Diritto

Niente incontri sindacali retribuiti se il monte ore di categoria è terminato

Niente incontri sindacali retribuiti se il monte ore di categoria è terminato
Niente comportamento antisindacale da parte dell’azienda che – esaurite le ore previste dalla legge per incontri e assemblee – respinga la richiesta avanzata da una federazione per un’ulteriore riunione

Niente comportamento antisindacale da parte dell’azienda che – esaurite le ore previste dalla legge per incontri e assemblee – respinga la richiesta avanzata da una federazione per un’ulteriore riunione. Lo chiarisce la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2548 del 10 febbraio 2015.

La Corte, in particolare, ha chiarito che il monte ore si intende esaurito rispetto alla generalità della categoria di lavori convocati e non nei confronti dei singoli partecipanti o assenti. In presenza, quindi, di tempo retribuito da poter utilizzare in incontri sindacali, la partecipazione non è data dai singoli presenti ma necessariamente dalla categoria convocata. Altrimenti – si legge nella sentenza – si finirebbe per legittimare una situazione assolutamente paradossale di attività sindacale perennemente attiva in funzione della disponibilità dei vari partecipanti.

Chiarito questo punto decisivo la Corte ha esaminato il quadro normativo che regolamenta la materia. E ha chiarito che in base all’accordo interconfederale 20 dicembre 1993 (in sintonia con quanto previsto in materia dallo Statuto dei diritti dei lavoratori) sono riservate sette ore annuali di assemblea retribuita alle rappresentanze unitarie, mentre le ulteriori tre ore sono riservate, singolarmente o congiuntamente ai sindacati stipulanti il contratto collettivo nazionale applicato alla singola unità produttiva. Appare del tutto evidente che solo in questo modo si arriva a tutelare i due diritti in gioco costituzionalmente garantiti. Ossia il diritto dei lavoratori a incontrarsi e riunirsi con gli interlocutori sindacali e a garantire al tempo stesso il diritto d’impresa.

Altra considerazione assolutamente condivisibile attiene al ruolo del datore che certamente non può mettersi penna e taccuino alla mano per annotare il nome di chi ha preso parte all’assemblea perchè in questo modo non sarebbe possibile stabilire quando l’ultimo lavoratore abbia esaurito il monte ore a lui destinato.

Corte di Cassazione – Sentenza N. 2548/2015

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