Lavoro

Niente certificato antipedofilia per le baby-sitter

La nuova legge sull'obbligo di richiedere il certificato penale a chi lavora regolarmente con i minori non si applica al caso delle baby-sitter
La nuova legge sull’obbligo di richiedere il certificato penale a chi lavora regolarmente con i minori non si applica al caso delle baby-sitter

La nuova legge (D.Lgs n. 39/14) sull’obbligo di richiedere il certificato penale a chi lavora regolarmente con i minori non si applica al caso delle baby-sitter. E’ quanto chiarito dal Ministero del Lavoro con la circolare n. 9 del 11 aprile 2014 indirizzata agli Ispettori.

Ne prende atto la Fidaldo – Federazione italiana dei datori di lavoro domestico – sottolineando che in particolare, nella nota volta a fornire indicazioni operative al personale ispettivo delle Direzioni territoriali del lavoro, il Ministero ritiene quanto segue: «Rimangono esclusi dal campo applicativo della disposizione i datori di lavoro domestico nel caso di assunzione di baby-sitter o comunque di persone impiegate in attività che comportino contatti diretti e regolari con minori; ciò in quanto il Legislatore ha inteso tutelare i minori quando gli stessi sono al di fuori dell’ambito familiare, ambito nel quale il genitore datore di lavoro può direttamente con maggiore efficacia attuare tutte le cautele necessarie nei confronti del bambino/ragazzo».

La Fidaldo nei giorni scorsi, tramite l’Assindatcolf componente della Federazione, aveva denunciato le difficoltà che le famiglie avrebbero incontrato per richiedere il certificato penale.

Art. 2 D.Lgs 39/2014 - Certificato penale del casellario giudiziale richiesto dal datore di lavoro

Il certificato penale del casellario giudiziale di cui all’articolo 25 deve essere richiesto dal soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività professionali o attività volontarie organizzate che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l’esistenza di condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori.
Il datore di lavoro che non adempie all’obbligo di cui all’articolo 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre, n. 313, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000,00 a euro 15.000,00.
Ministero del Lavoro – Circolare N. 9/2014 Potrebbe anche interessarti: Assunzioni con certificato antipedofilia: i chiarimenti del Ministero del Lavoro

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