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Mastrapasqua si dimette dalla presidenza INPS

Mastrapasqua si è dimesso dalla presidenza dell'Inps. La decisione è arrivata dopo la richiesta di un cambio di governance dell'istituto da parte del premier Enrico Letta
Mastrapasqua si è dimesso dalla presidenza dell’Inps. La decisione è arrivata dopo la richiesta di un cambio di governance dell’istituto da parte del premier Enrico Letta

Una decisione arrivata a sorpresa, dopo che nei giorni scorsi aveva escluso l’abbandono. Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, ha presentato sabato mattina, «alla luce delle decisioni assunte ieri dal Consiglio dei Ministri», le sue dimissioni al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini. «Credo che Mastrapasqua abbia fatto una scelta saggia. Ha colto l’iniziativa del governo: non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività», è il commento del premier Letta ad Abu Dhabi per una visita ufficiale.

Il comunicato del Ministero del Lavoro. A dare la comunicazione delle dimissioni è stata una nota del Ministero del Lavoro. «Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini ha ricevuto questa mattina il Dott. Antonio Mastrapasqua, il quale, anche alla luce delle decisioni assunte ieri dal Consiglio dei Ministri, ha manifestato la sua volontà di rassegnare le dimissioni dall’incarico di Presidente dell’Inps. Il Governo, infatti, ha deciso di accelerare il processo di ridisegno della governance dell’Inps e dell’Inail e ha approvato un disegno di legge per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali, prevedendo, per quelli di particolare rilevanza, un regime di esclusività volta a prevenire situazioni di conflitto d’interesse». «Il ministro – conclude la nota – nell’esprimere, anche a nome del Governo, apprezzamento per la sensibilità dimostrata dal Dott. Mastrapasqua, lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni per il rinnovamento dell’Inps e il complesso processo di riorganizzazione dell’Ente derivante dall’incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals».

Il provvedimento del Governo. Decisiva nella scelta del manager di Stato è stata l’accelerazione del governo sul ridisegno della governance dell’Inps e dell’Inail, con l’approvazione di un disegno di legge per disciplinare l’incompatibilità per tutte le posizioni di vertice degli enti pubblici nazionali. Obiettivo: prevenire le situazioni di conflitto d’interesse. Quello in cui si è trovato Mastrapasqua, vicepresidente di Equitalia, presidente di Idea Fimit, direttore generale dell’Ospedale israelitico e membro di 6 collegi sindacale. Nei giorni scorsi la procura di Roma ha aperto un’inchiesta su un presunto giro di false cartelle cliniche all’Ospedale israelitico, allo scopo di ottenere rimborsi gonfiati dal Ssn.

Proprio la pluralità di cariche lo ha precipitato nell’inchiesta della Procura di Roma, che indaga sia sul presunto giro di false cartelle cliniche dell’Ospedale israelitico al fine di ottenere rimborsi gonfiati dal Ssn (l’ipotesi di reato è truffa aggravata) sia sulle operazioni di compensazione che lo stesso ospedale diretto da Mastrapasqua ha fatto dal 1993 in poi tra i crediti vantati nei confronti delle Asl e i debiti previdenziali verso l’Inpdap (poi confluito nell’Inps).

Successione: Treu in pole position. Sarebbe Tiziano Treu il candidato più forte alla presidenza dell’Inps, come successore di Antonio Mastrapasqua dimessosi oggi. Secondo quanto apprende l’Agi, l’ex ministro del Lavoro (nominato durante il governo Dini e confermato da Prodi) rappresenterebbe in queste ore il nome più papabile e anche autorevole per guidare l’istituto in vista della riforma della governance. In quota anche Raffaele Bonanni, attuale segretario della Cisl anche se sarebbe al momento il candidato più “debole”. Il suo nome era circolato invece quando è scoppiato il caso Mastrapasqua ma sull’attuale direttore generale Mauro Nori, non sembrano al momento concentrarsi i consensi perché considerato troppo ‘tecnico’.

Le prime reazioni. La prima reazione alle parole del presidente è di Massimo Bitonci. “Ora Mastrapasqua si dimetta. Inconcepibile che un funzionario cumuli 24 incarichi”, commenta il capogruppo della Lega Nord al Senato. E aggiunge: “Letta, con il suo annuncio, nasconde il timore di rimuoverlo e dire chiaramente che Mastrapasqua se ne deve andare subito non solo perché coinvolto in uno scandalo truffa che è costato ai contribuenti decine di milioni di euro ma anche perché questo sistema clientelare di concentrare decine di incarichi su poche persone deve finire”.

Il presidente della Commissione lavoro della Camera (ed ex ministro del Lavoro), Cesare Damiano, si è detto favorevole nei giorni scorsi a una velocizzazione della revisione del sistema di governance dell’Inps anche attraverso un periodo di commissariamento dell’Istituto. Su questo punto sono intervenuti più volte i sindacati convinti della necessità di riequilibrare i poteri nell’ente dando più spazi di controllo al Civ (Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto).

Sulla necessità di riformare la governance si era era espressa anche nei mesi scorsi la Corte dei Conti, sottolineando che il prolungamento oltre la naturale scadenza del presidente e la devoluzione dei poteri del Cda soppresso avevano “aperto spazi di interferenza con le attribuzioni riservate al direttore generale, alla dirigenza e al Civ”. Pur nella ribadita esigenza di una profonda e ampia riforma – scriveva la Corte a novembre – “appare quindi ineludibile quantomeno l’anticipata adozione di singoli correttivi, volti a ripristinare un assetto di migliore equilibrio e di maggiore chiarezza nel riparto delle competenze”.

Sulla vicenda infine la Uil pubblica amministrazione ha chiamato in causa il segretario del Pd, Matteo Renzi. “Se la politica deve dare l’esempio e deve essere al di sopra di ogni sospetto come la moglie di Cesare – ha detto il segretario generale Benedetto Attili -, chiediamo a Renzi di assumere una posizione chiara e netta rispetto alla vicenda Mastrapasqua”.

Intanto in una nota la Regione Lazio fa sapere: “Da un accertamento effettuato oggi presso gli uffici della Direzione Regionale Salute, non risultano reperibili alcuni documenti in originale relativi agli atti istruttori che hanno portato a ratificare gli accordi con l’Ospedale Israelitico (vicenda per cui indagato Mastrapasqua) nei decreti del commissario ad acta n. 89 del 2011 e n. 149 del 2012. Per questo motivo è stata presentata dal funzionario regionale responsabile del settore ospedaliero una denuncia presso i Carabinieri della Stazione di San Paolo di Roma”.

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