Diritto

Nuovi trattamenti pensionistici nella PA: circolari applicative al giudice ordinario

Nuovi trattamenti pensionistici nella PA: circolari applicative al giudice ordinario
Esula dalla giurisdizione del giudice amministrativo l’impugnativa del contenuto delle circolari ministeriali applicative della normativa nazionale in materia di trattamenti pensionistici, che ha introdotto un cambiamento delle modalità e requisiti del collocamento a riposo per le pubbliche amministrazioni

Il giudizio ha ad oggetto l’impugnativa di due circolari ministeriali riguardanti l’applicazione della normativa dettata dall’art. 24 del d.l. 211/2011, convertito in legge n. 214/2011, in materia di trattamenti pensionistici, che ha introdotto un cambiamento delle modalità e requisiti del collocamento a riposo per le pubbliche amministrazioni.

In particolare, è stata contestata la legittimità delle suddette circolari nella parte in cui avrebbero introdotto misure organizzative e concrete per l’applicazione dell’indicata disposizione legislativa, censurate per il vizio di eccesso di potere e di violazione di legge sotto l’aspetto della violazione della precedente disciplina, che attribuiva ai docenti il diritto di andare in pensione all’inizio dell’anno scolastico 2012-2013.

Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 4453 del 4 settembre 2013,  confermando la sentenza di primo grado, si esprime per la carenza di giurisdizione del giudice amministrativo, in favore del giudice ordinario, per un triplice ordine di ragioni.

In primo luogo rileva come il criterio oggettivo generale di fissazione del riparto di giurisdizione è dato dalla consistenza della posizione soggettiva azionata in giudizio, diritto soggettivo o interesse legittimo (c.d. criterio sostanziale della causa petendi).
La legittimità delle circolari ministeriali è contestata sul rilievo che le stesse avrebbero introdotto, per i docenti dipendenti della pubblica istruzione, un regime penalizzante per quanto riguarda i termini e le modalità di acquisizione del diritto ad essere collocati a riposo, venendo ingiustificatamente ritardato il pensionamento, anche di diversi anni.
Vengono quindi in rilievo posizioni giuridiche soggettive inerenti al rapporto di lavoro contrattualizzato aventi la dignità di diritti soggettivi, che devono trovare la loro tutela innanzi al giudice istituzionalmente dotato della relativa giurisdizione, quello ordinario.

In secondo luogo, il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo è rilevabile anche avuto riguardo al criterio del petitum, cioè l’oggetto della richiesta di annullamento.
Le circolari impugnate sono, dal punto di vista formale, atti amministrativi a contenuto generale, che non recano misure di tipo organizzativo, nè hanno contenuto autoritativo o dispositivo, atteggiandosi, invece, ad atti esplicativi o meramente applicativi delle disposizioni recate da una normativa di rango primario, alle quali unicamente è da rapportare la definizione del rapporto giuridico in contestazione.
Non ci si trova di fronte a poteri discrezionali o organizzativi della P.A., la quale, con le “istruzioni” dettate a mezzo delle circolari, si limita a meglio esplicare il contenuto e la portata applicativa delle disposizioni legislative dettate in materia, sicché in mancanza di manifestazioni di attività amministrativa tout court e in assenza di correlate posizioni qualificabili come interessi legittimi di tipo pretensivo, va esclusa la possibilità di ravvisare la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo.

In terzo luogo, attenendo la pretesa ad un rapporto di lavoro privatizzato, lo stesso legislatore ha avuto cura, con il D.lgs. n. 80/1998 (ora D.lgs. n. 165/2001) di individuare nel giudice ordinario l’organo giurisdizionale chiamato ad occuparsi delle relative controversie.

Esiti del ricorso

Conferma T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III n. 6120/2012.

Consiglio di Stato – Sentenza N. 4453/2013

Precedenti giurisprudenziali

Non costano specifici precedenti sulla questione.

Sulla carenza di giurisdizione del giudice amministrativo sulle circolari esplicative emanate in materia tributaria Cass. civ. Sez. V, 09-01-2009, n. 237; Cass. civ. Sez. Unite, 02-11-2007, n. 23031.

Sul criterio della causa petendi nel riparto di giurisdizione: ex multis Cass. SS. UU. 27 marzo 2007 n. 7388; Cons. Stato Sez. VI, 14-11-2012, n. 5741.

Riferimenti normativi

Art. 24 del d.l. n. 211/2011, convertito in legge n. 214/2011.

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