Fisco

Lussemburgo fuori dalla lista nera dei paradisi fiscali

Il Lussemburgo esce definitivamente dalla black list disciplinata dal Decreto Ministeriale 21 novembre 2001
Il Lussemburgo esce definitivamente dalla black list disciplinata dal Decreto Ministeriale 21 novembre 2001

Il Lussemburgo esce definitivamente dalla black list disciplinata dal decreto ministeriale 21 novembre 2001. Con conseguenze in termini di minori comunicazioni delle operazioni realizzate con il Granducato da operatori italiani e di sanzioni più leggere per la mancata dichiarazione nel modello RW di attività detenute in Lussemburgo. Ieri, infatti, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha firmato il decreto attraverso cui le cosiddette holding lussemburghesi del 1929 sono state espunte dalla black list disciplinata dal D.M. 21 novembre 2001.

Il provvedimento è stato emanato alla luce della recente ratifica ed esecuzione del protocollo aggiuntivo, che ha adeguato la preesistente Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e il Lussemburgo agli standard internazionali in materia di scambio di informazioni. In base alle nuove disposizioni in vigore, infatti, il segreto bancario non potrà essere più opposto dalle autorità lussemburghesi nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria italiana richieda informazioni bancarie e finanziarie relative a un determinato contribuente.
Nel 2006 il regime fiscale delle società holding lussemburghesi, regolate dalla legge del 31 luglio 1929, era stato già dichiarato dalla Commissione Ue non conforme alle norme in materia di aiuti di Stato. Questo regime, infatti, prevedendo un regime fiscale particolarmente favorevole per alcuni operatori finanziari costituiva senz’altro un caso di concorrenza fiscale dannosa.

Oltre alle cosiddette holding del 1929, in Lussemburgo era possibile aderire a un regime fiscale ancora più vantaggioso, anch’esso non conforme alle norme europee in materia di aiuti di Stato. Si trattava del regime delle cosiddette “holding miliardarie”, regolate dal decreto granducale 17 dicembre 1938. Il legislatore lussemburghese, preso atto della decisione della Commissione Ue, aveva abolito tali regimi fiscali a partire dal 1° gennaio 2007 ma aveva previsto un periodo transitorio, con alcune limitazioni, che è terminato il 31 dicembre 2010.
La cancellazione del regime fiscale delle holding lussemburghesi del 1929 dalla black list del D.M. 21 novembre 2001 determinerà l’uscita del Lussemburgo da tale lista in quanto il Granducato era presente nell’elenco limitatamente al regime fiscale delle holding del 1929, appena espunto dalla “lista nera”.

Le conseguenze derivanti da questa cancellazione semplificheranno i rapporti tra gli operatori commerciali italiani e lussemburghesi in quanto la comunicazione black list, a oggi obbligatoria per le operazioni con lo Stato lussemburghese che superano una certa soglia, non sarà più obbligatoria una volta che il decreto appena varato sarà entrato in vigore. Anche il raddoppio delle sanzioni e dei termini per l’accertamento previsto dall’articolo 12 del decreto legge n. 78/2009, relativo alle attività finanziarie detenute nei Paesi black list, non troverà più applicazione. Infine, prima dell’emanazione del decreto del Ministro, il Lussemburgo, ai fini della voluntary disclosure, rientrava nell’elenco dei Paesi “black list” con accordo. Dopo l’espunzione dalla black list, il Lussemburgo rientra nell’elenco dei Paesi non black list. L’uscita del Lussemburgo dalla black list determinerà, dunque, una serie di benefici per i contribuenti.

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