Fisco

Niente sanatoria per le cartelle Inps e Inail

Niente sanatoria per le cartelle Inps e Inail
I debiti Inps e Inail non rientrano nella rottamazione delle cartelle esattoriali, in quanto non possono considerarsi uffici dell’amministrazione statale in senso stretto

Equitalia esamina la sanatoria delle cartelle introdotta dalla legge di Stabilità per il 2014, che ha previsto la possibilità di pagare le cartelle emesse da Equitalia fino al 31 ottobre 2013, con esclusione degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo nonché degli interessi di mora.

Con direttiva interna rivolta ai propri uffici, Equitalia chiarisce che:

  • la rottamazione dei ruoli non si applica alle multe per violazioni del Codice della strada né ai ruoli Inps e Inail (la sanatoria vale solo per le entrate tributarie di agenzie fiscali, regioni, province e comuni affidate all’agente della riscossioni fino al 31 ottobre 2013);
  • circa le modalità di pagamento, il debitore interessato al condono dovrà recarsi di persona presso gli sportelli di Equitalia e definire le pendenze attraverso l’autoliquidazione, utilizzando il modello F35 e indicando “Definizione ruoli – Ls 2014”;
  • la rottamazione avviene con il pagamento del 100% del debitosenza interessi iscritti a ruolo e more aggiuntive; non si azzera, però, l’aggio;
  • una volta completata la procedura, Equitalia trasmette – entro il 30 giugno 2014 – a ciascun ente interessato l’elenco dei debitori che hanno eseguito il versamento nei termini, comunicando ai contribuenti che hanno aderito alla sanatoria l’avvenuta estinzione del debito;
  • fino al 15 marzo 2014 è prevista la sospensione generalizzata dei carichi definibili e dei termini di prescrizione.

L’esclusione per Inps e Inail si basa sostanzialmente su un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate (comunicato del 28 febbraio 2003). È da ritenere che la decisione di Equitalia sia supportata anche da altre autorevoli interpretazioni istituzionali: in caso contrario, lascia fortemente perplessi il fatto che una società per azioni, ancorchè pubblica, restringa autonomamente il perimetro della sanatoria decisa dal legislatore. Tanto più che in ogni occasione Equitalia non manca (condivisibilmente) di evidenziare di non avere alcuna discrezionalità.

Né il comunicato stampa delle Entrate appare sufficiente a motivare la scelta di Equitalia: risale a 11 anni fa ed è riferito a una norma differente da quella attuale. In passato, infatti, l’Agenzia, sulla rottamazione dei ruoli prevista dalla legge n. 289/2002, aveva specificato che per uffici statali dovessero intendersi solo i ministeri e non anche gli enti di previdenza, in quanto anche nel D.Lgs n. 46/99 sulla riforma della riscossione a mezzo ruolo gli istituti previdenziali e assistenziali erano considerati a sé stanti.
La “rottamazione”, a quel tempo, consentiva di abbattere – anche di molto – il debito iscritto a ruolo, quindi un’eventuale inclusione dei contributi previdenziali e simili avrebbe di fatto esteso il condono fiscale previsto dalla legge n. 289/2002 anche alla materia previdenziale e assistenziale.

L’attuale definizione invece è decisamente differente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *