Lavoro

Modello CUD: che cosa è, cosa contiene e la mancata consegna

Modello CUD: che cosa è, cosa contiene e la mancata consegna
Il modello CUD, consegnato dal sostituto d’imposta entro il 28 febbraio di ogni anno, certifica i redditi percepiti soggetti a tassazione Irpef, il TFR maturato, i contributi previdenziali ed assistenziali

Il modello CUD è la certificazione unica dei redditi dell’anno precedente (es. CUD 2014 relativo ai redditi dell’anno 2013) e viene consegnata dai datori di lavoro o enti pubblici o privati ai propri dipendenti (o ai percettori di redditi assimilati a quello dipendente, art. 50 del TUIR), dall’ente pensionistico ai propri pensionati, entro il 28 febbraio di ogni anno (con l’anno bisestile la consegna è entro il 29) o entro 12 giorni dalla richiesta in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Formato cartaceo ma anche via email. Il modello può essere rilasciato in forma cartacea, in duplice copia, e firmato dal datore di lavoro. Può essere altresì rilasciato in formato elettronico (come ad esempio via email, comunicata dal dipendente), a patto che il datore si accerti che il destinatario abbia gli strumenti necessari per ricevere e, soprattutto, stampare il modello CUD per utilizzarlo per i successivi adempimenti quali la eventuale comunicazione della scelta dell’8 per mille o della scelta del 5 per mille, la eventuale presentazione della dichiarazione dei redditi utilizzando il modello 730 o il modello Unico.

Modello Cud dell’Inps per i pensionati. Si fa presente che a decorrere dall’anno 2013, gli enti previdenziali rendono disponibile la certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e di pensione e assimilati (CUD) in modalità telematica. È facoltà del cittadino richiedere la trasmissione del CUD in forma cartacea.
Il datore di lavoro (o l’ente pubblico, privato o pensionistico) agisce in qualità di sostituto di imposta ed, in riferimento al reddito percepito dal dipendente (o assimilato al dipendente o pensionato), applica l’imposizione fiscale prevista dal TUIR (Testo Unico delle imposte sui Redditi, D.P.R. n. 917/86), trattenendo l’imposta Irpef sia mensilmente nelle buste paga emesse durante l’anno, sia normalmente in sede di conguaglio fiscale di fine anno nell’ultima busta paga emessa nell’anno (dicembre o l’ultimo mese del rapporto). Inoltre il datore di lavoro, sempre mensilmente ed in busta paga, trattiene anche la contribuzione previdenziale a carico del lavoratore (es. contributi Inps) e la versa all’ente previdenziale con il modello F24. E leggendo il CUD è possibile controllare il suo operato.

Cosa contiene il modello CUD

Il modello CUD è quindi un riepilogativo dell’operato del sostituto imposta e certifica per ogni anno i dati fiscali del dipendente, cioè le ritenute Irpef, le addizionali regionale e comunale e le detrazioni operate dal sostituto di imposta. Certifica il TFR accantonato ed aggiornato con il calcolo dell’anno. Ed infine certifica i dati previdenziali ed assistenziali del dipendente cioè l’imponibile previdenziale ed i contributi previdenziali versati dal datore di lavoro, compreso quelli a carico del dipendente trattenuti in busta paga.

Esonero dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate di 730 o Unico

Il dipendente (o assimilato al dipendente o pensionato) che nell’anno ha percepito soltanto i redditi riportati nel CUD consegnato, è esonerato dalla presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico), a condizione che il datore di lavoro abbia eseguito correttamente il conguaglio delle imposte a fine anno.

Poi vi sono gli esoneri legati al limite di reddito indicato nel CUD. E’ esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Unico) anche il contribuente che ha un reddito di lavoro dipendente o assimilato, più le altre tipologie di reddito, inferiore ad € 8.000 derivante da un periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni. Analogamente, per i pensionati invece il limite è di € 7.500 (elevato a € 7.750 nel caso di una età superiore a 75 anni).

Gli altri casi di esonero, non legati alla ricezione del modello CUD, riguardano i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro (es. redditi da attività di lavoro autonomo occasionale) nel limite di € 4.800, i compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche nel limite di € 28.158,28.

Sono infine esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (730 o Unico), i contribuenti percettori di redditi esenti (es. rendite Inail per invalidità permanente), redditi soggetti ad imposta sostitutiva (es. interessi sui BOT) ed a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (es. interessi su c/c bancario o postale).

Mancata consegna del modello CUD

Nell’ipotesi in cui si ravvisi la mancata emissione della certificazione oppure siano evidenti errori nelle certificazioni emesse (come precisato dal Ministero delle Finanze nella circolare 25 gennaio 1999, n. 23) l’art. 11, comma 1, lett. a), D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, prevede l’applicazione di una sanzione compresa tra euro 258,23 ed euro 2.065,83. In linea teorica tale sanzione dovrebbe essere applicata anche nel caso in cui la certificazione sia consegnata agli interessati decorso il termine previsto dall’art. 4 del D.P.R. n. 322/1998. Nel caso di ritardo nella consegna dovrebbe, tuttavia, trovare applicazione l’esimente prevista dall’art. 6, comma 5-bis del D.Lgs. n. 18 dicembre 1997, n. 472 che sancisce la non applicazione di sanzioni in caso di violazioni meramente formali che non incidono:

  • né sulla determinazione dell’imponibile o dell’imposta;
  • né sull’attività di accertamento.

Il ritardo nell’emissione della certificazione dovrebbe, quindi, ricadere nell’ipotesi di non punibilità, in quanto lo stesso sembra integrare le condizioni richieste dalla disposizione appena citata. A sostegno di questa tesi si ricorda che il Ministero delle Finanze, nella circolare 3 agosto 2001, n. 77/E, ha sottolineato che la causa di non punibilità di cui al comma 5-bis, art. 6, D.Lgs. n. 472/1997 può essere applicata in relazione ad omissioni che prevedono sanzioni in misura fissa, non legate, cioè, all’ammontare del tributo. Inoltre, sempre nella circolare citata, è stato precisato che “violazioni potenzialmente idonee ad incidere negativamente sull’attività di controllo, come ad esempio le irregolarità formali relative al contenuto delle dichiarazioni di cui all’articolo 8, comma 1, del D.Lgs. n. 471 del 1997, non siano punibili, essendo risultato in concreto che le stesse, anche per effetto dell’eventuale regolarizzazione delle medesime, non abbiano ostacolato l’azione dell’Ufficio”.
La ritardata consegna delle certificazioni non dovrebbe, quindi, essere sanzionata nell’ipotesi in cui il contribuente adempia spontaneamente alla prescrizione normativa, anche successivamente al termine previsto dalla legge.

Essendo la certificazione CUD un documento necessario anche per la presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno, nel caso vi sia un notevole ritardo, è consigliabile spedire una raccomandata al datore di lavoro per richiedere la consegna del modello CUD facendo presente che nel caso la richiesta non sia evasa, si provvederà a denunciare la violazione all’Agenzia delle Entrate competente territorialmente.

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