Fisco

Modello Unico, ecco chi sono i 3,5 milioni che beneficiano dello slittamento del versamento

Slitta all'8 Luglio il termine per il pagamento del modello Unico 2013 e la dichiarazione Irap dei contribuenti soggetti a studi di settore
Slitta all’8 Luglio il termine per il pagamento del modello Unico 2013 e la dichiarazione Irap dei contribuenti soggetti a studi di settore

Quasi quattro milioni di contribuenti possono tirare un sospiro di sollievo. Eviteranno di mettere due volte le mani al portafoglio (o al conto in banca). Se resta ferma la scadenza per l’acconto Imu, la buona notizia – o meglio la conferma ufficiale – è che non bisognerà andare alla cassa per i versamenti di Unico 2013 e della dichiarazione Irap. La proroga riguarderà i quasi 3,5 milioni di contribuenti (imprenditori, lavoratori autonomi ma anche persone giuridiche) che sono soggetti agli studi di settore ma anche i nuovi minimi (con l’imposta sostitutiva al 5%) e chi partecipa a società, associazioni e imprese in regime di trasparenza. Dunque una proroga un po’ più ampia rispetto a quanto originariamente prospettato nella risposta al question time in commissione Finanze alla Camera dello scorso 30 maggio. In quella occasione il Mef – attraverso il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Sabrina De Camillis – aveva precisato che il differimento si sarebbe applicato «esclusivamente alle persone fisiche e ai soggetti diverse dalle persone fisiche che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore».

Il comunicato stampa di ieri consente di tranquillizzare anche i Caf e i professionisti abilitati che dopo la risposta al question time attendevano con ansia il Dpcm (il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) sia per il maxi-lavoro a cui sono stati chiamati negli ultimi giorni sia per “tranquillizzare” i contribuenti potenzialmente interessati dal differimento. Il problema principale era rappresentato, infatti, dalla concomitanza con l’acconto Imu che, nonostante il congelamento sull’abitazione principale deciso dal Dl 53/2013, riguarda quasi 30 milioni di immobili, tra cui quelli utilizzati nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Del resto, era proprio questo uno dei problemi per cui professionisti e associazioni di categoria avevano avviato un pressing sul ministero dell’Economia per sottolineare la difficoltà di gestire contemporaneamente i due adempimenti e per chiedere un differimento dei termini di pagamento per Irpef e Irap. Un appello che è stato ripreso dall’interrogazione del deputato Pdl, Maurizio Bernardo, a cui il Mef aveva appunto risposto lo scorso 30 maggio.

Gli interessati. Il differimento, quindi, interesserà i contribuenti (persone fisiche e non) che svolgono attività d’impresa o professionali “coperte” dagli studi di settore, indipendentemente dall’esistenza di cause di esclusione e inapplicabilità, e che dichiarano ricavi o compensi non superiore al limite, attualmente di poco superiore ai 5 milioni di euro.
Ma entrano anche i nuovi minimi che, invece, non sono soggetti al calcolo di Gerico. Un numero di tutto rispetto se si pensa che l’opzione per il nuovo regime con tasse al 5% (e senza Iva e Irap) è stata esercitata da 147mila contribuenti che hanno aperto la partita Iva nel 2012. A questi si aggiungono i soggetti in possesso dei requisiti che sono riusciti a transitare dal vecchio al nuovo regime ridefinito dal primo decreto anti-crisi dell’estate 2011 (il Dl 98) con requisiti più restrittivi e finalizzati ad agevolare soprattutto l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità.

Le altre imposte. Il decreto di proroga «in corso di pubblicazione» sposta, così, per i soggetti interessati le scadenze di versamento per Irpef/Ires e Irap dal 17 giugno al prossimo 8 luglio: entro questa data si pagherà senza alcuna maggiorazione. Poi dal 9 luglio al 20 agosto si potrà pagare con l’applicazione dello 0,40% in più.
Sempre per i contribuenti interessati la proroga «copre» anche i versamenti relativi alla cedolare secca sugli affitti ma anche le imposte sui patrimoni detenuti all’estero, vale a dire l’Ivie per quanto riguarda le proprietà immobiliari e l’Ivafe che si applica, invece, alle attività finanziarie in territorio straniero.

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