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Mercato del lavoro: occupati in calo nel 2012, ma crescono i neoassunti a tempo indeterminato

Mercato del lavoro: occupati in calo nel 2012, ma crescono i neoassunti a tempo indeterminato
Occupazione in calo, nel 2012, nelle imprese associate a Confindustria, dove i lavoratori sono diminuiti dello 0,6%, ma cresce la quota di neoassunti a tempo indeterminato

Occupazione in calo, nel 2012, nelle imprese associate a Confindustria, dove i lavoratori sono diminuiti dello 0,6%, registrando un arretramento peggiore dell’anno precedente (-0,3%), ma non quanto quello rilevato nel 2010 (-1,1%). Il dato è la media tra un calo dell’1,1% nell’industria, compresa l’edilizia, ed un +0,5% nei servizi. Più pesante la contrazione nelle piccole imprese, fino a 15 dipendenti, dove la contrazione della forza lavoro ha toccato il 4,9 per cento.

È il quadro che emerge dall’indagine annuale del Centro studi di Confindustria sulle condizioni dell’occupazione nelle aziende associate. Lo studio fa il punto anche sul ricorso alla Cig, in crescita nel 2012: la forza lavoro potenziale assorbita è stata pari al 5,3% delle ore lavorabili nell’industria (era il 4,2% nel 2011), e pari al 2,5% nei servizi (dall’1,3%).

In aumento i neoassunti a tempo indeterminato. L’indagine sul mercato del lavoro nel 2012, diffusa ieri, rileva anche la crescita della quota di neoassunti a tempo indeterminato, più alta rispetto a 2011 e 2010, ed il particolare nel Nord Ovest (40,8% delle assunzioni totali) e nelle imprese di grandi dimensioni (41% nelle aziende con oltre 100 addetti, 31,3% nelle medie, 32,3% nelle piccole). La “probabilità di stabilizzazione” nei rapporti di lavoro è più alta nell’industria: le trasformazioni di contratti da tempo determinato a indeterminato sono state il 38,6% mentre si sono fermate al 23,9% nei servizi.

Assenteismo stabile al 7%. Stabile invece l’assenteismo dei dipendenti: nel 2012, le ore di assenza sulle ore lavorabili nelle aziende associate è rimasta sui livelli dell’anno precedente (7,0% da 7,3%) e si è confermata più elevata nei servizi (7,4% contro il 6,7% nell’industria, comprese le costruzioni) e nelle imprese grandi (7,8% in quelle con più di 100 addetti; 4,9% in quelle fino ai 15). Il maggior tasso di assenza per le donne (10,3% contro il 5,7% degli uomini) è attribuibile all’utilizzo più frequente dei congedi familiari; d’altra parte, soprattutto al genere femminile è lasciato l’onere dell’accudimento familiare.

Contrattazione di II livello per 1 Pmi su 10. Quanto alle tipologie contrattuali, nel 2012 risultano coperti da un accordo aziendale due lavoratori su tre nell’industria, uno su due nei servizi. La contrattazione di secondo livello è meno diffusa nelle imprese più piccole: la svolgono due su tre di quelle con più di 100 addetti, una su dieci di quelle con meno di 15 dipendenti.

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