8-bis a 8-sexies che prevedono ulteriori semplificazioni in relazione al rilascio del durc per il godimento di sovvenzioni, benefici normativi e contributivi ecc.:

  • alle erogazioni di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici, di qualunque genere, compresi quelli di cui all’art. 1, comma 553, della legge n. 266/2005 (cioè i benefici e le sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti), da parte di Pubbliche Amministrazioni, per le quali è prevista l’acquisizione del durc, si applicano, in quanto compatibili, le previsioni del comma 3 dell’art. 31, concernenti la trattenuta dal certificato di pagamento dell’importo corrispondente all’inadempienza evidenziata dal Documento;
  • anche ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale e per finanziamenti e sovvenzioni previsti dalla normativa dell’Unione europea, statale e regionale, il durc ha una validità di 120 giorni dalla data del rilascio;
  • ribadito il principio, già contenuto nel D.P.R. n. 445/2000, di acquisizione d’ufficio del durc, in particolare precisando che:
    a) ai fini dell’ammissione delle imprese di tutti i settori ad agevolazioni oggetto di cofinanziamento europeo finalizzate alla realizzazione di investimenti produttivi, le Pubbliche Amministrazioni procedenti, anche per il tramite di eventuali gestori pubblici o privati dell’intervento interessato, sono tenute a verificare, in sede di concessione delle agevolazioni, la regolarità contributiva del beneficiario, acquisendo d’ufficio il Documento Unico di Regolarità Contributiva (durc);
    b) la concessione di tali agevolazioni è disposta in presenza di un durc rilasciato in data non anteriore a 120 giorni.

Da ultimo va ricordato che, almeno sino al 31 dicembre 2014, il Legislatore ha scelto di estendere la durata 120 giorni di validità del durc anche ai lavori edili per i soggetti privati.

Ministero del Lavoro – Circolare N. 36/2013

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