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Mini-IMU, nessuna soglia minima per la riscossione coattiva

Mini-IMU, nessuna soglia minima per la riscossione coattiva
Per il versamento della mini-IMU trovano applicazione le regole ordinarie previste dalla legge n. 289/2002, con conseguente insussistenza dell’obbligo di pagamento in presenza di importi a debito inferiori a 12 euro e salvo diversa indicazione prevista con regolamento comunale. Nessun importo minimo è invece previsto per la riscossione coattiva del tributo

Per il versamento della mini-IMU trovano applicazione le regole ordinarie previste dalla legge n. 289/2002, con conseguente insussistenza dell’obbligo di pagamento in presenza di importi a debito inferiori a 12 euro e salvo diversa indicazione prevista con regolamento comunale. Nessun importo minimo è invece previsto per la riscossione coattiva del tributo.

Lo si evince dalle risposte rese dal Dipartimento delle Finanze. Il documento replica ad una serie di domande formulate per la corretta applicazione della mini-IMU prevista dall’art. 1, D.L. n. 133/2013, il cui termine di versamento è stato rinviato al 24 gennaio 2014 dalla legge di Stabilità.

L’obbligo interessa i contribuenti titolari di abitazioni principali situate nei comuni che abbiano deliberato nell’ultimo biennio un’aliquota IMU superiore a quella base stabilita dalla legge statale (pari al 4 per mille). Questi ultimi sono infatti chiamati ad effettuare un versamento pari al 40% della differenza fra l’imposta calcolata secondo le regole effettive, decise dall’amministrazione comunale, e quella determinata in base ai parametri standard.

In primo luogo il Dipartimento delle finanze precisa che per il versamento non è prevista l’istituzione di un codice tributo specifico, con conseguente obbligo di utilizzo dei codici esistenti (ad esempio, 3912 per le abitazioni principali e 3914 per i terreni agricoli).

Per l’individuazione della soglia minima, al di sotto della quale non è dovuto alcun versamento, il documento richiama le regole ordinarie previste in materia di autoliquidazione delle imposte, con conseguente insussistenza dell’obbligo in presenza di importi a debito inferiori a 12 euro (così come stabilito dall’art. 25, legge n. 289/2002), ovvero al minore importo stabilito dalla delibera del comune in cui è ubicato l’immobile, ai sensi dell’art. 168, legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007).

Tale soglia deve intendersi riferita all’imposta complessivamente dovuta con riferimento a tutti gli immobili situati nello stesso comune, così come già chiarito dal Dipartimento delle Finanze nella circolare n. 3/DF/2012.

Tra gli interrogativi fugati nel documento figurano anche quelli relativi all’esistenza di un limite minimo per la riscossione coattiva del tributo. In particolare, era richiesta conferma circa l’eventuale applicabilità del limite di 16,53 euro previsto dall’art. 1, D.P.R. n. 129/1999. L’importo in questione – spiega il MEF – scaturisce da una disposizione superata dal decreto sulle semplificazioni fiscali (D.L. n. 16/2012) e, pertanto, deve ritenersi che le novità introdotte dalla legge di Stabilità 2014 non abbiano l’effetto di far “rivivere” tale disposizione.

Con le modifiche introdotte dall’art. 1, comma 736, della legge di Stabilità 2014, infatti, si prevede che – a decorrere dal 1° gennaio 2014 – non si procede all’accertamento, all’iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai soli tributi erariali e regionali, qualora l’ammontare dovuto (comprensivo di sanzioni e interessi) non sia superiore, per ciascun credito, a 30 euro con riferimento a ciascun periodo d’imposta, venendo pertanto meno il precedente riferimento anche ai tributi “locali”.

Conseguentemente, essendo venuto a mancare il limite di 30 euro fissato dal D.L. n. 16/2012, deve concludersi che non esiste per i tributi locali un importo minimo per la riscossione coattiva, fatto salvo, ovviamente, il rispetto del limite minimo di 12 euro per i versamenti in autoliquidazione.

Venendo alle modalità di compilazione del modello F24, il Dipartimento delle Finanze precisa che nella sezione “IMU e altri tributi locali” dovrà essere barrata la sola casella relativa al saldo. Il capo “rateazione”, invece, deve essere compilato con il valore “0101” per i pagamenti relativi all’abitazione principale (da effettuare con il codice tributo 3912). Nelle restanti ipotesi, invece, il campo deve essere lasciato in bianco.

Nella casella relativa alle detrazioni dovrà poi essere indicato l’importo effettivo della detrazione 2013, eventualmente aumentata dal comune, inclusa quella aggiuntiva pari a 50 euro per figlio convivente di età non superiore a 26 anni (fino a un importo massimo di 400 euro). Deve essere infine regolarmente compilata la casella relativa al numero degli immobili.

Ad ogni modo, stante le obiettive condizioni di incertezza che continuano a caratterizzare l’adempimento in questione a meno di due settimane dalla relativa scadenza, il Dipartimento delle Finanze richiama la disposizione contenuta nell’art. 1, comma 728, della legge di Stabilità 2013, ove è previsto che, in caso di insufficiente versamento della seconda rata IMU 2013, la differenza può essere corrisposta entro il 16 giugno 2014senza sanzioni e interessi.

Regole ad hoc per i versamenti da parte delle forze armate e sui terreni agricoli. Il documento di prassi si sofferma poi sulle modalità di calcolo della mini-IMU dovuta sugli immobili appartenenti al personale in servizio alle forze armate e sui terreni agricoli posseduti da soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, ma condotti da questi ultimi.

Immobili appartenenti al personale in servizio alle forze armate

Per quanto riguarda gli immobili detenuti dal personale delle forze armate e dagli altri soggetti di cui all’art. 2, comma 5, D.L. n. 102/2013, l’importo della prima rata era stato corrisposto sulla base del 50% dell’importo pagato nel 2012. Pertanto, la seconda rata non risulta dovuta, in virtù dell’equiparazione di tali immobili all’abitazione principale con decorrenza 1° luglio 2013.

L’eventuale mini-IMU dovrà quindi essere calcolata solo sulla differenza tra l’IMU conteggiata con aliquote e detrazioni del 2013 rapportata al secondo semestre dell’anno e l’IMU calcolata con aliquote e detrazioni di base, corrispondente al medesimo semestre. In caso di variazione delle aliquote per l’anno 2013, occorre inoltre versare l’eventuale conguaglio sulla prima rata.

Terreni agricoli

Con riferimento ai terreni agricoli non posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP, infine, il documento precisa che il relativo versamento non può essere considerato come “mini-IMU”, trattandosi in questo caso dell’ordinario versamento concernente la seconda rata e il saldo della prima. Per tali immobili, infatti, la prima rata 2013 era stata sospesa prescindendo dalla titolarità degli stessi, salvo poi il restringimento del novero dell’esenzione.

In questa fattispecie, pertanto, per il calcolo dell’IMU 2013 occorrerà calcolare la differenza tra l’imposta annuale 2013 e la prima rata non versata (pari al 50% dell’importo pagato nel 2012).

Dipartimento delle Finanze – FAQ Mini-IMU

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