Diritto

Notifica invalida: la Cassazione non può procedere ad un esame diretto degli atti

Notifica invalida: la Cassazione non può procedere ad un esame diretto degli atti
Poiché l’avviso di accertamento non costituisce un atto del processo tributario, bensì un atto dell’Amministrazione finanziaria impugnabile davanti al giudice tributario, la Cassazione non può procedere ad un esame diretto degli atti per verificare la sussistenza di una valida notifica di tale avviso, trattandosi di un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito e non di una nullità del procedimento

La Corte di Cassazione non può procedere ad un esame diretto degli atti per verificare la sussistenza di una valida notifica dell’avviso di accertamento, trattandosi di un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito e non di una nullità del procedimento, atteso che l’avviso di accertamento non costituisce un atto del processo tributario, bensì un atto dell’Amministrazione finanziaria impugnabile davanti al giudice tributario. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5930 del 25 marzo 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine dalla notifica di una cartella di pagamento nei confronti di un contribuente – esercente l’attività di fotografo – in forza di iscrizione a ruolo effettuata a seguito di un avviso di accertamento, divenuto definitivo per mancata opposizione – ai fini IRPEF, IRAP ed IVA, per l’anno di imposta 1998, con il quale l’Amministrazione finanziaria recuperava a tassazione le maggiori somme dovute a titolo di imposta, oltre interessi e sanzioni.

Sia il giudice di primo grado che quello di secondo grado hanno rigettato l’impugnazione proposta dal contribuente. In particolare, il giudice di seconde cure – confermando la pronuncia dei primi giudici – ha ritenuto valida la notifica dell’avviso di accertamento a monte della cartella di pagamento impugnata.

Nel ricorso per cassazione, il contribuente censura la sentenza della CTR in quanto avrebbe errato nel ritenere, peraltro con motivazione del tutto inadeguata, valida la notifica dell’avviso di accertamento, a monte della cartella impugnata, sebbene tale notifica fosse avvenuta, non presso la residenza del destinatario bensì nel luogo nel quale egli svolgeva temporaneamente la sua attività di fotografo.
Di più, siffatta notifica sarebbe stata effettuata a persona non stabilmente convivente con il destinatario, né addetta alla casa o all’ufficio del medesimo, e senza che della notificazione, eseguita a persona trovata casualmente nel laboratorio fotografico, fosse stata data comunicazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dal contribuente. Con riferimento alla notifica dell’avviso di accertamento, gli Ermellini rilevano che la Corte di Cassazione non può procedere ad un esame diretto degli atti per verificare la sussistenza di una valida notifica di tale avviso, trattandosi di un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito e non di una nullità del procedimento, atteso che l’avviso di accertamento non costituisce un atto del processo tributario, bensì un atto dell’Amministrazione finanziaria impugnabile davanti al giudice tributario, a norma dell’art. 19, comma 3, del D.P.R. n. 546/92 (Cass. n. 10772/06, n. 11674/13).

Ne consegue il rigetto del ricorso.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 5930/2015

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