Diritto

Non punibili i reati tributari tenui

Non punibili i reati tributari tenui
In caso di successione di leggi diverse nel tempo si applicano le disposizioni che risultano più favorevoli per il reo. È fuor di dubbio che tra le disposizioni più favorevoli rientrino anche quelle che riguardano la configurabilità di una causa di non punibilità

In caso di successione di leggi diverse nel tempo si applicano le disposizioni che risultano più favorevoli per il reo. È fuor di dubbio che tra le disposizioni più favorevoli rientrino anche quelle che riguardano la configurabilità di una causa di non punibilità. A giustificare l’applicabilità del nuovo articolo 131-bis del codice penale, in tema di non punibilità per particolare tenuità del fatto, anche ai reati tributari potrebbe deporre, del resto, non solo l’esigenza deflattiva, che informa l’istituto, ma anche il bisogno, in ossequio al concetto di proporzionalità dell’azione penale, di evitare l’applicazione della sanzione penale rispetto a reati di modestissimo rilievo. E questo anche per i reati, come quelli tributari, che prevedono una determinata soglia di punibilità, tenuto conto che, laddove la soglia di punibilità non venga superata, ci si troverà di fronte a un «non reato», mentre, laddove il limite venga superato, si tratterebbe di valutare l’entità dell’offesa rispetto al superamento della soglia. Così si è espressa la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21014 del 20 maggio 2015.

Vista la novità e l’importanza delle questioni, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha chiesto comunque un intervento risolutore delle Sezioni Unite. La questione potrebbe del resto anche «intrecciarsi» con la riforma del sistema sanzionatorio penal-tributario ancora allo studio del governo dopo il primo «tentativo» del dicembre scorso. L’articolo 19-bis di quel decreto, come noto, prevedeva infatti una specifica causa di esclusione di punibilità per i reati previsti dal decreto n. 74/2000 (il famoso 3%). A prescindere dunque da se e come tale specifica causa di punibilità resterà nella versione finale del decreto, quando e se vedrà la luce, potrebbe essere l’occasione per estendere espressamente anche ai reati tributari le disposizioni previste nell’art. 131-bis del codice penale. Se infatti l’intenzione è quella di non punire i casi in cui uno supera la soglia di pochissimo, forse sarebbe meglio fare anche riferimento a tale causa generale di non punibilità, in un’ottica peraltro sistematica.

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