Diritto

Niente sospensione feriale per l’accertamento con adesione

Non è applicabile la sospensione del periodo feriale al termine di novanta giorni relativo all’accertamento con adesione.
Non è applicabile la sospensione del periodo feriale al termine di novanta giorni relativo all’accertamento con adesione

La Corte di Cassazione, con l’innovativa ordinanza n. 11632/15, ha ritenuto non applicabile la sospensione del periodo feriale al termine di novanta giorni relativo all’accertamento con adesione.

IL FATTO
La vicenda processuale traeva origine dalla proposizione, da parte di una società, di ricorso per cassazione avverso la sentenza della CTR Perugia che aveva ritenuto inammissibile il ricorso avverso un avviso di liquidazione poiché tardivo.
Nella fattispecie in esame, la proposizione del ricorso era seguita all’inoltro da parte della società contribuente di un’istanza di accertamento con adesione: secondo la CTR Perugia, la società avrebbe dovuto avere riguardo al termine di sessanta giorni individuato dall’art. 21 del D.Lgs. n. 546/92, non applicandosi la sospensione feriale dei termini al procedimento di accertamento con adesione.
Siccome a detta della CTR Perugia il ricorso in questione era stato proposto oltre il termine di legge (posto che la Società aveva evidentemente confidato nel conteggio della sospensione feriale dei termini utili all’impugnazione cumulativamente rispetto a quella derivante dal ricorso allo strumento deflativo), il giudice di secondo grado aveva ritenuto l’inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio.
La società aveva dedotto per il mezzo del proprio ricorso per cassazione come la sentenza impugnata fosse il frutto di una erronea applicazione delle disposizioni di legge, posto che a suo dire avrebbe dovuto beneficiare di una sospensione complessiva dei termini utili all’impugnazione, frutto della sommatoria tra quella prevista dal D.Lgs. n. 546/92, quella propria dell’accertamento con adesione e quella relativa invece al periodo feriale.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Nell’affermare l’infondatezza del ricorso, la Corte di Cassazione ha chiarito la propria posizione proclamando inequivocabilmente di essere contraria all’applicazione della sospensione dei termini riguardante il periodo feriale anche ai procedimenti non contraddistinti da natura propriamente giurisdizionale.
Richiamando la pregressa e consolidata giurisprudenza contraria e definendola superata dalla sopravvenienza del nuovo orientamento, la Suprema Corte ha spiegato che la sospensione del termine finalizzata a consentire l’impugnazione degli atti impositivi tributari di cui all’art. 6, comma 3, del D.Lgs. n. 218/97 è tesa a garantire (in vista dell’eventuale esperimento dell’accertamento con adesione) il tempo necessario per svolgere le opportune valutazioni in proposito.
Secondo la Corte, tale sospensione va riferita al relativo procedimento amministrativo e deve escludersi la cumulabilità della medesima con l’altra tipologia di sospensione dettata dall’art. 15 della legge n. 289/02.
È lo stesso articolo richiamato a sancire infatti che la sospensione prevista dalla legge sul condono incide sui tempi per la proposizione del ricorso giurisdizionale in concordanza col tempo concesso per il perfezionamento della definizione agevolata.
La Corte di Cassazione si è poi premurata di operare un richiamo ad altro differente filone della propria pregressa giurisprudenza in grado di avallare tale diniego di cumulabilità, che risulterebbe giuridicamente coerente con un’altra tipologia di divieto di sommatoria di termini di sospensione (per la precisione, quella che riguarda i termini feriali con quelli individuati dall’art. 16 della legge n. 289/02).
A detta della Corte di Cassazione, pertanto, l’applicazione di quelli che assurgerebbero al ruolo di veri e propri principi generali in materia (addirittura in grado di sconfessare la consolidata prassi contraria fatta propria da parte dell’Amministrazione finanziaria) ha fatto sì che il ricorso venisse correttamente ritenuto tardivo (e dunque inammissibile) da parte della CTR Perugia.

Alla luce della pronuncia in esame, per fare buon governo dei principi in materia di sospensione dei termini per l’impugnazione e non incorrere in tardività esiziali, in via estremamente prudenziale i contribuenti che non avessero già raggiunto l’adesione potranno presentare i propri ricorsi prima dell’inizio del periodo di sospensione feriale dei termini (cioè entro il 31 luglio).
Ciò consentirebbe infatti di scongiurare l’insorgenza di problematiche legate all’operatività della sospensione feriale dei termini.
Parimenti, il calcolo dei relativi termini dovrà d’ora innanzi computare 60 + 90 giorni dalla notifica dell’atto impositivo (fatta eccezione ovviamente per il caso in cui sopraggiunga, prima della scadenza del novantesimo giorno, un provvedimento negativo di conclusione del procedimento adesivo).

Periodo di sospensione feriale del termine = 1 – 31 agosto
Esempio n. 1
– Avviso di accertamento notificato il 31 maggio
– Istanza di adesione presentata il 28 luglio
– Termine finale per l’impugnazione = 30 luglio
Precedente indirizzo giurisprudenziale
Poiché l’istanza di adesione è stata presentata il 28 luglio, si sono consumati 58 giorni per il ricorso (dal 1° giugno al 28 di luglio compresi). Ne residuano 2.
L’istanza di adesione del 28 luglio consuma 3 giorni del mese di luglio (29, 30 e 31). I restanti 87 riprendono a decorrere dal 1° settembre, motivo per cui il termine finale è del 26 novembre.
Dal 27 novembre riprendono a decorrere i 2 giorni per il ricorso che scade il 28 novembre.
Nuovo indirizzo giurisprudenziale
Occorre ora considerare che il primo termine (per l’impugnazione) è soggetto al periodo di sospensione, il secondo (adesione) non è soggetto.
Pertanto, l’istanza di adesione del 28 luglio consuma 3 giorni del mese di luglio, 31 del mese di agosto, 30 del mese di settembre e termina il 26 ottobre.
Dal successivo 27 di ottobre decorrono i restanti 2 giorni per l’impugnazione, pertanto il termine finale per l’impugnazione scade il 28 ottobre.

Nota bene
Praticamente, secondo il nuovo indirizzo, il termine finale per la produzione del ricorso si riduce di 31 giorni (ovverosia, dei giorni del mese di agosto relativi all’adesione che ora devono calcolarsi). Infatti dal 28 novembre si anticipa al 28 ottobre (giorni persi 29, 30 e 31 ottobre + 28 giorni di novembre = 31 giorni coincidenti con quelli di agosto).

Esempio n. 2
– Avviso di accertamento notificato il 15 aprile
– Istanza di adesione presentata il 31 maggio
– Termine finale per l’impugnazione = 14 giugno
Precedente indirizzo giurisprudenziale
Poiché l’istanza di adesione è stata presentata il 31 maggio, si sono consumati 46 giorni per il ricorso (dal 16 aprile al 31 maggio compresi). Ne residuano 14.
L’istanza di adesione del 31 maggio consuma 30 giorni del mese di giugno, 31 del mese di luglio. I restanti 29 giorni riprendono a decorrere dal 1° settembre, motivo per cui il termine finale è del 29 settembre.
Dal 30 settembre riprendono a decorrere i 14 giorni per il ricorso che scade il 13 ottobre.
Nuovo indirizzo giurisprudenziale
Occorre considerare che il primo termine (per l’impugnazione) è soggetto al periodo di sospensione, il secondo (adesione) non è soggetto.
Pertanto, l’istanza di adesione del 31 maggio consuma 30 giorni del mese di giugno, 31 del mese di luglio e termina il 29 agosto.
Dal 1° di settembre decorrono i restanti 14 giorni per l’impugnazione, pertanto il termine finale per l’impugnazione scade il 14 settembre.

Nota bene
In questo caso il termine per produrre ricorso si riduce di 29 giorni (dal 13 ottobre al 14 settembre – ovverosia dei 31 giorni di agosto meno i giorni del 30 e 31).

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