Italia

Maxitruffa da 144 milioni per i giocattoli di “Mister Toys”: agli arresti domiciliari i due titolari

I titolari del marchio “Mister Toys” che commercializza giocattoli, Mauro e Luigi Cataneo, sono ai domiciliari accusati di aver frodato allo stato 114 milioni. Per gli inquirenti importavano giocattoli dalla Cina, senza passare dalla dogana, utilizzando società appositamente create in vari Paesi europei poi fatte fallire.

Ufficialmente, i giocattoli arrivavano a Capodistria, in Slovenia, in realtà finivano direttamente a Trieste dove venivano poi commercializzati in tutta Italia nei negozi “Mister Toys”, riconducibili ai fratelli Cataneo. I giocattoli costruiti in Cina venivano esportati anche in Austria, Germania, Belgio, Gran Bretagna e Slovenia, senza passare per il circuito commerciale ordinario per non pagare Iva, utilizzando il sistema delle frodi “carosello”, cioè fatture false tra aziende. Una maxi-truffa ai danni dello Stato per circa 114 milioni di euro.

L’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti è pari a oltre 79 milioni di euro. Il meccanismo delle frodi carosello era stato concepito anche per permettere agli organizzatori del contrabbando di giocattoli di proporre sul mercato prodotti a prezzi particolarmente concorrenziali.

L’indagine è partita da un grosso incendio che si è sviluppato nel deposito Mister Toys di Capua del luglio 2008, spiega il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere, Luigi Gay, «e in quell’incendio i titolari dissero che erano andati in fumo tutti i documenti di trasporto. In questo modo si è invece impedito di far rintracciare alla Guardia di finanza i documenti che testimoniavano la commercializzazione illecita dei prodotti».

In tutto sono 25 gli indagati per frode, mentre sono 37 le società coinvolte nel contrabbando di giocattoli. Tra di loro ci sono le ditte individuali Unistore Corporation di Armando Paciello, la Jolly Service di Giuseppe Italiano e la General Store S.r.l. I reati contestati agli otto indagati sono: emissione di fatture inesistenti, omessa dichiarazione, occultamento delle scritture contabili, concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione e concorso in bancarotta documentale.

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