Diritto

Nessun danno all’immagine se il carabiniere in servizio va dal barbiere

Per la configurazione del danno all’immagine della Pubblica Amministrazione è necessario che la lesione abbia un determinato grado di offensività: al di sotto di una certa soglia di pregiudizio non si configura alcuna responsabilità erariale. In particolare tale danno deve minare l’immagine pubblica così da ingenerare una disapprovazione nella collettività, nonchè un corale e persistente sentimento di sfiducia dei cittadini nei confronti dell’Amministrazione. Questi i principi contenuti nella sentenza della Corte dei Conti, sezione giurisdizionale per la Lombardia, n. 47 del 14 marzo 2014.

Naturalmente di ciò dovrà essere data prova in sede di giudizio: si dovrà dunque avere cura di dimostrare che il comportamento sanzionato abbia superato quella ‘soglia minima’ al di sotto della quale si colloca la semplice violazione dei doveri d’ufficio da parte del pubblico dipendente. Al di sopra di essa, viceversa, si avrà una effettiva lesione all’immagine della P.A., che, in quanto tale, deve sempre diffondere e lasciar trasparire determinati canoni di correttezza, imparzialità, legalità, enunciati sia dalla legge ordinaria che dalla Carta fondamentale.

Tale soglia minima di lesività non è parsa superata alla Corte lombarda, nel caso del carabiniere che, durante il turno di guardia, si era recato dal barbiere, allontanandosi dalla caserma.

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