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Nuove Srl semplificate: inattive e a zero addetti

Nuove Srl semplificate: inattive e a zero addetti
In gran parte inattive, senza dipendenti e a bassa capitalizzazione. Non proprio un successo a quanto risulta ai notai

In gran parte inattive, senza dipendenti e a bassa capitalizzazione. Non proprio un successo a quanto risulta ai notai. Che in una ricerca dell’Associazione sindacale dei notai della Lombardia, presentata ieri a Milano, fanno il punto a un anno dal debutto dell’efficacia delle Srl semplificate e di quelle a capitale ridotto. A emergere è un quadro non esaltante con poco meno di 13mila (12.973 nel dettaglio a fine maggio) società costituite, tenendo conto di entrambe le tipologie, e iscritte nel Registro delle imprese al 31 maggio 2013. Di queste, il 60% è inattivo. Con meno di 500 euro di capitale sociale è stato costituito il 45 per cento, mentre al 31 marzo 2013 il 90% delle società costituite ha dichiarato di non avere personale.

La distribuzione (dati Infocamere, al 31 maggio 2013) delle nuove Srl risulta in larga misura concentrata nel Meridione: 5.607 nuove imprese pari al 43% del totale. Segue il Centro con 3.417 nuove società corrispondente al 26% del totale. Il resto si divide quasi equamente tra Nordest e Nordovest, con una leggera prevalenza di queste ultime. Le prime 10 province nella graduatoria delle Srls e Srlcr assorbono il 40% circa del totale. Roma, Napoli e Milano ovviamente sono in testa insieme a Latina, Napoli, Salerno, Bari, Caserta, Catania e Cosenza. A livello regionale, in 4 regioni, Lombardia, Lazio e Campania e Sicilia, si concentra la metà delle nuove Srl registrate. Ma il “sospetto” è che molte delle società neocostituite siano in realtà delle scatole vuote che ancora non operano sul mercato, magari proprio per le difficoltà a reperire credito e per la bassa capitalizzazione, visto che le società costituite con 1 euro di capitale sociale sono il 17% del totale, il 45% delle nuove Srl è stato costituito con meno di 500 euro di capitale, il 19% delle società ha un capitale sociale compreso tra i 500 ed i 900 euro. Poco più di un quinto ha un capitale sociale oltre 1.000 euro.

Perplessità che si rafforza alla luce dei dati sul numero di addetti: 9 imprese su 10 non hanno personale, mentre delle rimanenti il 5,5% ha un addetto e il 3,8 % denuncia un numero di addetti compreso tra 2 e 5. Quanto ai settori di attività, il commercio, soprattutto al dettaglio, e le costruzioni, essenzialmente nelle attività di finitura degli edifici (impiantistica, verniciatura, manutenzione e riparazione) sono i settori più frequentati e impiegano circa la metà delle 13 società. Seguono le attività nel settore della ristorazione con l’8-10% rispettivamente di Srlcr e di Srls e infine le attività di consulenza e professionali come quelle di direzione aziendale, gestionali ed informatiche, con l’11–12% per entrambe le forme giuridiche.

Dalle dichiarazioni dei rappresentanti del notariato alla presentazione di ieri emerge che le nuove tipologie societarie sono ancora lontane dal potere attrarre capitali e contribuire a un rilancio dell’occupazione (lo ha sottolineato soprattutto Domenico Chiofalo presidente di Federnotai Lombardia). Inoltre, oltre alla previsione della gratuità dell’intervento del notaio, ha ricordato il consigliere nazionale Enrico Sironi, poco è stato fatto in termini di semplificazione degli oneri a carico degli imprenditori. Il notariato tiene però a spiegare come le criticità emerse possono in realtà servire da spunto per futuri aggiustamenti. Il treno in realtà già c’è, visto che nel decreto legge con le misure sul lavoro la materia è già toccata con l’eliminazione del requisito dell’età per l’accesso alla forma societaria flessibile. In particolare i notai condividono l’unificazione in una sola fattispecie di Srl semplificata e a capitale ridotto e propongono, tra l’altro, l’inserimento di una disciplina non limitata alla fase costitutiva ma dedicata anche alla fase ordinaria di vita e sviluppo dell’impresa mediante un accantonamento rafforzato di utili alla riserva legale fino al raggiungimento di un patrimonio di 10mila euro, che è pari al capitale delle Srl ordinarie e la sospensione, per il primo esercizio, della disciplina del ripianamento perdite.

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