Diritto

Multa stradale nulla se non indica in modo preciso il luogo dell’asserita infrazione

Multa stradale nulla se non indica in modo preciso il luogo dell'asserita infrazione
Annullata dal giudice di pace la multa inflitta al conducente di un autoveicolo per insufficiente indicazione del luogo dell’accertamento nel verbale di contestazione di violazione al Codice della Strada

Con sentenza n. 48/2013 depositata in Cancelleria in data 13 maggio 2013 il Giudice di Pace di Sant’Elpidio a Mare, Est. Dr.ssa Avv. Serenella Monachesi, ha accolto tutti i motivi di impugnazione del ricorso presentato l’8 febbraio 2013 avverso il verbale di contestazione di violazione al Codice della Strada elevato dalla Guardia di Finanza, Compagnia di Fermo, per asserita infrazione all’art. 192, commi 1 e 6 Codice della Strada perché “quale conducente del veicolo non si fermava all’invito di agente addetto al servizio di polizia stradale in uniforme e munito di apposito segnale distintivo […] sulla S.S. 16 località Porto Sant’Elpidio (FM) […]“.
Sono state annullate le sanzioni principali e la sanzione accessoria della decurtazione dei punti patente, contemplati dalla norma contestata in tre punti, con la seguente motivazione.

Con ricorso ritualmente depositato parte ricorrente proponeva opposizione avverso il verbale in epigrafe, all’uopo deducendo la nullità del verbale per i vizi di errata indicazione del giudice competente, di difetto di immediata contestazione nonché di carenza dei requisiti essenziali quali la indicazione sufficiente della località ove si è consumata la violazione.
Ritualmente costituita parte convenuta, si procedeva alla discussione.
Per quanto attiene la errata indicazione del giudice competente nell’impugnato verbale si evidenzia come detto vizio non determini la nullità del verbale, visto che non ha impedito l’esercizio del diritto di difesa (nota del commentatore: gli operatori della Guardia di Finanza avevano indicato erroneamente la competenza del Giudice di Pace di Empoli, che non è quello del luogo in cui sarebbe stata commessa la violazione; i ricorrenti avevano invocato la nullità per incompletezza).
Si ritiene di contro che gli altri motivi di opposizione si palesino fondati.
In primo luogo si evidenzia come i verbalizzanti avrebbero dovuto rappresentare nel verbale impugnato il motivo per cui non si è proceduto a immediata contestazione, ad esempio la impossibilità di raggiungere il trasgressore perché lanciato a velocità eccessiva: viene invece omessa ogni motivazione circa la decisione presa dai verbalizzanti di non tentare la immediata contestazione, rinuncia che viene giustificata solo negli scritti difensivi con la esigenza di non creare disturbo alla circolazione.
In secondo luogo nel verbale effettivamente non risulta sufficientemente conferita la indicazione del luogo dell’accertamento, censura che viene ammessa dai verbalizzanti medesimi nella memoria, riferendo come il verbale sia stato redatto successivamente e sia stato genericamente indicato “SS 16 località P. S. Elpidio“, tale indicazione si palesa come eccessivamente generica, ed inficia definitivamente il verbale opposto.
Consegue che la opposizione deve trovare accoglimento.
Per quanto concerne infine la regolamentazione delle spese, si ritiene che sussistano i giusti motivi che ne consentono la integrale compensazione.

PQM

Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando, così provvede:
accoglie il ricorso;
annulla il provvedimento impugnato;
revoca la sanzione amministrativa applicata;
dichiara interamente compensate le spese di opposizione.

2 Commenti

  1. Buongiorno, mi potreste dare un vostro parere? mi pare di ricadere nella casistica relativa.
    In data 02/10/2013 mi notificano un verbale relativo ad un infrazione del 19/07/2013 connesso all’auto aziendale a me assegnata.
    art 192 commi 1 e 6
    “il conducente del veicolo sopra indicato non si fermava all’invito impartito dall’agente addetto al servizio di polizia stradale in uniforme con l’ausilio del segnale disitintivo. Il veicolo in un primo momento rallentava poi riprendeva la corsa. la violazione non è stata immediatamente contesta perchè il trasgressore non si fermava all’alt.”

    Nel verbale non viene indicato con precisione il luogo, ma viene indicato genericamente:
    al km7nc ……..(nessuna indicazione)

    in via: SP 79
    del comune di Preseglie

    posso avere possibilità di fare ricorso al giudice di pace?
    come funziona la procedura?

    Grazie a tutti quelli che possono aiutarmi

    Paolo

    1. Contro le multe, cioè contro le sanzioni amministrative pecuniarie applicate nei casi di violazione delle regole prescritte dal Codice della Strada, è possibile presentare ricorso. Il ricorso può essere presentato quando la multa è illegittima, viziata o in altre situazioni in cui la persona ritiene che il pagamento della sanzione non sia giusto. I ricorsi possono essere di tre tipi: i cosiddetti ricorsi in autotutela, cioè quelli rivolti all’Ente che ha applicato la multa affinché la annulli, quelli davanti al Prefetto e quelli davanti al Giudice di pace. Non si può fare ricorso solo contro la decurtazione dei punti sulla patente.

      Per quanto concerne il ricorso al Giudice di Pace, egli ha competenza esclusiva in materia di ricorsi contro le multe applicate per le violazioni al Codice della strada.

      Al Giudice di pace possono essere presentati:

      – i ricorsi contro le multe per infrazione al codice della strada;
      – i ricorsi contro la cartella esattoriale (cioè il documento notificato quando la multa non viene pagata), ma solo per errori materiali della cartella o per vizi di notifica, e non possono essere proposti per contestare nel merito il verbale;
      – i ricorsi contro l’ordinanza del Prefetto che rigetta il ricorso per una multa.

      Il ricorso al Giudice di pace avverso il verbale di accertamento della violazione va presentato entro 30 giorni dalla data di contestazione della multa o dalla data di notifica. Il ricorso avverso la cartella esattoriale va presentato entro 30 giorni dalla notifica della stessa.

      Il ricorso può essere presentato personalmente presso la cancelleria del Giudice di pace o inviato a mezzo posta raccomandata, e deve contenere:

      – originale e quattro fotocopie del ricorso;
      – originale e quattro fotocopie della cartella esattoriale o del verbale di contestazione o dell’ordinanza prefettizia;
      – una fotocopia degli eventuali documenti che si intendono allegare;
      – copia di un documento di riconoscimento valido del ricorrente;
      – marche contributo unificato e diritti di notifica.

      Per poter presentare ricorso al Giudice di pace è necessario pagare il cosiddetto contributo unificato accompagnato da una marca da bollo.

      Il pagamento del contributo unificato può essere effettuato presso:
      – gli uffici postali utilizzando l’apposito bollettino postale;
      – le banche utilizzando il modello F23;
      – le tabaccherie.

      La cifra del contributo dipende dall’importo della multa che si contesta: per le multe di importo inferiore a 1.100 euro (cioè la maggior parte), il contributo unificato è pari a euro 37 a cui si aggiunge una marca da bollo di euro 8.

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