Diritto

Notai, per le ”vittime da reato” scatta il fondo di garanzia del CNN

Pubblicate in G.U. le delibere che regolamentano regolamentano il Fondo di garanzia per il ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell'esercizio della sua attività professionale
Pubblicate in G.U. le delibere che regolamentano regolamentano il Fondo di garanzia per il ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua attività professionale

Con D.M. 27 maggio 2013 il Ministero della Giustizia ha approvato le delibere del Consiglio nazionale del notariato n. 5 – 98 dell’11 gennaio 2013 e 2 – 110 del 9 maggio 2013, relative al Fondo di garanzia per il ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua professione.

ll patrimonio del Fondo è destinato al ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua attività professionale, non coperti da polizze assicurative ed accertati ai sensi dell’articolo 22, commi 3 e 4 della legge 16 febbraio 1913, n. 89.

E’ escluso in ogni caso il ristoro di danni, ancorché derivanti da reato, imputabili a qualsiasi titolo a soggetti diversi dal notaio.
Il patrimonio del Fondo non può essere impegnato per finalità diverse da quelle indicate.
I soggetti danneggiati possono presentare le istanze di ristoro dei danni solo a carico del patrimonio del Fondo.
Il Consiglio nazionale del notariato non risponde di tali danni in alcun modo con il restante suo patrimonio neanche in caso di incapienza del Fondo.
I soggetti che hanno subito un danno previsto dall’articolo 21 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, possono domandarne il ristoro al Fondo di garanzia.

Non può essere domandato al Fondo il ristoro di danni, che non si siano già verificati alla data della richiesta con particolare riguardo agli interessi, anche legali, ancora non maturati a tale data. Parimenti, non maturano interessi sulla somma corrispondente all’ammontare del danno ammesso al ristoro a carico del Fondo.

Le richieste sono accolte senza il riconoscimento di privilegi o diritti di prelazione.
Tali privilegi e diritti restano impregiudicati nei rapporti tra le parti e il notaio e possono essere fatti valere nei confronti dello stesso notaio per l’ammontare del danno non ristorato dal Fondo.

Sono altresì fatti salvi tutti i diritti delle parti danneggiate nei confronti del notaio per i danni che non siano stati ristorati dal Fondo.

Per essere ammesso al ristoro del danno il richiedente deve fornire la prova:

  1. che il reato è imputabile ad un notaio ed è stato accertato con sentenza passata in giudicato anche ai sensi degli articoli 444 e seguenti del codice di procedura penale. In caso di estinzione del procedimento penale il reato può essere accertato con sentenza civile passata in giudicato. L’ammontare del danno deve essere stato liquidato dalla sentenza che accerta il reato ovvero da successiva sentenza passata in giudicato;
  2. che il danno è stato commesso dal notaio nell’esercizio della sua attività;
  3. che il danno non è coperto da polizza assicurativa;
  4. che il danno non è stato altrimenti risarcito.

Il richiedente non è tenuto a dimostrare di aver preventivamente escusso il Notaio responsabile del danno.

ll richiedente é inoltre tenuto a produrre ogni altro documento richiesto dal comitato di gestione al fine di accertare il danno subito ed il suo ammontare.

Nel caso in cui il Comitato di Gestione ne dovesse riscontrare i presupposti di opportunità, sentito il Consiglio Nazionale del Notariato, potrà liquidare il danno anche prima della conclusione del procedimento istruttorio.

La richiesta di ammissione al ristoro deve essere inoltrata, a pena di decadenza, al “Consiglio nazionale del notariato – Fondo di Garanzia”, nella sua sede in Roma, via Flaminia n. 160, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, spedita entro un anno dalla data del passaggio in giudicato della sentenza di cui all’art. 11, comma 5, lettera a).

Il comitato di gestione dà avviso al richiedente dell’apertura del procedimento istruttorio, svolge, anche di propria iniziativa, tutti gli accertamenti e le indagini che ritiene necessarie o comunque opportune, e può richiedere all’istante chiarimenti e la produzione di documenti, certificazioni ed attestazioni, anche ai sensi del T.U. approvato con la legge n. 443/2000.

Il procedimento si conclude con la delibera di ammissione al ristoro dei danni o di diniego.

Non maturano a carico del fondo interessi di qualsiasi natura sulle somme richieste a titolo di ristoro dei danni.

ll pagamento di qualsiasi importo, comunque determinato, è subordinato alla preventiva surrogazione del Consiglio Nazionale del Notariato nel credito vantato nei confronti del notaio responsabile del danno fino a concorrenza degli importi versati al danneggiato, oltre interessi legali e spese legali sostenute.

In nessun caso i richiedenti potranno richiedere successive erogazioni ed integrazioni, rispetto agli importi effettivamente liquidati.

ll Fondo di garanzia ristora i danni derivanti da reato commessi a far data dalla data di costituzione del Fondo stesso.

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