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Modello Unico 2015: familiari a carico e contribuenti Schumacker

Modello Unico 2015: familiari a carico e contribuenti Schumacker
Le regole per la compilazione del prospetto dei familiari a carico nel modello UNICO PF 2015 sono le stesse già in uso per il modello dell’anno scorso, ad eccezione di una novità prevista con riferimento ai figli a carico residenti all’estero per i quali, da quest’anno, è prevista l’indicazione del codice fiscale

Il prospetto dei familiari a carico deve essere compilato da tutti i contribuenti che intendono usufruire delle detrazioni per i familiari a carico relativamente al 2014 (anche se non sono intervenute variazioni rispetto all’anno precedente) e dai contribuenti coniugati, i quali sono comunque obbligati ad indicare il codice fiscale del coniuge anche nel caso in cui non risulti fiscalmente a carico.
Le regole per la sua compilazione all’interno del modello UNICO 2015 PF seguono le medesime previste per la compilazione del quadro dell’anno precedente ad eccezione di una novità prevista con riferimento ai figli a carico residenti all’estero per i quali, da quest’anno, è prevista l’indicazione del codice fiscale, come già avviene per i figli residenti in Italia. È stata quindi conseguentemente adattata la struttura del quadro, con l’eliminazione della Colonna 8 (n.d.r. la Colonna 9 ha mantenuto comunque la medesima numerazione).
Per quanto riguarda la quantificazione delle detrazioni, il riferimento è all’art. 12 TUIR, rubricato “detrazioni per carichi di famiglia” che distingue le detrazioni per:

  1. coniuge;
  2. figlio a carico (con un incremento per i figli di età inferiore ai 3 anni);
  3. altro familiare a carico;
  4. detrazioni per famiglie numerose.

Il meccanismo di computo della detrazione, nei primi 3 casi, prevede una detrazione c.d. “teorica”, di cui possono godere i contribuenti con un reddito determinato, pari ad una determinata soglia. Negli altri casi la detrazione teorica deve essere rapportata al reddito complessivo del contribuente. Le detrazioni dovranno, inoltre, essere necessariamente parametrate al numero di mesi a carico (colonna 5) ed alla percentuale spettante (colonna 7) indicati nel prospetto.
Per quanto riguarda la detrazione per famiglie numerose si tratta, invece, di una somma fissa riconosciuta, in aggiunta alle detrazioni ordinarie, alle famiglie con almeno 4 figli a carico che può anche essere riconosciuta, sotto forma di credito, nel caso di imposta dovuta inferiore alla detrazione.

Ripartizione della detrazione tra i genitori
Per quanto riguarda la detrazione per figli a carico, i genitori non possono ripartirla liberamente tra loro in base alla convenienza economica, ma dovranno suddividerla nella misura del 50% ciascuno, salvo diverso accordo per attribuire l’intera detrazione a quello dei due che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di coniuge fiscalmente a carico dell’altro, la detrazione per i figli compete a quest’ultimo per l’intero importo.
La predetta intesa non è obbligatoria e può intervenire solo nel caso in cui un genitore, non avendo la possibilità di usufruire della detrazione per limiti dell’imposta dovuta, comunichi all’altro la volontà di attribuire la detrazione per l’intera quota.
Per i genitori legalmente ed effettivamente separati ovvero in caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta interamente al genitore cui è stato affidato il figlio o nella misura del 50% ad ogni genitore in caso di affidamento congiunto o condiviso. È comunque fatta salva la possibilità di un diverso accordo, finalizzato a ripartire la detrazione nella misura del 50% ovvero ad attribuire l’intera detrazione al genitore che ha il reddito più elevato.
In caso di imposta incapiente del genitore che ha diritto alla detrazione, è possibile devolvere in favore dell’altro genitore la detrazione non fruita per incapienza (anche parziale) dell’imposta e quest’ultimo, salvo diverso accordo, è tenuto a riversare al genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione o, in caso di affidamento congiunto, un importo pari al 50% della detrazione stessa. Al verificarsi di tale condizione, la rinuncia da parte del genitore con imposta incapiente a fruire della detrazione spettante in favore dell’altro, non opera automaticamente ma deve essere portata a conoscenza dell’altro genitore e presuppone un’intesa tra i genitori i quali devono rendere reciprocamente note le rispettive condizioni reddituali.

Non residenti Schumacker
Seppure non riguardi il prospetto dei familiari a carico, ma trovi indicazione nel frontespizio, un argomento strettamente correlato alle detrazioni per familiari a carico è la novità, introdotta a partire dal periodo d’imposta 2014, riguardante l’estensione di detrazioni e deduzioni IRPEF per le persone fisiche non residenti fiscalmente in Italia.
A tale norma si è giunti a seguito di una procedura d’infrazione aperta dalla Commissione Europea che ha obbligato l’Italia ad adottare disposizioni volte ad adeguare la normativa italiana agli obblighi imposti dall’Unione e consentire ai cittadini europei di usufruire delle medesime agevolazioni previste per i residenti, in specifiche circostanze.

L’agevolazione prende il nome dal cittadino belga che ha promosso la causa di fronte alla Corte di Giustizia europea: il sig. Schumacker viveva in Belgio con la moglie ed i figli, e per un certo periodo di tempo aveva svolto un’attività lavorativa subordinata in Germania, pur mantenendo la residenza in Belgio. La sig.ra Schumacker non lavorava, per cui lo stipendio del marito costituiva la totalità del reddito familiare. Per effetto delle disposizioni tributarie tedesche nei confronti dei non residenti, l’imposta sulla retribuzione si considerava definitivamente assolta con la trattenuta alla fonte effettuata ogni mese dal datore di lavoro. La Corte sancì l’incompatibilità con il diritto comunitario del differente trattamento, a fini fiscali, dei non residenti rispetto ai residenti, in presenza di circostanze concrete, idonee a rendere di fatto comparabili le due situazioni. Da allora gli Stati membri devono promuovere iniziative volte ad agevolare la libera circolazione dei lavoratori, quali riconoscere, ad esempio, ai cittadini europei le medesime agevolazioni previste per i residenti.

Allo scopo, quindi, è stata inserita l’apposita casella nella sezione “Residente all’estero” all’interno del frontespizio.
Le condizioni in base alle quali anche ai soggetti non residenti sia consentito di usufruire di tutte le deduzioni e detrazioni previste per i soggetti residenti, sono:

  • soggetti fiscalmente residenti nell’UE oppure in uno Stato SEE che assicuri un adeguato scambio di informazioni;
  • i soggetti non residenti producano almeno il 75% del proprio reddito complessivo in Italia;
  • gli stessi non devono godere di analoghe agevolazioni fiscali nello Stato di residenza.

Tra le agevolazioni previste per tale tipologia di contribuenti risulta la possibilità di avvalersi, nel rispetto degli ulteriori presupposti previsti dalla legge, del regime agevolato c.d. dei contribuenti minimi (ora denominato regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) di cui al’art. 1, comma 98 e ss. legge n. 244/2007 (come modificato dall’art. 27, D.L. n. 98/2011).

Soggetti residenti all’estero, anche iscritti all’Aire
Trattando di soggetti non residenti si rammenta, inoltre, che anche con riferimento all’anno 2014 è stato esteso il diritto per i residenti all’estero di richiedere le detrazioni per carichi familiari (art. 9, comma 15-quater, lettera a, D.L. n. 150/2013). Pertanto, ai soggetti non residenti in Italia, le detrazioni per carichi di famiglia spettano anche per l’anno 2014, a condizione:

  • che gli stessi dimostrino, con idonea documentazione, che le persone alle quali tali detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, al limite di 2.840,51 euro, compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato;
  • di non godere, nel Paese di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

La richiesta di detrazione, per gli anni successivi a quello di prima presentazione della suddetta documentazione, deve essere accompagnata:

  • da una dichiarazione che confermi il perdurare della situazione certificata;
  • da una nuova documentazione, qualora i dati certificati debbano essere aggiornati.

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