Diritto

Non basta il 770 per provare l’omesso versamento di ritenute

Non basta il 770 per provare l’omesso versamento di ritenute
Ai fini della configurazione del reato di omesso versamento delle ritenute certificate non basta la semplice presentazione del modello 770 ma è necessario che il sostituto d’imposta abbia rilasciato ai sostituiti la relativa certificazione ed abbia poi omesso il relativo versamento

Ai fini della configurazione del reato di omesso versamento delle ritenute certificate non basta la semplice presentazione del modello 770 ma è necessario che il sostituto d’imposta abbia rilasciato ai sostituiti la relativa certificazione ed abbia poi omesso il relativo versamento. A confermare tale principio è la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5736, depositata il 9 febbraio 2015. La sentenza conferma l’orientamento più recente della Suprema Corte (Cass. n. 19454 del 12 maggio 2014, n. 40526 del 1° ottobre 2014) per cui, appunto, il solo modello 770 non è sufficiente per fondare il reato di omesso versamento delle ritenute certificate.

IL FATTO
Un imprenditore era accusato del reato di omesso versamento delle ritenute certificate (art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000). In qualità di sostituto d’imposta, infatti, lo stesso aveva omesso di versare le ritenute relative agli stipendi corrisposti ai dipendenti.
La violazione era stata accertata sulla base del controllo automatizzato della dichiarazione modello 770, in cui erano riepilogate le ritenute effettuate e certificate.

Sia in primo grado che in appello, l’imputato veniva condannato.

Proponeva, dunque, ricorso in Cassazione lamentando, tra le altre cose, l’insussistenza dell’elemento costitutivo del reato. La condotta prevista dall’art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000 si perfeziona, infatti, quando al mancato versamento delle ritenute si accompagna anche l’effettiva certificazione del datore di lavoro tramite CUD delle ritenute effettuate. Nella specie, ciò non si era verificato poiché l’imputato non avrebbe mai rilasciato tale certificazione.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’imputato. I Supremi giudici, pur dando atto di orientamenti difformi in seno alla Corte, richiamano la recente sentenza n. 40526 del 2014 con cui si era affermato che, ai fini della configurazione del reato di omesso versamento delle ritenute certificate, è necessario che il sostituto d’imposta (datore di lavoro) abbia rilasciato ai sostituiti la relativa certificazione. Elementi costitutivi del reato sono, infatti:

  • da un lato l’effettuazione delle ritenute;
  • dall’altro il rilascio ai sostituiti del relativo CUD.

Ritenere che sia sufficiente ad integrare il reato la sola effettuazione delle ritenute, documentata dal 770, significherebbe interpretare estensivamente l’art. 10-bis e ritenere, erroneamente, che tutto quello che è stato dichiarato, sarebbe stato per ciò stesso anche necessariamente certificato.

Il reato di cui all’art. 10-bis è caratterizzato da un elemento specializzante costituito proprio dal rilascio della certificazione al sostituito, con la conseguenza che la norma penale non può trovare applicazione quando il sostituto non abbia rilasciato tale certificazione, o l’abbia rilasciata in un momento successivo alla scadenza del termine per effettuare il versamento.

Peraltro, continuano i Giudici, spetta all’accusa provare l’esistenza delle certificazioni attestanti le ritenute effettivamente operate. Prova che non necessariamente deve essere documentale ma che può fondarsi anche su testimonianze, indizi, purché gravi, precisi e concordanti. Ebbene, il modello 770 è un mero indizio, sufficiente a provare l’avvenuto versamento delle retribuzioni e l’effettuazione delle ritenute, ma non può costituire indizio sufficiente o prova di avere anche rilasciato la certificazioni.

Nel caso di specie, la Corte di Appello aveva dato valore alle dichiarazioni rilasciate dal funzionario dell’Agenzia delle Entrate che aveva effettuato la verifica, dalla quale era emerso che nel modello 770 erano indicati i quadri CUD dei lavoratori e che non erano stati versati i relativi importi.
Tuttavia, non vi era stata un’effettiva verifica circa l’effettivo rilascio delle certificazioni.
Da qui l’accoglimento del ricorso dell’imputato.

Approfondimento

L’art. 10-bis del D.Lgs. n. 74/2000 punisce chiunque non versa, entro il termine previsto per la presentazione di dichiarazione annuale di sostituto d’imposta, ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per importi superiori a 50.000 euro per ciascun periodo di imposta. Il reato si consuma con il mancato versamento delle ritenute complessivamente risultanti dalla certificazione, entro la scadenza del termine finale per la presentazione della dichiarazione annuale. Si ricorda, poi, che il modello 770 è un documento che i sostituti d’imposta, che per legge sostituiscono il contribuente nei rapporti col fisco, per la parte relativa alle ritenute relativamente a compensi, salari, pensioni, devono presentare per la dichiarazione dei redditi.

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