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Mediazione tributaria: respinta una istanza ogni due

I dati del 2016 nella relazione della Corte dei Conti. Accolte in toto solo 13mila domande su 119mila

Mediazione tributaria: respinta una istanza ogni due
I dati del 2016 nella relazione della Corte dei Conti. Accolte in toto solo 13mila domande su 119mila

Mediazione tributaria: nel 2016 respinta una istanza ogni due. Sulle 119mila istanze di mediazione e reclamo presentate dai contribuenti sono state infatti soltanto 13mila quelle accolte dagli uffici legali delle Agenzie delle Entrate. La percentuale dei respingimenti si è invece attestata al 47% con un incremento di ben 11 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Per le restanti istanze il procedimento si è chiuso con il ricorso ad altri strumenti deflativi di autotutela o con un accoglimento parziale delle richieste.
È questo il quadro della mediazione tributaria nell’anno 2016 delineato sulla base di dati dell’Agenzia delle Entrate e del centro operativo di Pescara dalla relazione sul rendiconto generale dello Stato dalla Corte dei Conti.

Il notevole incremento dei dinieghi alle istanze di reclamo/mediazione presentate dai contribuenti risulta di difficile interpretazione. Dal punto di vista territoriale le percentuali maggiori di respingimenti si sono verificate presso il Centro operativo di Pescara (che raggiunge livelli di poco inferiori al 70% delle istanze), la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Sardegna.
Dall’aumento dei provvedimenti di rigetto alle istanze di mediazione consegue necessariamente un minor effetto filtro che tale istituto dovrebbe invece assicurare al contenzioso tributario.
La crescita dei dinieghi deve anche essere letta in chiave prospettica prendendo in attenta considerazione le modifiche all’istituto del reclamo e della mediazione che debutteranno a far data dal prossimo primo gennaio.

Come è noto infatti per effetto della disposizione contenuta nell’articolo 10 del decreto legge n. 50 del 2017, agli atti impugnabili notificati dal 1° gennaio 2018 il limite delle controversie per le quali l’istituto del reclamo/mediazione si rende obbligatorio salirà dalle attuali 20 mila euro a 50 mila euro.
Detto aumento porterà inevitabilmente all’incremento del numero delle istanze di reclamo presentate ed anche all’innalzamento del livello qualitativo delle stesse. Con il valore della lite posizionato a 50 mila euro potranno infatti dover passare dalla mediazione tributaria anche liti di importo complessivo costituto da tributi, sanzioni ed interessi, prossimi o anche superiori ai 100 mila euro.

Se la percentuale dei rigetti dovesse rimanere sui livelli registrati nel 2016 è abbastanza evidente che l’effetto deflativo della mediazione verrebbe in qualche maniera ridimensionato.

Per il resto i dati forniti dalla Corte dei Conti indicano una distribuzione territoriale degli accordi di mediazione raggiunti nel corso dell’anno 2016 che vede 14 regioni italiane (prevalentemente del Centro-Nord) collocarsi su percentuali superiori alla media nazionale dell’11%. Fra queste spicca il dato della Liguria che supera il 25% degli accordi di mediazione raggiunti sul totale delle istanze presentate.

Nonostante l’elevato numero dei respingimenti alle istanze di mediazione nel corso del 2016 i ricorsi presentati presso le Commissioni tributarie provinciali è comunque diminuito rispetto agli anni precedenti (82.586 ricorsi contro i 108.758 del 2015).
Tale contrazione dei nuovi ricorsi, si legge nella relazione della magistratura contabile, deve essere ascritta sia agli effetti deflativi prodotti dall’istituto della mediazione-reclamo, sia ai minori volumi di accertamenti prodotti a monte, sussistendo ovviamente una naturale correlazione tra atti emessi e ricorsi proposti.

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