Lavoro

Mobilità: per i giovani patto senza facoltà di recesso

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Con la circolare 128, l’Inps ha fornito anche alcune precisazioni riguardanti l’assunzione di apprendisti dalle liste di mobilità. Se il lavoratore ha meno di 29 anni, l’istituto ha chiarito che qualora sia possibile instaurare una delle tre forme tipiche di apprendistato, la nuova disciplina introdotta dall’articolo 7 del Testo unico si applicherà solo se le parti inseriranno nel contratto di lavoro una clausola con cui rinunciano alla facoltà di recesso al termine del periodo di formazione; in caso contrario, la regolamentazione applicabile sarà quella ordinaria.
Va da sé che per i lavoratori che hanno più di 29 anni e sono iscritti nelle liste di mobilità questo aspetto non rileva, in quanto essi non possono essere assunti con contratto di apprendistato classico. Sul punto si ricorda che per gli apprendisti assunti dalle liste di mobilità, i datori di lavoro versano per 18 mesi, la contribuzione nella misura del 10% (ferma la quota del lavoratore) e, ove spettante, possono richiedere il 50% dell’indennità di mobilità che sarebbe ancora dovuta al lavoratore se non fosse stato assunto. Resta fermo il necessario rispetto delle leggi, dei contratti nazionali e trovano applicazione i principi di fruizione previsti dall’articolo 4 della legge 92/2012.
In realtà la circolare 128/2012 ingloba tutte le modifiche che la riforma del mercato del lavoro ha apportato alla regolamentazione del contratto di apprendistato, a cominciare dalla previsione legislativa di una durata minima di 6 mesi del contratto formativo che, tuttavia, non è applicabile alle attività svolte in cicli stagionali.
Nella circolare ci si sofferma, tra l’altro, anche sulla clausola di stabilizzazione. Si tratta dell’obbligo di mantenere in servizio una parte di apprendisti quale condizione per poter procedere a nuove assunzioni in apprendistato. La legge 92/2012 ha introdotto una percentuale di stabilizzazione legale obbligatoria del 50% a carico delle sole aziende che occupano più di 9 lavoratori. La disposizione è entrata in vigore il 18 luglio, prevedendo un temporanea diminuzione della percentuale al 30% per i primi 36 mesi di applicazione. Analogamente una percentuale di stabilizzazione (contrattuale) potrebbe essere prevista dai Ccnl. L’Inps ricorda che per le aziende sino a 9 unità vale la clausola di stabilizzazione contrattuale, mentre in quelle più grandi si applica solo quella legale del 30% (anche in presenza di un Ccnl che ha regolamentato in materia) e che si passerà alla percentuale piena (50%) a decorrere dal 18 luglio 2015.

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