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Lotta all’evasione: il Governo riparte dai 19 identikit

Lotta all'evasione: il Governo riparte dai 19 identikit
Se il calo delle tasse è la priorità, la lotta all’evasione è l’arma da rafforzare per centrare l’obiettivo. Ecco l’identikit del Governo per combatterla

Se il calo delle tasse è la priorità, la lotta all’evasione è l’arma da rafforzare per centrare l’obiettivo, insieme alla spending review permanente. Le nuove strategie del Governo per scovare chi non dichiara i propri introiti al fisco hanno già una base di partenza: i 19 profili degli evasori tracciati un anno fa dalla task force voluta dall’Esecutivo Monti e composta, tra l’altro, da rappresentanti del ministero dell’Economia, Guardia di Finanza e agenzie fiscali.
Un’eredità per costruire il libro bianco sull’evasione, annunciato la settimana scorsa dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, con l’obiettivo di aprire una lotta senza frontiere – «anche la Svizzera è disposta a cooperare» ha detto il ministro – agli invisibili per l’Agenzia delle Entrate, per poter così ridurre un prelievo fiscale record.
Sono otto milioni i contribuenti potenziali che mancano all’appello, perché ufficialmente non lavorano pur avendone tutti i “requisiti”, mentre l’economia sommersa in Italia vale 272 miliardi in base agli ultimi dati elaborati da Confcommercio (ma secondo stime europee arriverebbe a 331 miliardi), con un’evasione fiscale annua tra i 120 e i 150 miliardi.
Nel catalogo degli evasori c’è chi non emette gli scontrini, chi affitta in nero o impiega lavoratori senza versare i contributi, ma anche le finte società e i contribuenti che trasferiscono capitali all’estero. Dal nero totale alle residenze fasulle oltreconfine, i livelli di complessità sono diversi e partono dal semplice occultamento di reddito, passando per quello parziale, le intestazioni fittizie, l’utilizzo di documentazione fiscale falsa, per arrivare al top rappresentato da forme sofisticate di evasione e fenomeni di elusione.
Il lavoro già svolto dai tecnici ha individuato le criticità che hanno spinto gli italiani a non rispettare o ad aggirare le regole, come la pressione fiscale, l’esigenza di una riforma del sistema dei tributi e la complessità delle norme. E le linee guida che dovrebbero ispirare l’azione di Governo prevedono tre punti fermi: una maggior prevenzione, con l’amministrazione finanziaria che “accompagna” di più il contribuente allo sportello per il pagamento, l’incrocio di banche dati per scovare i veri evasori e legami più stretti tra le forze in campo nella lotta al sommerso.

Omessi contributi. Contribuenti che non pagano imposte e contributi su redditi di lavoro dipendente irregolare o di lavoro autonomo occasionale, ma anche datori che impiegano lavoratori non in regola. Il contrasto punta su controlli dell’ispettorato del lavoro e accertamenti su redditi dichiarati e tenore effettivo di vita.

Affitti in nero. Soggetti che non registrano i contratti di locazione e quindi evadono sia le imposte dirette che quelle indirette. Tra le azioni di contrasto, l’incrocio dei consumi delle utenze con i dati catastali e quelli risultanti dalle dichiarazioni dei redditi; controlli sui conti correnti bancari o postali.

Evasori totali. Lavoratori autonomi e Pmi completamente sconosciute al fisco perché svolgono totalmente in nero la loro attività e non dichiarano nulla. Nelle azioni di contrasto anche verifiche basate su analisi di rischio con l’incrocio dei dati derivanti dalle segnalazioni e partecipazione dei Comuni all’accertamento.

Gioco online abusivo. Soggetti che veicolano operazioni di gioco attraverso siti senza concessione. Così evadono l’imposta unica ma possono anche effettuare riciclaggio di denaro e frodi di gioco. Il contrasto prevede accertamenti bancari e finanziari, scambio di dati tra verificatori, individuazione degli utilizzatori di siti illegali.

Le case fantasma. Proprietari di immobili che non risultano al fisco o che non pagano le imposte come Imu e Tarsu connesse alla disponibilità degli edifici. La prevenzione può far leva sull’invio di bollettini precompilati, mentre le verifiche puntano a controlli capillari del territorio effettuati dai Comuni.

Scommesse in nero. Soggetti che operano scommesse in nero o, comunque, senza registrazione al totalizzatore nazionale. In questo modo evadono l’imposta unica sull’attività di gioco. Tra le azioni di contrasto, verifiche a soggetti privi di concessione amministrativa e accertamenti bancari e finanziari.

Giochi illegali. Soggetti che utilizzano apparecchi non collegati alla rete telematica o alterati per evadere il Preu (prelievo erariale unico sui giochi). Prevenzione: giocate in incognito degli 007 dell’amministrazione finanziaria. Contrasto: accertamenti bancari e finanziari; verifiche coordinate con la Gdf.

Senza scontrino. Pmi che non emettono scontrino, ricevuta o fattura e così occultano in tutto o in parte i corrispettivi, ma anche operatori che indicano in Unico costi non inerenti all’attività svolta o non documentati. Tra le varie azioni di contrasto: incrocio di dati derivanti da segnalazioni e verifiche sull’e-commerce.

Detrazioni non spettanti. Contribuenti che indicano nelle dichiarazioni dei redditi detrazioni non spettanti od omettono fonti di introiti. Il contrasto si basa sul potenziamento dei controlli sulle denunce dei redditi: incrocio dati, analisi concentrata su indicatori quantitativi e incongruenze temporali.

Le finte società. Soggetti ad alta capacità contributiva che usano “contenitori” societari per intestare beni di lusso e occultare ricchezza. Dopo il monitoraggio sulle società che hanno come unica funzione quella di essere intestatarie di patrimoni o redditi, controlli mirati, incrocio di dati e controllo delle persone fisiche che usano beni intestati a società.

Finte Onlus. Soggetti che fingono di essere non profit ma in realtà svolgono a tutti gli effetti un’attività commerciale. La prevenzione richiede controlli del territorio anche con il presidio da parte dei Comuni e la successiva comunicazione delle violazioni all’amministrazione finanziaria, mentre il contrasto si basa su verifiche mirate.

Frodi su Iva e dazi. Pmi, lavoratori autonomi o persone fisiche che evadono e commettono frodi su Iva e dazi all’importazione con le omesse dichiarazioni e le sottofatturazioni. La prevenzione prevede il rafforzamento degli accordi tra agenzia delle Dogane e Guardia di Finanza con i Paesi terzi; garanzie per l’estrazione di prodotti dai depositi fiscali.

Frodi sulle accise. Pmi e autonomi dediti a: contrabbando di prodotti, abuso delle norme che regolano i depositi doganali e cessioni fraudolente al consumo, uso fraudolento di beni soggetti ad accisa e abuso di agevolazioni. Il contrasto punta sullo scambio di informazioni e su azioni coordinate tra le autorità dei Paesi Ue.

Frodi sulle ritenute. Pmi, lavoratori autonomi, persone fisiche che evadono e commettono frodi per il mancato versamento di ritenute, contributi o di altre imposte. Il contrasto prevede controlli automatici tra debiti tributari risultanti dalle dichiarazioni e modelli di versamento; analisi di indizi tratti da dichiarazioni Iva di altri soggetti.

Società cartiere. Pmi e autonomi che utilizzano società cartiere, create per emettere fatture inesistenti e generare crediti Iva fasulli. La prevenzione punta sugli elenchi «clienti e fornitori» e su banche dati di soggetti in regola. Il contrasto prevede il sistematico utilizzo delle banche dati per analisi mirate di rischio e tavoli di collaborazione.

Patrimoni all’estero. Contribuenti che non rispettano gli obblighi di monitoraggio fiscale e non indicano nel quadro RW della dichiarazione dei redditi i patrimoni detenuti all’estero. Il contrasto punta sulla compliance, incentivando la regolarizzazione senza abbuonare le imposte dovute (e non pagate) ma con sanzioni ridotte.

Tax planning aggressivo. Operatori economici di maggiori dimensioni che utilizzano una pianificazione fiscale aggressiva. Tra gli strumenti utilizzati, l’estero-vestizione o le operazioni societarie straordinarie, anche fuori dai confini nazionali, con finalità elusiva. Il contrasto punta su cooperazione internazionale e aggiornamento delle normative.

Transfer pricing. Multinazionali che adottano politiche fiscali particolarmente aggressive sui prezzi di trasferimento. La prevenzione prevede il recepimento degli standard internazionali e incentiva gli accordi tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria del Paese di residenza; l’uso della procedura ruling internazionale.

Fuga di capitali. Persone fisiche che evadono le imposte dirette e indirette sui capitali detenuti in Paesi stranieri, o che trasferiscono illegalmente denaro all’estero. Il contrasto punta su strumenti di cooperazione internazionale sui trasferimenti illeciti di capitali, indagini sui conti correnti bancari, potenziamento del patrimonio informativo.

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