Diritto

Notai, danno da risarcire se il cliente perde i benefici fiscali per la mancata consulenza

Notai, danno da risarcire se il cliente perde i benefici fiscali per la mancata consulenza
Si rende responsabile della violazione dell’obbligo di diligenza nell’adempimento il notaio che non svolga una adeguata ricerca legislativa (ed una successiva consulenza) al fine di far conseguire alle parti il regime fiscale più favorevole

Il notaio, nell’espletamento della sua attività professionale, è tenuto non solo al mero accertamento della volontà delle parti ed alla direzione nella compilazione dell’atto, ma anche allo svolgimento di quelle attività preparatorie e successive che assicurino la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto compiuto. Pertanto, incorre in responsabilità professionale per violazione dell’obbligo di cui all’articolo 1176, comma secondo, del codice civile il notaio che non svolge un’adeguata attività di consulenza al fine di far conseguire alle parti il regime fiscale per esse maggiormente favorevole.

Lo ha deciso il Tribunale di Milano con la sentenza n. 11800 del 25 settembre 2013.

Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1176, comma secondo, del codice civile: «Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata».

IL FATTO

Il caso riguardava una richiesta di risarcimento del danno, previo accertamento della responsabilità professionale, avanzata dall’attore, il quale, per ministero del notaio, aveva acquistato due terreni, richiedendo espressamente a quest’ultimo il riconoscimento delle agevolazioni fiscali previste, ottenendo rassicurazioni dallo stesso circa la gestione personale della pratica amministrativa con l’Ispettorato provinciale agrario. L’attore, tuttavia, a distanza di anni, aveva ricevuto gli avvisi di liquidazione dall’Agenzia delle Entrate a titolo di maggior imposta di registro e ipotecaria per la mancata produzione della documentazione necessaria per il conseguimento dei benefici fiscali.

LA DECISIONE

Il giudice milanese accoglie la domanda attorea, ritenendo che lo svolgimento delle attività amministrative ulteriori ed accessorie rispetto alla stipula del rogito di acquisto discendano direttamente dal rapporto negoziale susseguente alla richiesta di prestazione professionale formulata dall’acquirente al notaio. In particolare, il Tribunale giunge a questa conclusione richiamandosi a due precedenti giurisprudenziali in tema di responsabilità professionale del notaio (Cassazione n. 309/2003 e Cassazione n. 15726/2010) ed afferma che: «la funzione del notaio non si esaurisce nella mera registrazione delle dichiarazioni delle parti, ma si estende all’attività di consulenza, anche fiscale, nei limiti delle conoscenze che devono far parte del normale bagaglio di un professionista che svolge la sua attività principale nel campo della contrattazione immobiliare. Ne consegue che si rende responsabile della violazione dell’obbligo di cui all’art. 1176, secondo comma cod. civ. il notaio che non svolga una adeguata ricerca legislativa (ed una successiva consulenza) al fine di far conseguire alle parti il regime fiscale più favorevole». Pertanto, l’attività del notaio deve estendersi anche a quelle «preparatorie e successive perché sia assicurata la serietà e la certezza degli effetti tipici dell’atto e del risultato pratico perseguito dalle parti».

Nel caso di specie, poi, i benefici fiscali astrattamente conseguibili, ma in concreto non conseguiti, costituiscono un danno economico risarcibile da porsi in diretta conseguenza con l’inesatto adempimento della prestazione ascrivibile al notaio.

Tribunale di Milano – Sentenza N. 11800/2013

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