Diritto

Nullo l’accertamento fondato sugli studi di settore sperimentali

Nullo l'accertamento fondato sugli studi di settore sperimentali
Nullo l’accertamento ai professionisti basato sugli studi di settore sperimentali. Questi, infatti, avendo carattere sperimentale, non possono essere presi come base per fondare la presunzione di maggior reddito a carico del professionista. Non sono quindi utilizzabili gli standard elaborati da GE.RI.CO. 2001

Nullo l’accertamento ai professionisti basato sugli studi di settore sperimentali. Questi, infatti, avendo carattere sperimentale, non possono essere presi come base per fondare la presunzione di maggior reddito a carico del professionista. Non sono quindi utilizzabili gli standard elaborati da GE.RI.CO. 2001. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 25099 del 26 novembre 2014, che ha accolto il ricorso del titolare di un piccolo studio, ribaltando le pronunce delle Corti di merito.

IL FATTO
L’Amministrazione finanziaria emetteva un avviso di accertamento IRPEF, IVA ed IRAP per il periodo di imposta 2000, fondando la rettifica sullo scostamento tra i compensi dichiarati dal contribuente (L. 39.650.000) e quelli determinati sulla base dello studio di settore SK08U per le attività tecniche svolte da disegnatori (L. 69.687.000).

La CTR, riformando la sentenza di prime cure, ha affermato la fondatezza della ripresa a tassazione in mancanza di prova contraria.

Nel ricorso per cassazione, il contribuente addebita alla CTR di non avere riconosciuto la nullità dell’accertamento per violazione del D.M. 20 marzo 2001, che implicava per l’Ufficio un utilizzo solo sperimentale dello studio di settore, utile all’individuazione dei contribuenti da sottoporre ad ulteriore accertamento, da fondarsi però su dati diversi. Nello specifico, ad avviso della difesa, l’accertamento non poteva fondarsi solo su uno studio di settore sperimentale (e con mere presunzioni semplici), ma necessitava anche di autonome presunzioni gravi, precise e concordanti.

L’art. 2 del D.M. cit., rubricato “Modalità di applicazione degli studi di settore”, stabilisce espressamente che, “in via sperimentale, i compensi (…) risultanti dall’applicazione degli studi di settore approvati con il presente decreto, sono utilizzati come criteri selettivi per la scelta delle posizioni da sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie”.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso presentato dal contribuente. In particolare, la Suprema Corte afferma che la portata sperimentale dello studio di settore applicabile al caso di specie fa sì che esso possa assolvere soltanto una funzione selettiva delle categorie di contribuente da sottoporre a controllo con le metodologie ordinarie. Lo scostamento tra i dati dichiarati dal contribuente e quelli derivanti dall’applicazione dello studio sperimentale costituiscono unicamente un campanello di allarme, scattato il quale l’ufficio procedente deve ricercare ulteriori dati su cui fondare la rettifica. Secondo il Giudice di legittimità, lo studio sperimentale ha una valenza meramente selettiva, consentendo solamente la formazione di liste di contribuenti da sottoporre ad un più approfondito controllo mediante una verifica mirata.

L’inaffidabilità intrinseca dello studio sperimentale è confermata dalla scelta di monitorarne l’applicazione. Così è avvenuto nel caso di specie. Lo studio SK08U è stato sostituito dapprima con l’evoluzione TK08U, anch’esso sottoposto a monitoraggio ed applicabile solo per selezionare le posizioni meritevoli di approfondimento (cfr. D.M. 24 marzo 2005), poi con una versione definitiva, valevole solo a partire dal periodo di imposta 2006 (cfr. provvedimento Agenzia delle Entrate 27 marzo 2007).

La soluzione elaborata dalla Suprema Corte nella sentenza in commento è in linea con quanto già affermato dalla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate.
Nella circolare 13 giugno 2001 n. 54 (§ 5) si legge infatti che, in conformità al parere espresso dalla Commissione degli Esperti, per lo studio di settore SK08U è prevista una applicazione sperimentale: ciò vuol dire che, fino alla approvazione della sua versione definitiva:

  • le indicazioni relative alla coerenza e alla congruità “possono essere utilizzate per la formulazione dei criteri di selezione delle posizioni da sottoporre a controllo”;
  • i risultati derivanti dall’applicazione GE.RI.CO. 2001 “non possono essere usati direttamente per l’azione di accertamento”. Tale attività sarà fondata “sull’utilizzo delle ordinarie metodologie di controllo, rispetto alle quali i risultati della applicazione degli studi di settore costituiranno uno strumento di ausilio”.
Corte di Cassazione – Sentenza N. 25099/2014

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