Fisco

Modello 770 e spesometro: in arrivo la segnalazione delle anomalie

Modello 770 e spesometro: in arrivo la segnalazione delle anomalie
L’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità con cui il Fisco metterà a disposizione dei contribuenti le informazioni derivanti dal confronto dei dati dichiarati con quelli trasmessi dai clienti nelle comunicazioni di cui all’art. 21, D.L. n. 78/2010 (spesometro). Allo stesso modo verranno segnalate eventuali anomalie presenti nella dichiarazione dei redditi relative alla corretta indicazione dei compensi certificati dai sostituti d’imposta per redditi di lavoro autonomo

L’art. 1, commi 634-636, della legge di Stabilità 2015 ha introdotto una specifica forma di collaborazione tra contribuente e Agenzia delle Entrate, strumentale all’assolvimento degli obblighi tributari e all’emersione spontanea delle basi imponibili.

Più precisamente, la legge di Stabilità ha disposto che l’Agenzia metta a disposizione del contribuente o del suo intermediario “gli elementi e le informazioni in suo possesso riferibili allo stesso contribuente, acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi e compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione”, nonché relativi a deduzioni/detrazioni d’imposta. Il contribuente può segnalare eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.

A tal fine, con il provvedimento n. 83317 del 17 giugno 2015, l’Agenzia delle Entrate aveva definito l’elenco dei dati a disposizione dei contribuenti soggetti agli studi di settore, specificando le modalità di dialogo preventivo con il Fisco.

Il provvedimento n. 9464 del 13 luglio 2015, invece, fissa le modalità con le quali sono messi a disposizione dei contribuenti e della Guardia di Finanza le informazioni derivanti dal confronto con i dati comunicati dai clienti del contribuente all’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 21, D.L. n. 78/2010 (spesometro).

Le segnalazioni sul modello 770
Soffermando l’attenzione alle sole segnalazioni riguardanti il modello 770, nel provvedimento viene disposto che l’Agenzia metterà a disposizione informazioni riguardanti possibili anomalie, presenti nelle dichiarazioni dei redditi, relative alla corretta indicazione dei compensi certificati dai sostituti d’imposta nei modelli 770, quadroComunicazione dati certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”, con causale A (prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale) ovvero causale M (prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente).
In pratica, verranno segnalate eventuali anomalie che emergono dall’incrocio dei dati presenti nel modello 770 con quelli dichiarati dal contribuente nella propria dichiarazione (ad esempio, presenza nel modello 770 del sostituto Y di un compenso per lavoro autonomo corrisposto al contribuente X che non risulta dichiarato nel suo modello Unico).
I dati contenuti nella comunicazione saranno i seguenti:

  • codice fiscale e cognome e nome del contribuente;
  • numero identificativo della comunicazione;
  • dati identificativi dei sostituti e dei rispettivi modelli 770 (protocollo e data di invio della dichiarazione);
  • modello, protocollo identificativo e data di invio della dichiarazione per il periodo d’imposta 2011, nella quale i compensi risultano parzialmente o totalmente omessi;
  • ammontare lordo dei compensi, distinti per singolo sostituto, che risultano essere stati percepiti dal contribuente in base a quanto indicato dai committenti nei modelli 770, quadro “Comunicazione dati certificazione lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi”, con causale A (prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale) o M (prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente); somme non soggette a ritenuta; ammontare dei compensi imponibili e ritenute effettuate a titolo di acconto.

La comunicazione sarà recapitata al contribuente mediante posta elettronica certificata (PEC) se questa è stata attivata oppure, per posta ordinaria, nei casi di indirizzo PEC non attivo o non registrato nel pubblico elenco denominato Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC), istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Cosa può fare il contribuente
Il contribuente che si vede recapitata una segnalazione di anomalia può adottare diversi comportamenti, e cioè:

  • avviare il contraddittorio;
  • sanare l’inadempimento.

Contraddittorio
Per prima cosa, il contribuente, se ritiene che l’anomalia segnalata sia in qualche modo infondata, anche mediante gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, può richiedere informazioni ovvero segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.
Le modalità per inviare tali informazioni sono spiegate nelle comunicazioni ricevute.
Si instaura, quindi, un contraddittorio che, se va a buon fine, può portare alla sistemazione della posizione “anomala”.

Regolarizzazione
La seconda possibilità, da mettere in atto se l’anomalia è fondata, è quella di ricorrere al ravvedimento operoso per sanare la propria posizione.
A tale proposito, si ricorda che a seguito delle modifiche all’istituto del ravvedimento introdotte con la legge di Stabilità 2015, dal 1° gennaio è stato eliminato il vecchio limite che precludeva il suo utilizzo se la violazione era stata già constatata e comunque erano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati, avevano avuto formale conoscenza.
Pertanto, ora ci si può ravvedere in qualsiasi momento, a meno che non sia stato notificato un atto di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni “automatiche” di controllo delle dichiarazioni emesse ai sensi degli articoli 36-bis, 36-ter del D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis del D.P.R. n. 633/1972.
Il fine delle nuove comunicazioni, dunque, è proprio quello di spingere i contribuenti a ravvedersi.

Venendo al caso concreto, se il contribuente ad esempio non ha dichiarato, in UNICO 2012 (periodo d’imposta 2011), un reddito di lavoro autonomo che, invece, risulta dal modello 770/2012 e riceve una segnalazione di anomalia può ricorrere al ravvedimento operoso.
In questo caso ci si trova di fronte ad una dichiarazione infedele che è punita con la sanzione amministrativa dal 100% al 200% della maggiore imposta e/o della differenza del credito.
E’ comunque possibile presentare una dichiarazione integrativa entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.
Inoltre, se la dichiarazione integrativa contiene un maggior reddito, ci potrebbe essere anche una maggiore imposta da versare: per questo tipo di violazione, la sanzione prevista è pari al 30% dell’imposta non versata.
Però, nel caso in questione trovano applicazione le nuove norme sul ravvedimento: più precisamente la nuova lettera b-ter) dell’art. 13, D.Lgs. n. 472/1997 secondo cui è possibile fruire della riduzione delle sanzioni ad 1/6 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore.

In definitiva, dopo aver ricevuto l’alert da parte dell’Agenzia, se opta per il ravvedimento, il contribuente sana la propria posizione con il Fisco evitando, quindi, di andare incontro ad un avviso di accertamento.

Agenzia delle Entrate – Prot. N. 94624/2015

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *