Diritto

Normativa comunitaria, Pubblica Amministrazione e disapplicazione delle norme interne incompatibili

Gli organi giurisdizionali o amministrativi sono tenuti a disapplicare norme interne incompatibili con la normativa comunitaria sovraordinata, se direttamente applicabile
Gli organi giurisdizionali o amministrativi sono tenuti a disapplicare norme interne incompatibili con la normativa comunitaria sovraordinata, se direttamente applicabile

I soggetti deputati a dare attuazione nell’ordinamento nazionale alle leggi ed atti aventi forza di legge, siano essi organi giurisdizionali o amministrativi, sono tenuti a disapplicare norme interne incompatibili con la normativa comunitaria sovraordinata, se direttamente applicabile. Diversamente opinando, infatti, si ridurrebbe a mero “flatus vocis” la tutela offerta ai privati contro gli abusi anti-concorrenziali posti in essere dalla Pubblica Amministrazione, dietro l’usbergo della doverosa osservanza degli atti normativi nazionali.

In forza di tale principio, già formulato dalla Corte Costituzionale (cfr., Corte Cost. n. 168/1991), la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza con quale la Corte del merito aveva rigettato la domanda proposta, nei confronti dell’Agenzia del Territorio, da una impresa operante nel settore delle informazioni economiche e finanziarie e volta ad ottenere il risarcimento del danno da abuso di posizione dominante posto in essere da quest’ultima a seguito dell’introduzione nell’ordinamento interno, ad opera della legge finanziaria 2005, del divieto generalizzato di riutilizzazione commerciale dei documenti e delle informazioni ipocatastali, se non nel rispetto di specifiche convenzioni stipulate con l’Agenzia medesima dietro pagamento preventivo dei tributi dovuti.

Nel caso in esame, la Corte aveva erroneamente ritenuto insussistente l’elemento psicologico del dolo o della colpa grave dell’Agenzia del Territorio, la quale, a detta del Giudice del merito, si era limitata a dare applicazione ad una normativa nazionale, in una materia particolarmente complessa, che aveva dato luogo a contrasti interpretativi nella giurisprudenza di merito.

Secondo la Suprema Corte, invece, la qualificazione tecnico-giuridica dell’Agenzia del Territorio è tale da dover essere tenuta in adeguata considerazione in sede di accertamento dell’esimente dell’ignoranza incolpevole della gerarchia delle fonti in subiecta materia: onde, conclude la pronuncia in esame, la positiva esclusione dell’elemento psicologico dell’illecito sulla base della presunta complessità della materia e della legge da applicare si risolve in una motivazione solo apparente.

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Cassa con rinvio, Corte di Appello di Ancona, sentenza 3 luglio 2012, n. 425
Corte Cost., 18-04-1991, n. 168
  • Costituzione art. 11;
  • Legge 30/12/2004 n. 311, art. 1;
  • Legge 10/10/1990 n. 287, art. 3.
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