Diritto

Niente responsabilità del datore se il dipendente si fa male per colpa propria

Niente responsabilità del datore se il dipendente si fa male per colpa propria
In relazione a un infortunio avvenuto sul posto di lavoro, il datore va sollevato da ogni responsabilità quando il sinistro sia riconducibile esclusivamente a un comportamento poco razionale da parte del lavoratore

In relazione a un infortunio avvenuto sul posto di lavoro, il datore va sollevato da ogni responsabilità quando il sinistro sia riconducibile esclusivamente a un comportamento poco razionale da parte del lavoratore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1917 del 3 febbraio 2015.

IL FATTO
Il caso trae origine da una sentenza con cui la Corte d’Appello confermava la decisione con cui il Tribunale aveva respinto la domanda avanzata dall’INAIL, che agiva in regresso nei confronti di una società per vederla condannata al pagamento dell’importo erogato dall’Istituto in relazione all’infortunio sul lavoro occorso ad un dipendente della stessa società nel corso delle operazioni di smontaggio di una gru.

La decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto la condotta tenuta dal lavoratore sfornita di ogni movente razionale e probabilmente riconducibile ad un puro istinto ludico dell’interessato e, pertanto, tale da porsi come fattore causale imprevedibile ed inevitabile da solo sufficiente a cagionare l’evento e ad escludere ogni responsabilità della società datrice.

Nel ricorso per cassazione, l’INAIL lamenta in termini complessivi l’erroneità della decisione della Corte territoriale per aver questa, in asserito contrasto con l’accertamento in fatto delle modalità di svolgimento dell’evento, ricondotto la fattispecie all’area del rischio elettivo cosi da escludere il nesso di causalità tra la prestazione lavorativa ed il danno determinatosi ed esonerare la società datrice dalla prova della stessa culpa in vigilando.

LA DECISIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
La Corte di Cassazione respinge il ricorso presentato dall’INAIL. Ad avviso degli Ermellini, la Corte di merito perviene alla valutazione di abnormità del comportamento del lavoratore facendo corretta applicazione della nozione di rischio elettivo dal momento che fonda tale giudizio sulla esclusione della funzionalità del comportamento medesimo all’esecuzione dell’operazione di smontaggio della gru cui era addetto, dettagliatamente presa in esame, laddove la censura mossa dall’Istituto muove dal presupposto contrario, dall’essere cioè quel comportamento giustificabile, quale modalità, per quanto imprudente, connotazione che tuttavia non consente di interrompere il nesso causale tra prestazione e danno ed integrare quindi gli estremi del rischio elettivo, di svolgimento del compito affidato, il che implica, come concluso dalla Corte medesima, l’inconfigurabilità dell’inadempimento dell’obbligo di sicurezza anche sub specie della culpa in vigilando per essere desumibile appunto dalle pacifiche modalità di svolgimento dell’evento l’imprevedibilità ed inevitabilità dello stesso.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 1917/2015

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