Diritto

Non è licenziabile il lavoratore in affitto dal datore e in possesso di due immobili

Non è licenziabile il lavoratore in affitto dal datore e in possesso di due immobili
Illegittimo il licenziamento del lavoratore che non comunichi al datore di essere proprietario di due immobili e continui a soggiornare in affitto presso un’abitazione dell’imprenditore stesso

Illegittimo il licenziamento del lavoratore che non comunichi al datore di essere proprietario di due immobili e continui a soggiornare in affitto presso un’abitazione dell’imprenditore stesso. A chiarirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15 del 7 gennaio 2015.

IL FATTO
La Corte, in particolare, ha ravvisato che la misura del recesso fosse assolutamente sproporzionale. In linea, quindi, con l’esito del precedente grado di giudizio che si era concluso con l’illegittimità del licenziamento «condannando alla reintegrazione dello stesso nel posto di lavoro con risarcimento del danno come in sostanza detratto l’aliunde perceputum».

Dalla sua il datore si era rivolto ai Supremi giudici rilevando che la mancata comunicazione al datore della proprietà di due appartamenti avesse fatto venire meno l’obbligo del dovere di correttezza e buona fede che incombe sulla parte e che sta alla base del rapporto di fiducia tra le parti.
Altra richiesta fatta dal datore, poi, era costituita dalla circostanza che se il prestatore avesse affermato di essere proprietario, probabilmente non avrebbe avuto in uso l’alloggio.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Ma questa conseguenza – anche a parere della Corte – non poteva che avere risvolti sul piano del diritto civile e non certamente sul fronte lavorativo. I giudici del Palazzaccio, peraltro, non hanno ritenuto che il mancato pagamento da parte del lavoratore di 500 euro al prestatore a titolo di affitto degli alloggi potesse configurare una condizione tale da incidere sul rapporto di lavoro.

In conclusione, una sanzione non espulsiva certamente sarebbe stata idonea a sanzionare adeguatamente il comportamento del prestatore, scorretto ed elusivo, ma non mendace. Altra condizione che ha giocato a favore del prestatore era costituita dal fatto che nei precedenti gradi di merito non era emerso se gli alloggi di proprietà mai dichiarati fossero liberi e quindi disponibili o meno.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 15/2015

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