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Nuovi investimenti, al via gli interpelli

Nuovi investimenti, al via gli interpelli
Con il decreto 29 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 12 maggio 2016, il Mef ha dettato le modalità applicative dell’interpello sui nuovi investimenti

Al via l’interpello preventivo sui nuovi investimenti. Con il decreto 29 aprile 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 110 del 12 maggio 2016, il Mef ha dettato le modalità applicative dell’istituto previsto dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, recante misure per la crescita e la internazionalizzazione delle imprese, e in particolare dall’art. 2, rubricato appunto «Interpello sui nuovi investimenti».

Oggetto della procedura è qualsiasi progetto di realizzazione di un’iniziativa economica avente carattere duraturo, nonché di ristrutturazione, ottimizzazione o efficientamento di un complesso aziendale già esistente, e di iniziative dirette alla partecipazione al patrimonio dell’impresa, con ricadute occupazionali significative in relazione all’attività in cui avviene e durature e realizzazione anche a carattere pluriennale.

Le imprese dovranno indirizzare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente apposita istanza in carta libera contenente la descrizione dettagliata del piano di investimento, sul quale si chiede la valutazione dell’Agenzia delle Entrate con riferimento al trattamento fiscale dello stesso e alle operazione societarie pianificate per la relativa attuazione. Le imprese indicheranno anche le specifiche disposizioni tributarie di cui si richiede l’interpretazione o in relazione alle quali si chiede di valutare l’eventuale abusività delle operazioni connesse al piano di investimento e l’esposizione del trattamento fiscale che il contribuente ritiene corretto. La presentazione non ha comunque effetto sulle scadenze previste dalle norme tributarie, né sulla decorrenza dei termini di decadenza e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione. La risposta scritta e motivata dell’Agenzia delle Entrate è notificata o comunicata entro 120 giorni dal ricevimento dell’istanza, prorogabili, nel caso in cui non sia possibile formulare la risposta sulla base dei documenti allegati o comunque forniti dall’istante, ovvero degli elementi informativi, di ulteriori 90 giorni, decorrenti dalla data di acquisizione delle informazioni necessarie, nonché della documentazione integrativa. Qualora lo si reputi necessario, funzionari dell’Agenzia delle Entrate possono accedere presso le sedi di svolgimento dell’attività dell’impresa o della stabile organizzazione, previa intesa con l’istante e nei tempi con questo concordati, allo scopo di prendere diretta cognizione di elementi informativi utili ai fini istruttori. La risposta vincola l’Agenzia delle Entrate in relazione al piano di investimento come descritto nell’istanza di interpello ed è valida finché restano invariate le circostanze di fatto e di diritto sulla base delle quali essa è stata resa. L’Agenzia delle Entrate può verificare l’assenza di mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini del rilascio della risposta e la corretta applicazione delle indicazioni date nella stessa. Se ciò emerge la risposta resa dall’Agenzia non produce più effetti. Qualora la risposta dell’Agenzia su istanze ammissibili e recanti l’indicazione della soluzione interpretativa non pervenga all’impresa istante entro i termini visti sopra, si intende che essa concordi con l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente.

Limitatamente alle questioni oggetto di interpello, sono nulli gli atti amministrativi emanati dall’Amministrazione finanziaria in difformità della risposta fornita dall’Agenzia, ovvero della interpretazione sulla quale si è formato il silenzio assenso. Resta comunque fermo l’esercizio degli ordinari poteri di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria esclusivamente in relazione a questioni diverse da quelle oggetto del parere. Il contribuente che si conforma al contenuto della risposta resa dall’Agenzia delle Entrate può accedere all’istituto dell’adempimento collaborativo.

GU Serie Generale n. 110 del 12 Maggio 2016

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