Italia

Non puoi pagare Imu e Tasi? Poti alberi e aiuti i netturbini

Non puoi pagare Imu e Tasi? Poti alberi e aiuti i netturbini
Dalla cura del verde al recupero di aree degradate: la misura è prevista dallo Sblocca Italia. Il sindaco: “I lavori compenseranno le tasse comunali arretrate e quelle future”

Il cittadino non ha i soldi per pagare l’Imu e la Tasi? Nessun problema. Da oggi può pagare il suo debito con l’Amministrazione comunale potando i tigli davanti al municipio, imbiancando i locali della scuola materna o aiutando i netturbini a tenere pulito il centro storico. Si chiama «baratto amministrativo» e a Invorio, un piccolo comune di 4.500 abitanti tra le colline novaresi che si affacciano sul lago Maggiore, è realtà.

Dallo «Sblocca Italia»
Il regolamento è stato ufficialmente pubblicato sull’albo pretorio e d’ora in poi i cittadini con i requisiti potranno chiedere lo «scambio». Il sindaco Dario Piola ha tradotto la teoria in pratica: il telefono squilla continuamente dai Comuni di tutta Italia per prendere esempio, per capire come fare. Per la prima volta, è stata messa in pratica una misura introdotta dallo «Sblocca Italia». La legge di riferimento è la n. 164/2014. L’art. 24 prevede «misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio».

«L’idea è buona, ma come si fa?». È quello che ha pensato il sindaco la prima volta che ha letto le disposizioni del decreto. Non esistevano spunti concreti da cui partire: «Tra i Comuni, ho trovato solo mozioni o delibere di intenti». Piola è al suo secondo mandato consecutivo con una lista civica: «Capita spesso che i sindaci vengano lasciati soli di fronte a leggi difficili da tradurre in realtà».
Da fine aprile, ci sono voluti due mesi di lavoro «molto complicato» per stendere il regolamento, approvato il 2 luglio 2015 dalla giunta.

I primi candidati
Due cittadini si sono già messi in fila. Una richiesta è al vaglio, per l’altra c’è già un progetto ad hoc: un’ora di lavoro equivarrà a 7,5 euro. Il primo volontario comincerà lunedì a pulire le strade: lavorerà 4 ore al giorno per circa due mesi. Sommerà circa 1.200 euro di lavoro «figurativo». Il primo caso è quello di un moroso incolpevole delle case popolari che il Comune ha aiutato nelle spese. C.M., sessantenne, da quattro anni ha perso il lavoro: «Anche mia moglie – racconta – è disoccupata e non vogliamo pesare sui nostri figli che hanno già famiglia. Vogliamo sentirci a casa nostra e compensare gli affitti che non riusciamo a pagare».

Il regolamento
Secondo il regolamento possono chiedere volontariamente il baratto amministrativo i residenti maggiorenni con indicatore Isee non superiore a 8.500 euro con tributi comunali non pagati o che hanno ottenuto contributi come inquilini morosi negli ultimi 3 anni.
La legge prevede in controparte lavori per la riqualificazione del territorio come pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ma anche interventi di decoro urbano, recupero e riuso di aree e beni immobili inutilizzati o per la valorizzazione di una determinata zona del territorio urbano o extraurbano. Invorio ha sei frazioni e 18 chilometri quadrati di territorio da ripulire. I due operatori ecologici non bastano: «Con il baratto – conclude Piola – i Comuni tartassati dal blocco delle assunzioni, potranno contare su una forza lavoro in più, ridando dignità a chi è in difficoltà ma vuole sentirsi utile».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *