Diritto

Mediaconciliazione obbligatoria: per Unioncamere funziona e va incentivata

L’Unioncamere condivide le misure del decreto legge n. 69 del 2013 e la reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione
L’Unioncamere condivide le misure del decreto legge n. 69 del 2013 e la reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione

Dal momento dell’introduzione a marzo 2011 dell’obbligatorietà della mediazione, sono stati circa 40.000 i procedimenti depositati dalle Camere di commercio e ben 215.000 quelli complessivi pervenuti, a livello nazionale, dai vari Organismi di mediazione. Si tratta di cifre incoraggianti che dimostrano la validità di questo strumento di risoluzione alternativa delle controversie i cui benefici, in assenza di contromisure, rischiano tuttavia di vanificarsi nel prossimo futuro. L’Unioncamere pertanto condivide le misure del decreto legge n. 69 del 2013 e la reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione e propone di migliorarne, con alcuni interventi correttivi, alcuni aspetti fondamentali per la piena funzionalità dello strumento.

L’obbligatorietà della mediazione, prevista all’art. 5, comma 1, del decreto legislativo n. 28 del 2010, entrata in vigore a marzo 2011 (e per le materie del condominio e della Responsabilità per danno da circolazione dei veicoli e natanti a marzo 2012), era stata eliminata dalla Corte Costituzionale, per eccesso di delega, con la sentenza del 6 dicembre 2012 n. 272 pubblicata sulla G.U Corte Costituzionale n. 49 del 12.12.2012.

Dopo la Sentenza della Consulta, l’attività di mediazione ha registrato una caduta verticale, in quanto l’eliminazione dell’obbligatorietà ha avuto effetti sul complessivo utilizzo dello strumento, anche relativamente alle materie volontarie.

Per questo l’ipotesi di un ripristino della condizione di procedibilità trova una sponda favorevole nel Sistema camerale; ripristino che va, però, integrato tenendo conto dell’esperienza realizzata e dei possibili incentivi sia economici che procedurali.

Il nuovo scenario normativo ed il venir meno della condizione di procedibilità ha inciso in maniera considerevole anche sui servizi di mediazione delle Camere di commercio che, sin dal 1993, hanno portato avanti, uno sforzo organizzativo e un investimento in risorse umane, logistiche e tecnologiche di notevole entità.

Tutto questo nella convinzione di fornire alle imprese e ai cittadini un servizio alternativo alla Giustizia Ordinaria, rapido ed economicamente vantaggioso, con degli effetti deflattivi significativi rispetto al carico di lavoro dei Tribunali. Molti in questi mesi hanno espresso il loro favore circa la reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione civile e commerciale:

  • i “dieci Saggi” nominati dal Presidente della Repubblica nella loro relazione finale; il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in occasione dell’Assemblea annuale si è soffermato sulla necessità di insistere sullo sviluppo degli strumenti di ADR;
  • il primo Presidente della Corte suprema di Cassazione Giorgio Santacroce e il Vice Presidente del CSM Michele Vietti in occasione di recenti dichiarazioni;
  • il Consiglio dell’Unione europea con la Raccomandazione n. 362 del 29 maggio 2013 ha espressamente richiesto al fine di migliorare il contesto in cui operano le imprese italiane, di intervenire per promuovere il ricorso a meccanismi extragiudiziali di risoluzione delle controversie.

Anche l’Unioncamere è convinta che questa sia ancora la strada da percorrere per produrre quell’effetto di diffusione culturale e di consapevolezza dei vantaggi e delle qualità dello strumento, che con la mediazione volontaria sarebbe difficile ottenere se non in tempi lunghi.

Per questo il Sistema camerale, con i suoi 101 Organismi di mediazione accreditati nel Registro ministeriale, è pronto a mettere la propria esperienza a disposizione del Paese e dare il proprio contributo affinché il ritorno all’obbligatorietà possa essere solido ed efficace.

D’altronde i vantaggi che la condizione di procedibilità ha prodotto nel nostro ordinamento giuridico prima della Sentenza della Corte Costituzionale sono senza dubbio significativi.

Lo stesso Primo Presidente della Corte di Cassazione, Ernesto Lupo, il 25 gennaio 2013 in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha dichiarato che la mediazione obbligatoria ha contribuito a produrre un calo dei procedimenti civili iscritti a fronte di un arretrato che supera i cinque milioni di processi.

Stando ai numeri ministeriali, il decremento registrato del 4,5% della pendenza complessiva dei procedimenti civili di merito (5.388.544 al 30 giugno 2012), deriva non solo dalla significativa diminuzione delle sopravvenienze (-3,7%) ma anche dalla sostanziale tenuta del numero delle definizioni.

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