Lavoro

Niente Documento di valutazione dei rischi per i volontari

Niente Documento di valutazione dei rischi per i volontari
Nel caso in cui vengano impiegati volontari nelle Associazioni sportive dilettantistiche, anche con la corresponsione di un rimborso spese, non è necessario elaborare il Documento di valutazione dei rischi, in quanto i volontari stessi sono considerati lavoratori autonomi

Nel caso in cui vengano impiegati volontari nelle Associazioni sportive dilettantistiche, anche con la corresponsione di un rimborso spese, non è necessario elaborare il Documento di valutazione dei rischi, in quanto i volontari stessi sono considerati lavoratori autonomi. E’ necessario comunque il rispetto delle normative specifiche di settore applicabili ai luoghi dei quali l’Associazione abbia la disponibilità giuridica.

I volontari e la sicurezza sul lavoro
Un problema che si è spesso posto nella materia della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro è quello relativo alle tutele da apprestare ai volontari. La figura del volontario infatti è caratterizzata dalla specificità di non poter essere ricompresa nello schema classico del rapporto di lavoro, in quanto l’attività di aiuto e di sostegno messa in atto dal volontario, generalmente in modo gratuito, ha presupposti di solidarietà, di giustizia sociale, di altruismo, di filantropia o di altra natura, che travalicano il contesto economico-patrimoniale-lavoristico.

Per tali ragioni il D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., che disciplina la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ha escluso la figura del volontario dalla definizione di “lavoratore”, di cui all’articolo 2 , comma 1, lettera a), cioè la persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, e anche da quella di “equiparato al lavoratore”, ma ha previsto, all’articolo 3, comma 12-bis, del decreto 81, così come rinovellato dall’art. 32 del D.L. n. 69/2013 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” convertito con modificazioni dalla L. n. 98/2013, che si applicano le disposizioni relative ai lavoratori autonomi nei confronti dei volontari, i quali prestano la propria attività spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese.

Si ricorda che sono ricompresi fra i volontari:

  • le persone che prestano in modo personale, spontaneo e gratuito, con eventuale rimborso spese, attività di volontariato nelle organizzazioni senza fini di lucro per ragioni di solidarietà previste dalla L. 11 agosto 1991 n. 266;
  • i volontari che effettuano il servizio civile nazionale, di cui alla L. 6 marzo 2001 n. 64;
  • le persone che prestano in forma volontaria, libera e gratuita, attività in favore delle associazioni di promozione sociale, di cui alla L. 7 dicembre 2000 n. 383, in qualità di associati per il perseguimento dei fini istituzionali delle associazioni;
  • le persone che prestano la propria attività spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese presso le associazioni sportive dilettantistiche, di cui alla L. 16 dicembre 1991 n. 398, non aventi scopo di lucro e affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva, oppure presso le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro, come previsto dall’articolo 90 della L. 27 dicembre 2002 n. 289;
  • i direttori artistici ed i collaboratori tecnici che prestano attività di natura non professionale in cori, bande musicali e filo-drammatiche, che perseguono finalità dilettantistiche, e i soggetti che svolgono attività sportive dilettantistiche per il CONI, per le Federazioni sportive nazionali, per l’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), per gli enti di promozione sportiva e per qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche, anche con corresponsione di indennità di trasferta, di rimborsi forfettari di spesa e di premi, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera m), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.

La valutazione dei rischi in presenza di volontari
La Federazione Italiana Cronometristi ha avanzato istanza di interpello per conoscere il parere della Commissione per gli Interpelli, di cui all’art. 12 del decreto 81, per avere chiarimenti in merito all’obbligatorietà della redazione del Documento di valutazione dei rischi, previsto dal decreto 81, da parte delle Associazioni periferiche affiliate alla Federazione, non aventi personale dipendente ma che si avvalgano dell’ausilio di volontari, nei confronti dei quali può essere disposto un rimborso spese di importo annuo inferiore a € 7.500.

Con l’Interpello n. 8 del 27 marzo 2014, la Commissione ritiene che il regime applicabile, per i soggetti che prestano la propria attività volontariamente e a titolo gratuito (o con mero rimborso spese) per le Associazioni sportive dilettantistiche (e quindi anche a tutti i tipi di volontariato) sia quello previsto per i lavoratori autonomi, di cui all’art. 2222 del codice civile, e pertanto non sia richiesto il Dvr, per la mancata presenza di “lavoratori od equiparati”.

I volontari, per effetto dell’art. 21 del decreto 81, devono utilizzare le attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di legge e munirsi dei dispositivi di protezione individuale utilizzandoli conformemente alle disposizioni di legge, mentre non devono munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, in quanto la prestazione di volontariato non si configura certamente come attività in regime di appalto o subappalto. Va precisato comunque che con accordi tra i soggetti volontari e le associazioni o gli enti di servizio civile possono essere individuate le modalità di attuazione per l’uso delle attrezzature di lavoro e la dotazione e l’uso dei dispositivi di protezione individuale. Inoltre, ove un volontario svolga la sua prestazione nell’ambito di un’organizzazione o di una associazione che si configuri come datore di lavoro (ad esempio per la presenza di lavoratore subordinato), l’organizzazione o l’associazione è tenuta, oltre in questo caso a dotarsi di un Dvr, a fornire al soggetto dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti negli ambienti nei quali è chiamato ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla sua attività, nonché ad adottare le misure utili ad eliminare o, ove ciò non sia possibile, a ridurre al minimo i rischi da interferenze tra la prestazione del soggetto e le altre attività (lavorative, poichè si è in presenza di datore di lavoro) che si svolgano nell’ambito della medesima organizzazione o associazione.

Il rispetto delle norme specifiche di settore
L’Interpello ricorda che restano fermi, in ogni caso, i principi generali di diritto che impongono al responsabile dell’impianto o dell’Associazione sportiva dilettantistica che di esso abbia la disponibilità di predisporre adeguate misure generali di tutela e di rispettare tutte le normative specifiche di settore per la salute e sicurezza di chi venga chiamato ad operare nell’ambito delle attività di riferimento dell’Associazione sportiva dilettantistica. L’Associazione cioè non potrà sgravarsi dalle responsabilità, derivanti dai principi comuni civili e penali, nel caso di eventi di danno causati a terzi (in questo caso i volontari) da luoghi o cose, non a norma, in disponibilità (ad esempio il campo sportivo utilizzato).

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