Lavoro

Ministero del lavoro: chiarimenti in materia di ricorso al lavoro intermittente

Il Ministero fornisce chiarimenti sull’utilizzo del lavoro intermittente in particolari settori come stand presso fiere, congressi, manifestazioni e spettacoli
Il Ministero fornisce chiarimenti sull’utilizzo del lavoro intermittente in particolari settori come stand presso fiere, congressi, manifestazioni e spettacoli

Con l’interpello n. 7 del 30 gennaio 2014, il Ministero del Lavoro ha chiarito che l’attività di addetto all’installazione di addobbi palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni e spettacoli non rientra tra i lavori discontinui per i quali non vigono i limiti di età previsti nel lavoro intermittente (vietato nella fascia di età tra i 25 anni e i 45 anni). In secondo quesito, il Ministero conferma che anche le attività di autista soccorritore e soccorritore di ambulanza non rientrano nel Regio Decreto n. 2657 del 1923 che riguarda le occupazioni a carattere discontinuo, escluse dai limiti introdotti per il lavoro a chiamata. In sostanza, per queste attività, il ricorso al lavoro a chiamata deve rispettare i requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dal Decreto Legislativo n. 276 del 2003.

L’oggetto dell’istanza di interpello riguarda il lavoro intermittente e la possibilità di ricorso a tale tipologia contrattuale in maniera sostanzialmente libera per le attività del Regio Decreto n. 2657 del 1923 recante la tabella indicante le occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo o di semplice attesa o custodia, alle quali non è applicabile la limitazione dell’orario. I settori specifici oggetto di chiarimenti riguardano le seguenti figure professionali: addetto all’installazione di addobbi palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni e/o spettacoli, autista soccorritore e soccorritore di autoambulanza.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha avanzato istanza di interpello per avere chiarimenti dalla Direzione generale del Ministero del Lavoro in merito al possibile utilizzo della tipologia contrattuale del lavoro intermittente in relazione “alla figura di addetto all’attività di installazione, allestimento e addobbi palchi, stand presso fiere, congressi, manifestazioni e/o spettacoli con utilizzo di apposite apparecchiature fornite dal datore di lavoro”, operando un rinvio alle categorie professionali contemplate al n. 43 e/o al n. 46 della tabella allegata al R.D. n. 2657/1923.

Inoltre, sulla possibilità di instaurare rapporti di lavoro intermittente con riferimento alle attività svolte dagli autisti soccorritori e soccorritori di autoambulanza, mediante l’equiparazione di tali figure alla categoria del “personale addetto ai servizi igienici sanitari” nei “posti di pubblica assistenza”, menzionata al punto n. 21 della tabella, sempre del R.D. n. 2657 del 1923.

Questo Regio Decreto, che indica le attività a carattere discontinuo, è preso a riferimento dalla normativa sul lavoro intermittente tra le ipotesi in cui la stipulazione di contratti di lavoro intermittente è libera, in mancanza delle causali di carattere oggettivo o soggettivo di cui agli artt. 34 e 40, D.Lgs. n. 276/2003.

Il Ministero, nell’interpello n. 7 del 30 gennaio 2014, risponde sugli addetti all’installazione disponendo che in via preliminare, occorre verificare se le figure degli addetti all’installazione di addobbi, palchi o stand prospettate dall’istante possano essere ricondotte nell’ambito delle categorie declinate ai nn. 43 e 46 della tabella allegata al R.D. n. 2657/1923, recante l’elenco delle attività a carattere discontinuo con riferimento alle quali è consentita la stipulazione di contratti di lavoro intermittente, in mancanza delle causali di carattere oggettivo o soggettivo di cui agli artt. 34 e 40, D.Lgs. n. 276/2003.

Nello specifico, il n. 43 contempla le attività espletate da “operai addetti agli spettacoli teatrali, cinematografici e televisivi”, mentre il n. 46 si riferisce alle figure degli “operai addobbatori o apparatori per cerimonie civili o religiose”.

Sulla base di tali definizione, non sembra possibile operare una equiparazione tra le categorie professionali in questione e quelle indicate ai nn. 43 – 46 del R.D., laddove il prestatore risulti incaricato all’installazione/smontaggio/allestimento di palchi, stand o strutture di ingegneria civile in occasione di concerti, spettacoli, fiere, congressi e manifestazioni sportive, in quanto attività esclusivamente prodromiche ovvero successive, seppur funzionalmente connesse, all’evento e allo spettacolo.

Resta ferma la possibilità di instaurare un rapporto di lavoro di natura intermittente anche per tali attività laddove il lavoratore sia in possesso dei requisiti anagrafici di cui all’art. 34 citato o qualora ciò sia previsto dalla contrattazione collettiva.

I requisiti anagrafici soggettivi citati dal Ministero nell’interpello riguardano uno dei nuovi casi introdotti dalla Riforma Fornero, ossia che è ammessa la sottoscrizione di un contratto di lavoro intermittente “con soggetti con più di 55 anni di età e con soggetti con meno di 24 anni di età, fermo restando in tale caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età”.

Il settore dello spettacolo senza vincolo di 400 giornate triennali. Il Ministero, nell’interpello, fa un’importante precisazione. Riguardo al settore dello spettacolo, si ricorda inoltre che, per espressa previsione normativa, non trova applicazione il vincolo delle quattrocento giornate di effettivo lavoro nel corso di tre anni solari di cui all’art. 34, comma 2-bis, D.Lgs. citato, introdotto dal D.L. n. 76/2013. Le 400 giornate di lavoro intermittente nel triennio, infatti, è un altro dei limiti introdotti al lavoro a chiamata.

Il Ministero fa poi un richiamo alla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro, dopo gli eventi tragici avvenuti nel settore con alcune morti. Si ritiene opportuno, altresì, richiamare l’attenzione in ordine al fondamentale ruolo che assume, per le categorie professionali in argomento, la disciplina prevenzionistica in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare riferimento agli obblighi di formazione ed informazione dei lavoratori, in considerazione degli elevati rischi di infortunio e delle problematicità organizzative connesse alla gestione degli appalti riscontrabili nel settore.

La risposta al quesito sui soccorritori. In risposta al secondo quesito, non sembra possibile altresì ricomprendere le figure degli autisti soccorritori e soccorritori di autoambulanza nell’ambito della categoria del “personale addetto ai servizi igienici sanitari” nei “posti di pubblica assistenza” di cui al punto n. 21 della tabella citata. La terminologia utilizzata evidenzia, infatti, che le relative attività si riferiscono solo a servizi igienici sanitari e non di pronto soccorso, resi all’interno di strutture di pubblica assistenza.

Resta ferma, anche in tal caso, la possibilità di instaurare rapporti di lavoro intermittente nella misura in cui il lavoratore sia in possesso dei requisiti anagrafici o oggettivi previsti dal contratto collettivo, nazionale o territoriale, di riferimento. Che sono sempre i limiti di età di 25 anni e 45 anni, soprattutto.

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