Diritto

Notifica inesistente senza prova che la relata è riferibile a quel determinato atto

Notifica inesistente senza prova che la relata è riferibile a quel determinato atto
Al fine della validità della notifica di uno specifico atto non è sufficiente accertare genericamente che un atto qualsiasi è stato notificato essendo invece necessario accertare che la relata sia riferibile a quel determinato atto

Al fine della validità della notificazione di uno specifico atto, non è sufficiente accertare genericamente che un atto qualsiasi è stato notificato (circostanza di per sé assolutamente non significativa, neanche sotto l’aspetto presuntivo), essendo invece necessario accertare che la relata sia riferibile a quel determinato atto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15423 del 22 luglio 2015.

IL FATTO
Una ditta, esercente attività di cantieristica navale e costruzioni metalliche, proponeva ricorso dinanzi alla CTP avverso l’avviso con il quale l’Agenzia delle Entrate, a seguito di PVC della Guardia di Finanza, aveva accertato nei suoi confronti, ai fini IRPEF, ILOR, SSN e IVA del 1996, redditi non dichiarati.

L’adita CTP accoglieva il ricorso.

In sede di gravame, la CTR dichiarava l’inammissibilità dell’appello proposto dall’Agenzia per “inesistenza della notifica” dell’atto di appello. In particolare la Corte territoriale, rilevato che la contribuente non si era potuta costituire nei termini in quanto il suo difensore aveva avuto conoscenza dell’atto di appello solamente a seguito della notifica dell’avviso di udienza di trattazione (in esito al quale aveva pertanto depositato controdeduzioni), ha precisate, in primo luogo, che nell’atto di appello era stata indicata come allegata una “ricevuta di spedizione dell’appello” (peraltro non rinvenuta in atti), e, in secondo luogo, che risultava “pinzato“, oltre l’ultima pagina dell’atto di appello, un foglio separato di “relata di notifica“, con la quale il messo speciale dell’Agenzia delle Entrate aveva dichiarato di avere notificato “il presente atto” … “mediante consegna al Sig. in qualità di persona addetta all’Ufficio”; ciò posto, la Corte ha ritenuto che non era possibile in alcun modo collegare siffatta “relata di notifica” né all’atto di appello (nel quale peraltro era stato affermato che la notifica era avvenuta a mezzo posta) né soprattutto alla persona destinataria dell’atto di impugnazione.

Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia, lamentando che non poteva costituire motivo di nullità insanabile l’incompletezza della relata di notifica, poiché dal contesto dell’atto risultava con sufficiente chiarezza l’identificazione del soggetto cui l’atto stesso era notificato.
Inoltre, sempre secondo l’Ufficio, il difensore avrebbe dovuto contestare la notifica alla persona dichiaratasi “addetta all’Ufficio” e che in ogni caso era onere del destinatario dimostrare la non conformità dell’appello notificato rispetto a quanto depositato in giudizio.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate. Sul punto, osservano gli Ermellini come correttamente la CTR abbia ritenuto impossibile affermare, per difetto assoluto di elementi sicuri ed univoci di rinvio dalla relata all’atto da notificare, la sussistenza di un collegamento della prima con il secondo, ed abbia quindi concluso per l’inesistenza della notifica esattamente di quell’atto di appello dell’Agenzia delle Entrate alla contribuente.

Al fine della validità della notificazione di uno specifico atto, non è sufficiente accertare genericamente che un atto qualsiasi è stato notificato (circostanza di per sé assolutamente non significativa, neanche sotto l’aspetto presuntivo), essendo invece necessario accertare che la relata sia riferibile a quel determinato atto (nella fattispecie in esame: all’atto di appello depositato presso la cancelleria della CTR); ed invero, ove, come nel caso di specie, la relata dell’agente notificatore (messo speciale dell’Agenzia delle Entrate) sia contenuta in un foglio separato dal documento notificando e senza alcuna rilevante congiunzione con quest’ultimo (non potendo infatti ritenersi tale la rinvenuta materiale “spillatura”, che ben può essere effettuata successivamente e da terze persone), è necessario procedere al riscontro della riferibilità della relata al documento notificando; correttamente, pertanto, la CTR ha operato siffatte riscontro e, in esito, ha motivatamente ritenuto non provata detta riferibilità, valorizzando al proposito anche la significativa circostanza che nell’atto di appello in questione la notifica si indicava come effettuata tramite spedizione, e non quindi attraverso mezzo speciale.

Ne consegue il rigetto del ricorso.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 15423/2015

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