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Mini-IMU: alla cassa entro il 24 gennaio

Mini-IMU: alla cassa entro il 24 gennaio
Nessun ripensamento del Governo sull’obbligo di pagamento della mini-IMU, che andrà pertanto versata entro il prossimo 24 gennaio

Nessun ripensamento del Governo sull’obbligo di pagamento della mini-IMU, che andrà pertanto versata entro il prossimo 24 gennaio. Come confermato dal Ministro per gli Affari regionali, non sussistono margini di revisione per quanto concerne l’imposta dovuta a conguaglio, essendo quest’ultima già stata iscritta a bilancio nel 2013.

A confermarlo è stato il Ministro per gli Affari regionali Delrio, intervenuto ieri sull’argomento. A poco meno di due settimane dalla scadenza per il pagamento della mini-IMU, il Ministro ha confermato quanto già preannunciato nelle scorse settimane dal Ministro dell’Economia nel corso di un’audizione in commissione Finanze sul decreto legge n. 133/2013 (c.d. decreto IMU-Bankitalia), che approda oggi in Aula al Senato.

La cancellazione totale della seconda rata IMU relativa alle abitazioni principali – aveva spiegato Saccomanni – avrebbe infatti richiesto un impiego di risorse aggiuntive non reperibili se non mettendo a rischio il mantenimento del deficit al di sotto della soglia del 3%.

Come confermato dai tecnici di via XX Settembre, ha aggiunto Delrio, non sussistono margini di revisione per quanto concerne l’imposta dovuta a conguaglio, essendo quest’ultima già stata iscritta a bilancio nel 2013.

Il Ministro ha dunque chiuso la porta alla richiesta avanzata da parte dei sindaci dell’Emilia-Romagna di tassare il gioco d’azzardo per ridurre il prelievo sulla casa, a partire proprio dalla mini-IMU.

Ciò nonostante, ha proseguito Delrio, persiste “l’impegno di tutto il Governo a revisionare la tassazione in maniera più equa e conforme”. Una presa di coscienza, in un certo senso, sull’inopportunità della misura, “ma sulla quale non è stato possibile intervenire”.

Come si ricorderà, l’obbligo interessa i contribuenti titolari di abitazioni principali ubicate nei comuni che abbiano deliberato nell’ultimo biennio un’aliquota superiore a quella base stabilita dalla legge statale (pari al 4 per mille), i quali sono chiamati a effettuare un versamento pari al 40% della differenza fra l’imposta calcolata secondo le regole effettive, stabilite dall’amministrazione comunale, e l’imposta determinata in base ai parametri standard.

L’importo a debito dovrà essere corrisposto entro il 24 gennaio (scadenza così rideterminata dalla legge di Stabilità rispetto all’originaria previsione del 16 gennaio).

Stando alle ultime stime, l’obbligo interessa un bacino potenziale di 24 milioni di contribuenti proprietari di un’abitazione principale situata in uno degli oltre 2.300 Comuni che nel 2012 o nel 2013 hanno aumentato l’aliquota rispetto a quella statale.

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