Italia

Nuova anagrafe digitale, nazionale e con indirizzo di posta certificata. Al via il progetto

Un'unica anagrafe nazionale, digitale, al posto delle attuali 8.048 presenti in ogni comune italiano. L'obiettivo è di creare una banca dei dati anagrafici dei cittadini centralizzata, in grado di dialogare con gli altri data base di rilevanza nazionale e regionale "in modo che le informazioni di anagrafe, una volta rese dai cittadini, si intendano acquisite dalle pubbliche amministrazioni", evitando duplicazioni
Un’unica anagrafe nazionale, digitale, al posto delle attuali 8.048 presenti in ogni comune italiano. L’obiettivo è di creare una banca dei dati anagrafici dei cittadini centralizzata, in grado di dialogare con gli altri data base di rilevanza nazionale e regionale “in modo che le informazioni di anagrafe, una volta rese dai cittadini, si intendano acquisite dalle pubbliche amministrazioni”, evitando duplicazioni

Un’unica anagrafe nazionale, digitale, al posto delle attuali 8.048 presenti in ogni comune italiano. L’obiettivo è di creare una banca dei dati anagrafici dei cittadini centralizzata, in grado di dialogare con gli altri database di rilevanza nazionale e regionale “in modo che le informazioni di anagrafe, una volta rese dai cittadini, si intendano acquisite dalle Pubbliche Amministrazioni”, evitando duplicazioni.

L’Anagrafe unica della popolazione residente, infatti, consentirebbe infatti di eliminare gli adempimenti a carico dei cittadini in caso di variazione dei dati anagrafici e di stato civile, con riduzione dei tempi e dei costi per gli utenti e risparmi di risorse per le Amministrazioni.

Non si parla solo dei classici riferimenti anagrafici come nome, cognome, codice fiscale, sesso, stato civile, data e luogo di nascita ma anche di posta elettronica certificata, che ogni cittadino potrà usare per comunicare con la Pubblica Amministrazione.

Il Governo dovrà procedere rapidamente se vuole completare la riforma entro dicembre 2015. Ma i primi dettagli per il completamento dell’operazione si trovano nel regolamento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale datata 8 gennaio. Il Ministro della P.A. Marianna Madia, titolare del progetto, lo ha definito, insieme al Pin unico, “lo strumento portante dell’Agenda per la semplificazione”.
Il nuovo sistema per accedere ai servizi della P.A. (ma anche dei privati) si chiamerà Spid, Sistema Pubblico di Identità Digitale e permetterà con una sola ‘chiave’ di accedere ai diversi servizi web della Pubblica Amministrazione. Un sistema di credenziali informatiche uniche e interoperabili che consentono al loro utente di accedere a tutti i siti e servizi offerti dalla P.A. italiana e, in prospettiva, europea.

Potrebbe anche interessarti:

Spid: in arrivo il codice personale unico (Pin) per 10 milioni di cittadini
Via libera del Governo all’Agenda per semplificare la Pubblica Amministrazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *