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Imu, si lavora per soluzione definitiva. Confartigianato: da capannoni il 39% del gettito. Zanonato: nessun aumento di tasse in vista

Imu, si lavora per soluzione definitiva. Confartigianato: da capannoni il 39% del gettito. Zanonato: nessun aumento di tasse in vista
Imu, la possibile soluzione dovrà tener conto sia delle risorse disponibili per la copertura che delle promesse elettorali del Pdl

Tra poche ore, il Consiglio dei ministri dovrebbe sciogliere definitivamente il “nodo” Imu, con una soluzione che deve tener conto sia delle risorse disponibili per la copertura che delle promesse elettorali del Pdl. Nell’attesa, si moltiplicano i segnali di soluzione positiva, tra incontri e confronti che mobilitano sia Pd che Pdl. «A Palazzo Chigi con il ministro dell’Economia, Saccomanni e il capogruppo Pdl, Brunetta. Tema: Imu. Incontro costruttivo», twitta a fine mattinata il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano, mentre a “Prima di tutto” (Rai) il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta (Pd) conferma «un interesse convergente a risolvere il problema. La soluzione percorribile é la realizzazione della tassa di servizio comunale con ampio potere ai Comuni».

Per Baretta, l’ipotesi di introdurre una service tax in sostituzione dell’Imposta municipale unica è «sufficientemente definita», la parte finanziaria «ha bisogno ancora di un lavoro che spero tra oggi e domani venga compiuto». «Qualche intervento marginale potrebbe essere previsto», ma bisogna «fare attenzione a non fare un danno maggiore che è quello di un aumento eccessivo di nuove tasse». E assicura: «Con questa tassa tutti pagheranno meno». Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, al termine di un incontro sull’Imu tra il segretario del Pd e i ministri piddini conferma: non c’è nessuna ipotesi di aumento di altre tasse per finanziare la cancellazione dell’Imu.

In casa Pd, dopo la riunione con la delegazione piddina al Governo (il responsabile economico, Matteo Colaninno, i ministri Franceschini, Delrio, Zanonato, Orlando, Carrozza, e Kienge, oltre al vice ministro all’Economia Fassina e il sottosegretario Baretta) il segretario Guglielmo Epifani mette in guardia dal dimenticare le altre priorità del premier Letta, con il quale si incontrerà nel pomeriggio: «Noi non accettiamo ultimatum. E’ anche interesse nostro riformare l’Imu ma non c’è solo l’Imu». A ricordare gli altri problemi da risolvere ci pensa una nota ufficiale del partito, che sono la scuola, Cig, esodati e provvedimenti per la crescita. Auspicate quindi «soluzioni eque» per risolvere il “nodo” Imu, nel contesto di una riforma federale delle imposte locali.

Pagare meno per la tassazione degli immobili, in un momento di forte recessione, è anche la speranza degli imprenditori, che secondo i dati diffusi oggi da Confartigianato hanno pagato nel 2012 9,3 mld di euro per l’Imu sugli immobili produttivi, pari al 39,1% del totale dei 23,7 miliardi di gettito Imu dello scorso anno. Da gennaio, sottolinea una nota dell’associazione imprenditoriale, l’imposta municipale sui capannoni delle imprese sarà ancora più costosa: l’aumento automatico da 60 a 65 del moltiplicatore da applicare alle rendite catastali per gli immobili produttivi farà incrementare dell’8,3% il prelievo Imu, pari a 491,2 milioni di maggiori tasse per le aziende italiane.

Rispetto all’Ici, rileva Confartigianato, l’Imu ha generato un maggiore prelievo fiscale di 14,5 miliardi sui contribuenti, tra cui il maggiore gettito è stato garantito dalle imprese. Il 50,6% dei Comuni italiani ha, infatti, aumentato l’aliquota base da applicare agli immobili produttivi; il 47,9% ha mantenuto l’aliquota base del 7,6 per mille e solo l’1,6% l’ha ridotta: con il risultato che l’aliquota media nazionale applicata agli immobili produttivi è pari al 9,4 per mille. Per il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti, «Gli imprenditori non possono sopportare ulteriori aumenti di pressione fiscale né l’incertezza su tempi e modalità di applicazione dei tributi». Sul fronte Imu, in particolare, la richiesta è di non trattare gli immobili produttivi alla stregua delle seconde case: «i nostri laboratori vanno esentati dall’imposta perché sono la nostra prima casa».

Preoccupati per le ricadute sulle famiglie di ogni aggravio della pressione fiscale per le imprese anche i consumatori, che denunciano come «Gran parte del peso dell’Imu per imprese ed esercenti (circa il 60%) viene scaricato sui cittadini». In una nota, Federconsumatori stima che «le ricadute indirette dovute al pagamento dell’Imu da parte di aziende, esercenti, ecc. sui prezzi e sulle tariffe è pari complessivamente a 480 euro annui a famiglia». Cifra «che si aggiunge a quanto i cittadini dovranno pagare in termini diretti per tale imposta e che si somma alla stangata del 2013 per l’aumento di prezzi e tariffe, che complessivamente comporta aumenti pari a +1.492 euro a famiglia». Indispensabile quindi arrivare all’eliminazione definitiva dell’Imu sulla prima casa, altrimenti «i cittadini si troveranno a far fronte a costi insostenibili, pari a circa +683 euro annui. Importo che equivale, per fare un esempio, a un mese e mezzo di spesa alimentare di una famiglia media».

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